Gay suicida a Roma: la colpa è di Platinette (ma le famiglie e la chiesa dove sono?)

Perché tutti questi suicidi? La colpa è di Platinette in televisione, secondo il presidente dei Papaboys.

gay suicida roma

Perché il 14enne gay si è suicidato a Roma? Sappiamo tutti che il motivo dietro a questo dramma sta nella palese omofobia di alcuni giovani - e non dell'intera società, per fortuna -, che Laura Pausini ha recentemente definito con un aggettivo che ci piace tanto ma che non possiamo riscrivere. Secondo qualcuno, però, quanto sta accadendo dipende dai modelli sbagliati che la tv propina costantemente ai suoi telespettatori:

I giovani imitano sempre gli esempi adulti che hanno di fronte. Se Platinette è tutti i giorni sui media, avremo una generazione di omosessuali e travestiti. Se sui media ogni giorno raccontiamo le storie sessuali di giovanissime che si vendono al politico di turno per far carriera in tv, avremo una generazione di escort. Se invece torneremo a parlare di Don Bosco, Don Orione, Domenico Savio e Giovanni Paolo II, forse riusciremo a ricostruire una generazione di santi”.

Le parole sono del presidente dell’associazione Papaboys, Daniele Venturi. Ora: questo pensiero così profondo non meriterebbe neanche una risposta, ma qualcosa va detto. Anzitutto, non possiamo pensare minimamente di far crescere una generazione di giovani tra suore e preti, e non perché questi non diano il buon esempio, bensì perché esiste lo svago, il divertimento, altri contenuti, insomma, che pure Platinette può benissimo rappresentare; in secondo luogo, qualcuno dica a Venturi che l'omosessualità non è una malattia televisivamente e generalmente trasmissibile; ma continuiamo: esistono tanti di quei canali televisivi e radiofonici religiosi che le famiglie hanno l'imbarazzo della scelta. Dulcis in fundo, non cambierebbe mica qualcosa: il leader dei Papaboys, invece che prendersela sempre con la tv, che, in fin dei conti, può essere spenta con il telecomando, farebbe bene a prendersela con le famiglie.

Un colpo alla tv e uno a Platinette, ma dov'è il problema?

Venturini ha evitato certi discorsi:

"[Morire a quattordici anni ndr] è un dolore che ci interroga, deve chiamarci a riflettere [...]: questo è l’apice del grido di dolore che una intera generazione vive, talvolta nel silenzio, che incancrenisce l’anima e la fa esplodere dall’interno, talvolta negli episodi che sfociano in droga, baby gang, ed eccessi vari”.

L'argomento, insomma, è stato subito cambiato: Venturini parla di roga, baby gang ed eccessi vari; ma perché non dice che anche la Chiesa ha portato a questo fallimento sociale? Perché non dice che, assieme alle famiglie e la scuola incapaci di educare i ragazzi al rispetto della diversità, la Chiesa ha contribuito a creare un clima di profondo disprezzo nei confronti di chi non può fare altro che amare qualcuno del proprio sesso? Insomma, caro Venturini, basta cercare di pulirsi la coscienza dando un colpo alla tv e uno a Platinette: guardate nel profondo della vostra vita e capite che a questa situazione siamo arrivati anche grazie a voi.

La legge contro l'omofobia è inutile


Non siamo esagerati, no no: il signor Venturini ha spiegato pure che, in questa situazione, non serve una legge contro l'omofobia:

Il mondo politico non ha perso l’occasione di speculare su una morte ed invoca a gran voce una nuova legge sull’omofobia, ma non sarà quella legge a restituire la vita a chi ha purtroppo deciso di togliersela, e neanche a curare una generazione che cresce, colpita da vari dolori. Uno di questi, è la discriminazione di identità. L’ascolto delle nuove generazioni è l’unica strada possibile [così come ndr] restituire funzione sociale ai luoghi nel quali la futura gioventù di un Paese si può formare. In secondo luogo non possiamo far mancare alla generazione che cresce la nostra testimonianza di adulti.

Bene, lo ha detto lei, Venturini: ma quale testimonianza di adulti potete dare, se non fate altro che trattare con disprezzo l'omosessualità? E poi, se il vostro ascolto si limita a "non dire" "non fare" "quattro Ave Maria" "due Padre Nostro", pretende che lo Stato non intervenga per fermare una situazione che sta degenerando e continuerà a farlo? Ora, subito, in questo istante servirebbe una legge contro la violenza sugli omosessuali. E la colpa è solo in minima parte di questi giovani che crescono chissà come: siete voi, Chiesa conservatrice; voi, famiglie e scuole incapaci di contrastare l'ignoranza omofoba, ad essere incapaci di guidare tutta una società.

  • shares
  • Mail
2 commenti Aggiorna
Ordina: