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Avvenire: i matrimoni gay sono “sterili”

pubblicato da Desperate Gay Guy in: Nozze e dintorni Vaticanerie Omofobia

avvenire contro nozze gay

Meglio attuare politiche a favore delle famiglie ‘tradizionali’ piuttosto che appoggiare matrimoni gay “sterili”. Ecco il commento del giornale cattolico italiano:

Difendendo il matrimonio eterosessuale, la Chiesa difende non un dogma di fede o un principio della propria dottrina, ma una dimensione del bene umano oggettivo. Il matrimonio eterosessuale non è un’invenzione della Chiesa; è un istituto giuridico, finalizzato a garantire l’ordine delle generazioni, riscontrabile in tutte (ripeto: “tutte”) le culture e in tutti (ripeto: “tutti”) i tempi. Invece di riconoscere il matrimonio gay, naturalmente sterile, la società dovrebbe operare per un efficace sostegno delle famiglie (e in particolare di quelle numerose) e dovrebbe supportare, cosa che fa solo in minima parte, l’impegno delle famiglie a favore dei minori, dei malati, degli anziani.

E non finisce qui…

La funzione del matrimonio è proprio quella di porre un rigoroso ordine sociale nella procreazione, a garanzia delle nuove generazioni. La vera posta in gioco, quando si dibatte sul matrimonio gay, è simbolica, non è giuridica nè sociale; i suoi fautori vorrebbero che il diritto riconoscesse situazioni affettive, di cui nessuno vuole negare l’autenticità “privata”, ma che non hanno però in sé e per sé, alcun rilievo “pubblico”, e questo proprio in un momento storico in cui da parte di tanti ci si batte per allentare ulteriormente i vincoli istituzionali, che nascono dai legami matrimoniali (si pensi al “divorzio breve”, ecc.)

Via | BlitzQuotidiano

Pastore americano: "Vostro figlio è gay? Picchiatelo e guarirà"

pubblicato da Desperate Gay Guy in: Vaticanerie Omofobia Mondo

Ecco la notizia del giorno che era meglio non sapere. Un pastore americano ha annunciato un metodo “rivoluzionario” per guarire (?!) il proprio figlio se dovesse essere gay:

Padri, appena vedete vostro figlio muovere il polso in quella maniera, andate da lui e spezzategli quel polso. Dategli un bel pugno. Ok? . E ditegli : “Non fare così. Sei stato fatto da Dio per essere un maschio e sarai un maschio”.

Questo “genio” si chiama Sean Harris e fa parte della Berean Baptist Church in Fayettesville, nel North Carolina. Qualcuno però ha registrato anche il suo discorso accorato contro i matrimoni dello stesso gay e ha messo sul web i suoi discorsi deliranti.

Inquietanti le risatine durante il suo discorso che vi abbiamo riportato…

Omofobia nei boy scout. C'è chi dice no

pubblicato da Robo in: Vaticanerie Omofobia Mondo Religioni

Jennifer Tyrrell, mamma lesbica espulsa dai boy scout d'America

Più volte ci siamo occupati di scout e della loro (vera o presunta) omofobia. Spesso le persone gay, lesbiche, bisex e trans non sono accettate nei gruppi scout cone le più varie motivazioni. Ora, però, qualcuno inizia a ribellarsi a questa discriminazione da parte di gruppi di boy scout. Succede negli USA, in Ohio, dove David J. Sims, uno dei più importanti rappresentanti del gruppo scout si è dimesso dopo che Jennifer Tyrrell (in foto), mamma lesbica, era stata espulsa dall’organizzazione in quanto lesbica. Spiega Sims:

Mio nonno è stato un Eagle Scout [il massimo grado raggiungibile nei Boy Scout d’America, ndr] mio padre è stato un Eagle Scout, io sono un Eagle Scout ma non riesco più a portare avanti i miei compiti con serenità. Non ero al corrente di ciò che stava accadendo e quando lo sono stato, ho sentito che non era una decisione equa e giusta, o comunque non era qualcosa con cui io potessi trovarmi d’accordo. Penso che la politica sia sbagliata.

Di diverso avvisto il movimento scout che, tramite un portavoce, fa sapere:

Il movimento scout, come d’altronde la maggioranza dei genitori a cui fornisce servizi, non crede di essere il miglior luogo per far diventare i bambini consapevoli del problema dell’orientamento sessuale, o iniziare discussioni sull’essere gay. Capiamo e apprezziamo che non tutti saranno d’accordo con qualche posizione e qualche politica. Ma non condividere non vuol dire non rispettare. Continueremo ad insegnare a tutti i nostri membri il rispetto e la cortesia.

Via + foto | Giornalettismo

Gesù era gay? Forse (dice un prete anglicano)

pubblicato da Robo in: Vaticanerie Mondo Religioni

Gesù era gay? Forse (dice un prete anglicano)

Paul Oestreicher è un sacerdote anglicano dell’Università del Sussex che nei giorni scorsi ha pubblicato un articolo sul Guardian dal titolo “Gesù era gay? Forse”. L’articolo – che ha provocato diverse polemiche – analizza la figura di Gesù partendo dall’oggi per giungere alla conclusione che forse Gesù era omosessuale.

Eterosessuale, bisessuale, omosessuale: Gesù poteva avere uno qualunque di questi orientamenti sessuali. Non sappiamo con certezza quale. Quella omosessuale sembra essere la soluzione più probabile: l’intima relazione che mantenne con i soi amati discepoli va in questa direzione e ogni studioso, ai giorni d’oggi, lo interpreterebbe in questo modo […] In ogni caso, se Gesù sia stato gay o etero non cambia in alcun modo la fede delle persone né quello che lui ha significato - e significa - per il mondo d’oggi. La spiritualità è immateriale. Quello che qui ci interessa è che ci sono seguaci del Cristo che sono gay e lesbiche che, nonostante le posizioni delle varie chiese, continuano a essere fedeli al loro Signore.

È evidente che le chiese, tutte, abbiano bisogno di operare cambiamenti al loro interno per riuscire ad accettare tutte le persone che a loro si rivolgono. Per questo il coraggio e l’apertura di pastori come Paul Oestreicher sono tanto importanti.

Foto | Michelangelo Merisi da Caravaggio, Incredulità di san Tommaso (1600-1601)

Non più gay, ma persone AMS, secondo il vescovo di Alcalá de Henares

pubblicato da Robo in: Vaticanerie Omofobia

Non più gay, ma persone AMS, secondo il vescovo di Alcalá de Henares

Ormai monsignor Juan Antonio Reig Plá, vescovo di Alcalá de Henares, è lanciatissimo nella sua crociata volta a portare noi gay sulla retta via. Dopo il momento di gloria dovuto alle sue affermazioni omofobe in diretta tv, il prelato ha pubblicato una lettera sul sito della sua diocesi per ringraziare i fedeli che gli hanno manifestato solidarietà. E in questa lettera il vescovo si riferisce a noi come AMS, cioè persone Attratte dal Medesimo Sesso (per mantenere l’acronimo spagnolo). Così dopo anni di discussioni terminologiche tra gay, omosessuali, lgtbqqi e via dicendo il vescovo ci ha ribattezzati (e qui ci vuole!), AMS.

Al di là della battuta, Sua Eccellenza ringrazia quei gay che gli hanno scritto offrendogli tutto il loro sostegno e afferma la validità delle teorie riparative:

Voglio ringraziare, in special modo, tutti voi che sentite, o avete sentito, attrazione verso lo stesso sesso (AMS) e avete pensato bene di farmi giungere le vostre testimonianze; siete oltre cento persone che alla data di oggi mi avete scritto le vostre esperienze. Devo ringraziarvi perché ho letto in esse la mano di Dio e ho imparato molto sulle vostre sofferenza e le vostre speranze. Anche io vi ringrazio per il vostro coraggio, per le vostre esperienze […] Collaborate così a spezzare la consegna del silenzio in merito alla possibilità di cambiare per chi lo vuole; da qui l’importanza di renderle pubbliche e divulgarle. Mille grazie! Vi esorto, infine, a perseverare negli “itinerari di libertà e speranza” che state percorrendo.

La lettera si conclude dicendo che non era sua intenzione offendere nessuno ma che lui, in quanto vescovo, deve dire le cose come stanno.

Washington: parroci cattolici si rifiutano di raccogliere firme contro il matrimonio gay

pubblicato da Robo in: Nozze e dintorni Vaticanerie Mondo

Washington: parroci cattolici si rifiutano di raccogliere firme contro il matrimonio gay

Sei parrocchie cattoliche dello stato di Washington, negli USA, hanno deciso di ignorare la richiesta dell’arcivescovado di Seattle e non raccoglieranno firme per promuovere la celebrazione di un referendum contro la legge, recentemente approvata, che permette il matrimonio tra persone dello stesso sesso. La scelta di queste parrocchie è stata interpretata come il malessere da parti di alcuni parroci nei confronti dell’esasperante rigidità da parte delle gerarchie cattoliche.

Tra i parroci che hanno detto no a questo referendum figura Tim Clark della parrocchia di Nostra Signora del Lago in Seattle, che ha spiegato: “Non posso lasciare che si raccolgano queste firme e permettere la politicizzazione della fede”. E quando ha parlato così dall’altare i suoi fedeli hanno approvato con soddisfazione tanto da alzarsi in piedi e battergli le mani in un’ovazione che sembrava non finire più. E il parroco ha continuato: “Vorrei che l’arcivescovo sentisse quest’applauso, espressione genuina del sensus fidelium. Il vescovo ha bisogno di ascoltare questa voce. E io prego perché questo avvenga”.

La protesta contro la richiesta delle autorità ecclesiastiche di sostenere il referendum contro le nozze gay è partita dalla parrocchia della cattedrale. Secondo il parroco, infatti, permettere di raccogliere firme contro il matrimonio gay sarebbe un danno e una profonda divisione della chiesa.

Le gerarchie ecclesiastiche avranno l’onestà di ascoltare?

Foto | Flickr

Spesso ritornano: il vescovo di Tenerife mette sullo stesso piano gay e terroristi

pubblicato da Robo in: Vaticanerie Omofobia Mondo

Spesso ritornano: il vescovo di Tenerife mette sullo stesso piano gay e terroristiNuova uscita omofoba di un vescovo cattolico: Bernardo Álvarez (in foto), vescovo di Tenerife, ha paragonato gli omosessuali ai terroristi. Al pari del vescovo di Alcalá de Henares, quello di Tenerife ha detto di avere massimo rispetto per i gay come persone, però ci tiene a sottolineare che la condotta dei gay non è rispettabile. In un’intervista hanno chiesto a Bernardo Álvarez cosa ne pensasse del clamore sorto intorno alle affermazioni del suo collega vescovo Juan Antonio Reig Plá. E lui ha risposto:

Mi rifiuto di parlare di omosessualità. Chi vuole saperne di più si legga il catechismo, che in Spagna ha venduto più di due milioni di copie. Sul contenuto dell’omelia del vescovo di Alcalá de Henares, una cosa è parlare dei comportamenti un’altra delle persone. Per me tutte le persone meritano il massimo rispetto, anche se parliamo di un terrorista. Tuttavia i comportamenti delle persone e le loro idee possono essere discutibili; non tutte le idee sono degne di rispetto. L’omosessualità è un modo di vivere, un modo d’essere. Altra cosa sono le persone omosessuali, alle quali va il massimo rispetto, come a qualunque altro essere umano; e in realtà ho buoni rapporti con loro. Li rispetto, ma non condivido il loro comportamento né il loro stile di vita. Quello che è anche discutibile è l’influenza sull’educazione dei giovani dal momento che si esaltano i comportamenti omosessuali come una virtù da promuovere.

Bernardo Álvarez non è nuovo a uscite sui gay. Nel 2007 ebbe a dire che l’omosessualità “pregiudica le persone e la società” e, dopo aver istituito un parallelo tra omosessualità e pedofilia, ebbe a dire che spesso “ci sono minori che desiderano gli abusi e addirittura li provocano”. E poi i terroristi siamo noi gay…

Associazioni gay spagnole denunciano il vescovo di Alcalá de Henares per omofobia

pubblicato da Robo in: Vaticanerie Omofobia Mondo

Associazioni gay spagnole denunciano il vescovo di Alcalá de Henares per omofobia

Oggi le associazioni gay spagnole FELGTB e COGAM denunceranno il vescovo di Alcalá de Henares, Juan Antonio Reig Plá, per le sue affermazioni omofobe sull’emittente La 2 di TVE il giorno di venerdì santo. Come ricorderete il vescovo metteva in relazione l’omosessualità con la corruzione, la prostituzione, l’abuso anteponendo, così, il pregiudizio alla realtà e, secondo le associazioni gay, commettendo un reato di incitazione alla discriminazione e all’odio contenuto nell’articolo 510 del Codice Penale spagnolo. Il vescovo, comunque, è certo di non aver offeso nessuno nel suo discorso e afferma di non essere disposto a tacere perché la verità va detta. Una verità che, secondo lui, è la seguente:

L’attrazione sessuale verso persone dello stesso sesso, sebbene in sé non sia peccato, costituisce senza dubbio una tendenza, più o meno forte, verso un comportamento intrinsecamente sbagliato dal punto di vista morale

Cioè la solita tiritera cattolica: non è sbagliato essere omosessuali, è sbagliato “mettere in pratica” l’omosessualità. Lui, monsignor Reig Plá, dice che noi gay possiamo essere guariti e che, comunque, che la chiesa non è omofoba e nemmeno lui lo è: infatti è sempre disposto ad accogliere quegli omosessuali che gli chiedono aiuto. E, in ogni caso, ci tiene a tranquillizzare tutti: Reig Plá ama e perdona tutti noi che abbiamo criticato le sue parole. Ora sì che possiamo essere sereni, non trovate?

Il cardinale di New York non vuole aiutare dei senza tetto perché sono gay

pubblicato da Robo in: Vaticanerie Omofobia

All’interno della chiesa cattolica cominciano a innalzarsi proteste anche da parte di fedeli doc stanchi dell’omofobia di questa istituzione. Succede a New York dove Joseph Amodeo, rappresentante del comitato esecutivo del consiglio di amministrazione della rete delle ong cattoliche della diocesi, una delle più grandi reti globali di beneficenza degli Stati Uniti, si dimette in aperto contrasto con il cardinale Timothy Dolan (in foto).

Andiamo con ordine. Qualche settimana fa Carl Siciliano, fondatore della ONG Ali Forney Center di New York che offre servizi di emergenza per i senzatetto gay, lesbiche, bisessuali e transgender, aveva indirizzato una missiva a Dolan, arcivescovo di New York, nella qualche chiedeva un aiuto per i suoi assistiti. Nella lettera Siciliano perorava la sua richiesta anche in nome “degli insegnamenti sull’amore lasciati da Cristo”. Il porporato ha risposto alla lettera affermando che la chiesa tutti, e lui in prima persona, sono sempre dalla parte dei figli di Dio, ma chiedere aiuto nel nome “degli insegnamenti della chiesa” è sleale e ingiurioso. Insomma, gli assistiti della ONG Ali Forney Center sono sì figli di Dio, sono sì senzatetto, ma sono gay, sono lesbiche, sono bisessuali e sono transessuali: quindi perché aiutarli? E qui torniamo a Joseph Amodeo che, venuto a conoscenza della lettera del vescovo, si è dimesso dicendo, senza mezzi termini:

Ne ho abbastanza del cardinale Timothy Dolan e del suo atteggiamento chiuso sui gay. Ogni domenica in chiesa ci viene insegnato ad amare il nostro prossimo, ma quando poi si tratta davvero di amare l’altro, non ne siamo capaci. Il cardinale non è riuscito a rispondere a una richiesta di assistenza pastorale, non è riuscito a rispondere alla domanda: “Che cosa possiamo fare insieme come chiesa e come popolo per i giovani che sono senza casa?” e tutto ciò è intollerabile.

Ovviamente, dalle gerarchie ecclesiastiche la posizione di Dolan è stata apprezzata, perché ha difeso gli insegnamenti della chiesa cattolica. Intanto delle persone continuano a rimanere senza un tetto sulla propria testa.

Foto | Archdiocese of New York

Bologna Pride 2012: per Monsignor Facchini partire da porta Saragozza era evitabile

pubblicato da Desperate Gay Guy in: Vaticanerie Cronaca

polemiche per il bologna pride 2012

“Porta Saragozza è una scelta che poteva essere evitata”

Questo il commento immediato di monsignor Fiorenzo Facchini, docente emerito di Antropologia all’Università nei confronti della decisione e della notizia di far partire il Pride Bologna 2012 da quel luogo. Il motivo è perchè proprio lì, ogni anno, viene accolta l’icona della Madonna di San Luca:

“Rispolvera polemiche che si pensava appartenessero al passato (…) È vero che la prima sede del circolo è stata nel cassero di Porta Saragozza. Ma stiamo parlando, se non mi sbaglio, del 1982. Mentre il legame tra il cassero e l’inizio del portico della Madonna di San Luca data da qualche secolo”

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