Se l'ovetto Kinder diventa rosa o azzurro

L'associazione Let toys be toys contro il famoso ovetto di cioccolato: "Incredibile che continuino a promuovere l'identità dei giocattoli, suggerendo che il rosa contenga bamboline e l'azzurro macchinine".

Se l'ovetto Kinder diventa rosa o azzurro. Un'associazione di mamme denuncia la divisione per sessi delle sorpresine

Io sono sostanzialmente d'accordo, ma qui non è importante la mia opinione, bensì la riflessione che apre questa notizia che arriva dall'Inghilterra: i nostri figli quanto vengono irregimentati da ruoli preordinati, comportamenti stereotipati, rigide divisioni in sesso maschile e femminile, con abitudini e costumi annessi e connessi? Se un bambino non sa che gli adulti hanno dato dei valori e attribuito una precisa sessualità ai giocattoli, non si rischia di dirigere il loro sviluppo, la loro semplice curiosità?

Kinder, il noto marchio commerciale, di proprietà dell'industria multinazionale italiana Ferrero, che da anni propina l'ovetto (esistono estimatori delle sorpresine, capaci di vendere e comprare quelle vintage per migliaia di euro) ha deciso di promuovere la nota specialità dolciaria in due declinazioni, rosa per femminucce, e azzurro per maschietti.

L'iniziativa però, riporta ad antiche suddivisioni, e non è piaciuta a un comitato di mamme chiamato: Let toys be toys (letteralmente "Lasciate che i giocattoli siano solo giocattoli"), che riassume lo slogan-programma del gruppo di madri promotrici dell'iniziativa. Dall'homepage del loro sito, si possono leggere le campagne in corso, la prima spiega:

Stiamo chiedendo ai negozi di giocattoli di smettere di promuovere giocattoli solo per le ragazze o solo per i ragazzi.

Nella sezionePerché è importante, si può leggere che:

I bambini dovrebbero decidere da soli quello che pensano sia divertente. Perché mettere questi limiti il gioco? I bambini hanno bisogno di una vasta gamma di giochi per sviluppare competenze diverse. Dirigere i consumatori in questo modo è limitare il gioco dei bambini. Il mondo reale è andato avanti. Questi stereotipi di genere sono stanchi e fuori moda.

Riguardo l'idea della Kinder non hanno avuto dubbi e hanno fatto sapere:

Incredibile che continuino a promuovere l'identità dei giocattoli, suggerendo che il rosa contenga bamboline e l'azzurro macchinine. Hanno intenzione di continuare ad alienare i propri clienti con questi suggerimenti. Sono rimasta molto delusa quando ho sentito del lancio di questo nuovo prodotto. Perderanno clienti.

Se in Svezia, con l'asilo Egalia e in America la questione è sul tappeto- una ragazzina del New Jersey, McKenna Pope, ha lanciato una petizione online, basata, più o meno, su questa semplice domanda; perché non posso regalare a mio fratello un forno elettrico e che non sia rosa o viola?, raccogliendo oltre 23.000 firme in pochi giorni - vi ricordo ancora che l'Italia degli anni Settanta non era da meno, in quegli anni era uscito Dalla parte delle bambine, di Elena Gianini Belotti, che sì, pur non toccando i temi specifici dell'omossesualità, liberava da fardelli di costrizioni, affrontando l'argomento tabù del condizionamento sociale e dell'educazione sessista e introduceva un concetto pratico e quotidiano della differenza di genere maschio/femmina.

Restituire a ogni individuo che nasce la possibilità di svilupparsi nel modo che gli è più congeniale, indipendentemente dal sesso cui appartiene.

Basti pensare a quando, nelle nursery, si prepara, da subito, un corredino separato: rosa o celeste. Fin dall'inizio abbigliati come sesso comanda.

Via | Gay.it

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