Vendola non è una novità. Mina su Vanity Fair: “Abbiamo già avuto un premier gay”


I luoghi comuni sono duri a morire. All’estero così come in Italia dove il ministero per le Pari Opportunità è sempre stato affidato a delle donne. A destra così come a sinistra ancora si pensa che solo una signora possa legiferare nell’interesse delle cittadine. Perché mai un uomo non dovrebbe tutelare tutti cittadini, donne comprese?

Dei luoghi comuni analoghi persistono anche se si ragiona di gay. In Italia c’è ancora chi crede che il riconoscimento delle coppie omosessuali così come una legge contro l’omofobia siano provvedimenti patrimonio dei gay. Non è certo un caso che Paola Concia, lesbica dichiarata, si stia occupando per il Pd di un disegno di legge contro i crimini d’odio.

Su Queerblog di questo luogo comune dibattiamo spesso. L’abbiamo fatto qui quando è stato aggredito un giovane omosessuale a Roma. Il padre, eterosessuale, della vittima aveva chiesto una legge contro l’omofobia a Berlusconi attraverso il Tg3.

Lo facciamo ogni volta che qualcuno tifa per Nichi Vendola. Secondo alcuni l’omosessualità del presidente della Puglia è una garanzia per i gay. Di Vendola si è occupata Mina per la posta che tiene per Vanity Fair. Ad una ragazza che le chiedeva un parere su Vendola ha risposto:

“Mi risulta che, nei decenni, abbiamo già avuto un premier gay. Ma erano tempi in cui si rifuggiva accuratamente da qualsiasi tipo di coming out. Adesso, invece, di «rivelazioni» se ne fanno fin troppe. Sogno un mondo in cui l’omosessualità non sia equiparata a immoralità, indecenza, oscenità, corruzione, vergognosa offesa alla morale comune o addirittura a pedofilia. Questa è una orrenda china che non ci porterà niente di buono”.

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