L’esercito della salvezza di Abdellah Taïa, primo scrittore arabo ad aver fatto coming out

Ne L’esercito della salvezza, Abdellah Taïa racconta la propria storia e la difficoltà di vivere apertamente l’omosessualità in Marocco.

L’esercito della salvezza di Abdellah Taïa, primo scrittore arabo ad aver fatto coming outL’esercito della salvezza, opera prima dello scrittore marocchino Abdellah Taïa, è una pellicola autobiografica che ragiona sulla difficoltà di vivere la propria omosessualità in Marocco, è sia il titolo del romanzo che del film in concorso a Venezia per il Queer Lion Award. Partecipa alla Settimana Internazionale della Critica e vedere tra gli attori Mrini, Karim Ait M’hand, Amine Ennaji. La trama de L’esercito della salvezza (L’armée du salut) è la seguente:

A Casablanca Abdellah trascorre le giornate in casa, vivendo con il padre un rapporto conflittuale e di complicità, mentre in strada incontra uomini per occasionali rapporti sessuali. Durante una vacanza, il fratello maggiore Slimane, per il quale il ragazzo nutre una venerazione, lo abbandona. Passano dieci anni. Abdellah abita con l’amante svizzero Jean. Lascia il Marocco per Ginevra, ma decide di troncare la relazione e iniziare da solo una nuova vita. Trova riparo in una casa dell’Esercito della Salvezza, dove un ragazzo marocchino gli canta una canzone del suo idolo Abdel Halim Hafez.

Abdellah Taïa è il primo scrittore arabo ad aver pubblicamente dichiarato la propria omosessualità. Il suo coming out avvenne sotto forma di lettera inviata alla famiglia, lettera in cui, tra l’altro si legge:

Mia cara famiglia,
È la prima volta che vi scrivo. Una lettera per tutti voi. Per te, mia madre M’Barka. Per voi, mie sei sorelle. E per voi, miei due fratelli. Vi scrivo dal cuore e dalla pelle queste righe che nascono finalmente da me e che mi arrivanno oggi con urgenza. Non posso non dire queste parole, non scriverle. Inviarvele. Spiegare la mia partenza, quello che sono, quello che scrivo e perché lo faccio. Spiegare?! Sì, spiegare innanzitutto, perché ne sento la necessità interiore e perché voi, la mia famiglia, non vi siete presi la briga di leggere, di leggere bene ciò che ho pubblicato, libri, articoli, interviste.

Al di là della mia omosessualità, che rivendico e riconosco, io so che cosa vi sorprende, che cosa vi fa paura, che cosa vi sconvolge: io sono lo stesso, sempre magro, sempre con questo eterno viso da bambino; io non sono più lo stesso. Voi non mi riconoscete più e vi dite: “Ma da dove gli vengono queste strane idee? Da dove gli viene questa sfrontatezza? Non l’abbiamo educato così... Non solo parla pubblicamente di omosessualità, no no, questo non gli basta, parla di omosessualità, di politica, di libertà…

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