giovedì 11 marzo 2010

Gay e televisione: "Busi, ti voglio bene, ma non esagerare"

pubblicato da mario cirrito in: Movimento Popular Tv

Ci sono giorni in cui mamma Rai si arma di coraggio e, a più riprese, parla di omosessuali e omosessualità. Capita che l’argomento fa acquolina a molti conduttori che ci si fiondano puntando sull’audience e sul chiacchiericcio da nobildonne all’ora del tè o dopo i pasti serali. La televisione è il più famelico tra gli elettrodomestici, un mutante che da oggetto si è trasformato in compagno di vita e di passioni, di liti familiari e di dibattiti sul nulla. Potremmo spegnerla, come suggerisce qualcuno, ma quel telecomando abbandonato sul divano succhia ogni vano proposito, è una tentazione difficile da sopportare, e poi di che si parla con gli amici, i colleghi di lavoro, i vicini che ti guardano da zombie se non sai chi è che ieri sera in tivù ha litigato con chi, o come si è conclusa quella soap opera giunta alla sua milionesima puntata. E poi noi, gli omosessuali, le transessuali, che sono così noiosi quando dibattono di diritti e tanto carucci se li piazzi nei reality.

Ieri sera, ad esempio, la Vita in diretta quasi per intero ad occuparsi di comunione, fede e omosessuali. Tutti compositi, persino Vladimir Luxuria, mai uno sprizzo di ribellione di fronte ad un prete che recita la litania dell’omosessualità praticata e di quella casta e pura, sacerdotale. La prima sistemata irrimediabilmente a fianco del demonio, come peccato mortale; la seconda con varianti di possibili redenzioni e perdoni se accompagnata da sani e definitivi propositi di pentimento. Scopano tutti come ricci ed è quella omosessuale a finire sotto i riflettori e le abiure ecclesiastiche?

Parlando di assoluzioni e pentimenti, in una intervista al Messaggero, monsignor Gianfranco Girotti, Reggente della Penitenzieria del Vaticano, parlando di aborto e pedofilia, ha detto che il primo “viene considerato un peccato riservato, speciale”. Insomma, assoluzione per i secondi non per i primi. Questo per dire come la chiesa oggi, ha pesi e misure differenti su soggetti e peccati. Dire, come ha detto il sacerdote ieri in televisione, che in paesi islamici gli omosessuali sono perseguitati e da noi no, non salva certo molti uomini di clero da bislacchi pregiudizi che hanno verso l’omosessualità. Bene ha fatto Vladimir a ricordare che è il sacerdozio ad avere l’obbligo della purezza e della castità. Noi non siamo sacerdoti!

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mercoledì 10 marzo 2010

Pierluigi Diaco all'Isola dei Famosi : "Spero che Aldo Busi non confonda la latrina con una dark room!"

pubblicato da Desperate Gay Guy in: Eros Tv

Pierluigi Diaco all'Isola dei Famosi : "Spero che Aldo Busi non confonda la latrina con una dark room!"

Durante la scorsa settimana, per sottolineare la delusione della spiaggia in cui erano naufragati, la battuta di Aldo Busi in collegamento con Simona Ventura all‘Isola dei Famosi aveva provocato scalpore:

“Perché se uno mi dice: “Busi, tu vai in una latrina”, magari mi sta anche bene, visto che ci ho passato la gioventù a battere. Ma se uno mi dice. “Vai in un paradiso” e poi mi trovo in un cesso, allora m’incazzo”

Molti si sono sentiti indignati e offesi dalla sua esclamazione e stasera, l’opinionista Pierluigi Diaco, in diretta all’Isola dei Famosi (qua il liveblogging dei nostri colleghi di TvBlog), se ne è uscito con una battuta forse un po’ infelice:

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Telefilm e film gay senza finanziamento della Florida per mancanza di valori tradizionali e famigliari?

pubblicato da Desperate Gay Guy in: Arte e cultura Omofobia Mondo Tv

Telefilm e film gay senza finanziamento della Florida per mancanza di valori tradizionali e famigliari?

Generalmente, i film girati in Florida possono ottenere crediti sulle tasse, sovvenzioni sui costi, in modo tale da invogliare il lavoro in quello stato. Ma ora, alcuni show televisivi e film con personaggi gay potrebbero essere esclusi da questi benefici. Secondo una nuova legge, possono essere tolte le sovvenzioni alle produzioni che non includono “valori tradizionali e famigliari”

Esplicitamente non vi è riferimento a storie o trame gay e si sono ben guardati dal dirlo apertamente. Tuttavia, Stephen Precourt, rappresentante repubblicano, ha dichiarato che personaggi gay non sono affatto ” quel genere di cose per cui io investirei denaro pubblico”

Per cui si rischierebbe di non ottenere più quello “sconto” dal 2 al 5% per le produzioni che non vengono giudicate “family friendly”. Lo scopo sarebbe quello di bandire la violenza gratuita e l’esibizione di atti e storie poco edificanti per quelli che sono “i veri valori”. E la bagarre continua, dal momento che non è chiaro cosa sia incluso ed escluso: potrebbe essere tutto, del resto, dal tema della droga a quella delle famiglie omosessuali…

Foto | Atomculture

Barbara Walters teme di aver rovinato la carriera di Ricky Martin quando gli ha chiesto se era gay

pubblicato da Desperate Gay Guy in: Coming Out Music & Live Tv

Barbara Walters teme di aver rovinato la carriera di Ricky Martin quando gli ha chiesto se era gay

Nel 2000, all’apice della sua carriera da cantante, Ricky Martin è stato intervistato anche da Barbara Walters, nota scrittrice e giornalista statunitense. Le voci sull’omosessualità del ragazzo, allora, erano molto forti e così la donna decise di affrontare l’argomento, direttamente con lui:

“Sai che potresti fermare per sempre questi pettegolezzi. Potresti fare come molti altri artisti e dire “Sì, sono gay” oppure “No, non lo sono”, oppure, ancora, lasciare perdere e giocare con questa ambiguità. Non voglio metterti alle strette e costringerti a rispondere, voglio che sia in tuo potere decidere di farlo”

La risposta non vi fu e ora, a distanza di 10 anni, la Walters ha qualche scrupolo di coscienza e si sente responsabile del declino della carriera di Ricky Martin:

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martedì 09 marzo 2010

Nella casa vuota del GF10 grumi polverosi di omofobia. Ora la Ventura è regina dei reality!

pubblicato da mario cirrito in: Popular Omofobia Tv

Nella casa vuota del GF10 grumi polverosi di omofobia. Ora la Ventura è regina dei reality!

Non c’è da scandalizzarsi: esiste una televisione intelligente e popolare e una stupida, faziosa, spesso omofoba, altrettanto popolare. Qualcuno come il sottoscritto, rimpiange quelle trasmissioni che dividevano la serata televisiva in due tronconi: la prima e la seconda, senza l’obbligo di vedersi passare sotto gli occhi scene già viste, divani e divani, lacrime che iniziano alle 21 e terminano alle prime ore del nuovo giorno. Un reality, tolte le ripetizioni a favore di non so chi, potrebbe benissimo stare nelle due ore canoniche, per poi magari godersi un documentario sulla storia del movimento lgbt o un programma di approfondimento. Scherzo ovviamente, convinto che la televisione odierna, almeno la nostra, oggi ha l’ingrato compito di renderci tutti un ammasso di avulsi scollegati dalla realtà il più possibile, per farci sentire interpreti di quello che altri fanno o dicono.

Ieri su Canale 5 si è consumato l’ultimo atto della decima edizione del Grande Fratello, genitore di altri reality, seguito da milioni di teleutenti. La sigla iniziale ha svelato il “dietro le quinte”, 300 addetti che si son dati da fare per mesi per la riuscita del programma, sotto l’egida degli autori, dei dirigenti e dei registi. E’ toccato a Maicol, l’omosessuale televisivo di turno, spegnere le luci della casa, in ginocchio, piangente come un abusivo a cui stanno radendo al suolo l’abitazione. Ha vinto un veneto in odore di maschilismo e, dicono tanti, anche di omofobia.

Il salumiere ventinovenne, trevigiano, Mauro Marin, ha battuto il favorito Giorgio, e Alberto e Cristina. Lui, che era piombato nella “casa” come una bomba ad orologeria, con quella sua irriverente enfasi, pose da superbullo, irritante per gli altri ospiti come l’ortica fresca, ha saputo mantenere quello che gli spettatori gli chiedevano: grinta, una certa volgarità e doppiezza dei ruoli, ora dolce ora leone famelico. Di lui, agli esordi, si occupò Gay.it, ipotizzando che il neo vincitore del GF10 fosse un membro del gruppo rock vicino all’estrema destra filo-hitleriana ZetaZeroAlfa. Mah!

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Dopo il Grande Fratello, Maicol si sente un uomo nuovo

pubblicato da Desperate Gay Guy in: Coming Out Tv

Dopo il Grande Fratello, Maicol si sente un uomo nuovo

Maicol è uno di quei personaggi dichiaratamente gay che hanno diviso l’opinione pubblica per chi lo apprezzava e chi invece non sopportava di essere rappresentato da colui che veniva identificato come luogo comune. Non ha mai nascosto la sua omosessualità, ma, allo stesso tempo, non ha mai voluto parlarne apertamente con il padre e con la sua famiglia. E alla domanda sul perché non avesse mai voluto parlarne, Maicol risponde così:

“Perché nessuno ha avuto il coraggio di farlo. Penso che, ovviamente, mio padre l’abbia sempre saputo, però non se ne è mai parlato esplicitamente. Devo ringraziare il Grande Fratello che mi ha dato la forza di togliermi questo peso, ora c’è un nuovo Maicol”

E in merito a Giorgio, chiarisce i suoi sentimenti verso di lui:

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venerdì 05 marzo 2010

Spot lesbico per la Hyundai

pubblicato da Robo in: Bigodinerie Lesbo e altre catastrofi Tv

Durante i recenti giochi olimpici di Vancouver le tv canadesi hanno trasmesso lo spot della Hyundai che vedete qui sopra: un flirt tra due donne lontanissime dagli stereotipi della lesbica camionista. Interessante il messaggio finale che l’intelligenza sta dentro.

In USA lo spot non è stato trasmesso perché ritenuto un po’ troppo fuori le righe, anche se leggero (non mi risulta che sia passato sulle tv italiane). A me sembra uno spot carinissimo.

La Hyundai non è nuova a questo tipo di spot: dopo il salto ne trovate uno gay (anche se la qualità del video non è eccezionale).

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giovedì 04 marzo 2010

"Desperate Housewives": nella trama arriva la storia lesbo

pubblicato da Desperate Gay Guy in: Lesbo e altre catastrofi Tv

"Desperate Housewives": nella trama arriva la storia lesbo

Probabilmente la voce ci è già arrivata, ma in caso non fosse così, vi consiglio di non continuare la lettura di questo post e, sopratutto, di non cliccare dopo il salto.

Dopo la storia gay di Andrew, il figlio di Bree
, gli sceneggiatori di “Desperate Housewives” hanno deciso di porre attenzione anche ad un risvolto queer nella trama.

E così, dopo l’ingresso di Bob e Lee, la coppia gay a Wisteria Lane, ci sarà anche una svolta lesbo che riguarderà una delle casalinghe che conoscete…

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Dall'America, un programma con tre trans che trasformano il look delle casalinghe

pubblicato da Desperate Gay Guy in: Attraversamenti di genere Tv

Dall'America, un programma con tre trans che trasformano il look delle casalinghe I gay ormai sembrano essere passati “di moda”. In America, infatti, li hanno mandati in pensione e li hanno sostituiti con tre trans, impegnate, nel programma “Transform me” a rifare il guardaroba delle donne che si rivolgono a loro. Il network VH1 ha reclutato Laverne Cox, Jamie Clayton e Nina Poon come esperte di look femminile.

Il luogo comune sottolinea come le transgender abbiano il gusto migliore in fatto di make up: quale gusto migliore di un ex uomo in un corpo di donna? Perciò, il loro scopo è quello di far tornare in contatto con la loro parte femminile, le donne che si sono lasciate troppo andare e vogliono riprendere in mano la propria vita e autostima.

Fonte | InctinctMagazine

martedì 02 marzo 2010

UK: trovato morto conduttore gay della Bbc

pubblicato da aelred in: Cronaca Tv

Kristian Digby, lo vedete nella foto, era giovane (classe 1977), bello, allegro e aveva uno splendido lavoro: conduceva programmi televisivi della Bbc in Gran Bretagna. Era un volto televisivo molto noto ed era apertamente gay.

Ieri mattina, lunedì 1° marzo, Digby è stato trovato morto nel suo appartamento di Londra e la polizia, che esclude per ora il suicidio, parla per adesso di morte “inspiegabile”.

Che senso ha parlare di questo fatto di cronaca? Non so, la mia è stata solo una sensazione: ho letto la notizia della morte sul Corriere, dove non si parla dell’omosessualità del presentatore, e ho avuto una specie di sesto senso. Ho fatto una piccola ricerca e, quando ho visto le foto di Digby che si trovano su Internet, ho pensato subito che fosse gay: quelle - se possibile - mi sembravano “foto gay”.

Alla fine ho trovato in giro che in effetti la sua omosessualità era risaputa e, in un certo senso, mi è sembrato molto positivo che un personaggio pubblico non si dovesse nascondere in Gran Bretagna. Speriamo che adesso non vengano fuori “piste gay” sulla sua morte.

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