Guarire dall'omosessualità si può: teorie riparative scandalose in un musical a Bisceglie

Un musical di Bisceglie si trasforma in un momento per pregare affinché i gay guariscano.

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Guarire dall'omosessualità si può? La risposta è, ovviamente, un “no” grande quanto una casa; ma, come ben sapete, l'ignoranza dilaga nella nostra bella Italia, soprattutto in alcuni ceti, e la speranza dei genitori che non accettano i propri figli e che vogliono cambiarli a tutti i costi è sempre dura a morire. Ecco perché nel musical Il mio canto libero - come raccontano due referenti dell'Arcigay Bat, Marcello Filograsso e Michele Pio Antolini - non potevano mancare le teorie riparative: un monologo, in effetti, si è trasformato in un momento di preghiera per coloro che hanno un orientamento sessuale diverso dal proprio e che, quindi, devono farsi curare.

Con grande stupore - si legge in un comunicato stampa dei Arcigay Bat - l’associazione ha appreso che nella serata di venerdì ha avuto luogo presso l’Anfiteatro Mediterraneo di Bisceglie il musical “Il mio canto libero (Scegli la vita!)”. Ebbene, tale musical ha previsto al suo interno un monologo ispirato alle teorie riparative di guarigione di omosessualità, con quest’ultima descritta come una malattia derivante dalla carenza della figura paterna e guaribile con un adeguato percorso di sostegno e di preghiera.

Lo stupore non è dovuto soltanto a queste teorie riparative che molto spesso hanno causato la morte degli omosessuali che, più deboli rispetto ad altri, hanno voluto sottoporvisi; ma pure al fatto che un atteggiamento del genere è in palese contraddizione con quanto promesso da chi ha patrocinato l'evento:

Come se non bastasse - continua il comunicato - ciò che ci rende sbalorditi è il patrocinio della Pastorale Giovanile e del Comune di Bisceglie. Non è nostra intenzione scagliarci contro alcuno, ma la scorsa settimana l’Arcidiocesi di Barletta – Trani – Bisceglie ci aveva rassicurato sulla vigilanza dei parroci, degli educatori e dei catechisti su eventuali episodi di discriminazione. La realtà dei fatti dimostra invece che i responsabili di tale spettacolo hanno permesso con molta tranquillità la messinscena del monologo in questione, quindi risulta molto difficile che all’interno della Pastorale Giovanile se ne ignorasse il contenuto.

Siamo nel 2013, prossimi al 2014, e ancora si parla di teorie riparative: si salvi chi può.

Via | Bat.ilquotidianoitaliano.it

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