Cardinal Bagnasco contro la legge anti-omofobia (che discrimina gli omofobi)

Ancora attacchi alla legge anti-omofobia da parte del cardinal Bagnasco

foto cardinale bagnasco Siamo alle solite: questa legge anti-omofobia continua a far discutere chiunque, e ancora non viene approvata (ammesso che lo sarà mai, in questo stato di cose). A parlare è stato ancora una volta il cardinal Bagnasco, che voi tutti sapete essere presidente della CEI e, soprattutto, strenuo difensore della libertà di espressione. Sì, degli omofobi.

Il religioso, in sostanza, crede che il crimine vada condannato ma che tutto debba partire dalla famiglia e dalle istituzioni, le quali dovrebbero essere capaci di inculcare nei propri figli il rispetto di qualsiasi individuo: strano ma vero, non dissentiamo dalle sue parole; ma ci facciamo comunque una domanda (di cui abbiamo anche la risposta): se la violenza omofoba continua a crescere in Italia, dove, per fortuna, riusciamo ancora a indignarci per ciò che accade in Russia, non si può aspettare un intervento attivo della famiglia, perché deve essere lo stato - l'unico che può usare le leggi - a dare un segnale forte.

"Nessuno discute - spiega Bagnasco - il crimine e l'odiosità della violenza contro ogni persona, qualunque ne sia il motivo [ma] tale decisa e codificata condanna, coniugata con una costante azione educativa, dovrebbe essere sufficiente in una società civile".

La bugia dei matrimoni gay


E poi ancora:
"Nessuno dovrebbe discriminare, né tanto meno poter incriminare in alcun modo, chi sostenga pubblicamente ad esempio che la famiglia è solo quella tra un uomo e una donna fondata sul matrimonio, o che la dimensione sessuata è un fatto di natura e non di cultura. Si misconosce la specificità della famiglia e [...] quando attraverso una decisione politica, vengono giuridicamente equiparate forme di vita in se stesse differenti, come la relazione tra l'uomo e la donna e quella tra due persone dello stesso sesso [...] La famiglia non può essere umiliata e modellata da rappresentazioni similari".

Come vedete, insomma, continuano ad essere mischiate le carte da uomini che, dotati di cultura, sembrano fare orecchie da mercante: qualcuno riesce a capire perché la legge contro l'omofobia viene continuamente pensata come pretesto per l'approvazione dei matrimoni gay? Ma davvero Bagnasco & co. credono che in Italia arriveranno mai le unioni civili, con una Sinistra che, per certi versi, è più a Destra dei suoi avversari? La legge anti-omofobia è tutt'altro fatto e come tale andrebbe trattato: qualcuno lo ricordi a chi si ostina a non capire.

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