Per Timothy Radcliffe la Chiesa è per tutti, preti sposati e uomini gay compresi

Ecco le parole di Timothy Radcliffe in un'intervista su Repubblica

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Timothy Radcliffe è stato maestro dell'ordine domenicano tra il 1992 e il 2001. Da molti è visto come colui che invita la chiesa ad aprirsi alla modernità e a non rimanere ancorata a sistemi e teorie troppo antiche. In occasione dell'uscita dei due libri, Prendi il largo (Queriniana) e Sguardi sul cristianesimo (Emp), ha rilasciato un'intervista La Repubblica. Ecco alcuni passaggi:

"Tutti dovrebbero sentirsi a casa nella Chiesa. Gesù accoglie tutti, esattori delle tasse - i nostri banchieri di oggi- le prostitute. Ma come può la Chiesa accogliere tutti e insieme offrire una visione morale per tutti? Papa Francesco dice che il pastore deve "sentire l'odore delle pecore". Significa che la Chiesa deve conoscere le domande della gente dal di dentro, come se fossero sue. Per esempio, siamo in grado di offrire un'autentica parola sull'omosessualità soltanto se siamo vicini alle persone gay. L'insegnamento morale deve essere offerto all'interno di un'amicizia. Altrimenti è moralismo"

Infine, ecco la sua teoria sui preti e i matrimoni tra religiosi:

"Se il celibato è vissuto con generosità, è il segno di una bella vocazione, è un segno profondo di una vita dedicata a Dio e al suo popolo. Se, dunque, il celibato cessasse di essere la norma per i sacerdoti, si perderebbe qualcosa di meraviglioso. Ma insieme, anche un clero sposato saprebbe dare qualcosa di bello in un modo nuovo: sacerdoti che vivono il matrimonio e un'esperienza di genitorialità. I preti esistono per servire il popolo di Dio e quindi sarebbe opportuno chiedere a loro che tipo di sacerdote intendano essere"

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