L’ultimo Sanremo del Millenio è una commedia di Flavio Mazzini che affronta il tema di tutti quei metodi messi in pratica da vari gruppi volti a guarire l’omosessualità e che vanno sotto il nome di terapie riparative. La commedia debutterà presso il Teatro dell’Orologio di Roma il prossimo 2 marzo e poi proseguirà il tour a Milano e in altre città italiane. A ben vedere in ballo non c’è solo il discorso di presunte “guarigioni” dall’omosessualità, quanto il rispetto per le minoranze:
A chi afferma che le minoranze non sono la priorità, rispondiamo che tutte le minoranze sono una priorità, perché tutti siamo, ognuno a suo modo, una minoranza. Finché non lo capiremo e continueremo a scontrarci gli uni con gli altri in una guerra di poveri, ci sarà sempre qualche individuo senza scrupoli pronto a negare l’evidenza per approfittarne. Specie in un Paese come il nostro, tremendamente in ritardo in fatto di diritti civili, e sotto l’influenza nefasta di chi pontifica per dividere anziché per unire. Detto questo, aggiungiamo però che la commedia, oltre a far riflettere, vuole farvi divertire. E speriamo che non sia una colpa…
Abbiamo rivolto alcune domande all’autore, Flavio Mazzini, per capire meglio il discorso che si vuole portare avanti con la commedia.

Tommaso Montebello è capogruppo dell’Italia dei Valori, a Forlì, e denuncia il clima di lunedì sera, durante il consiglio comunale, tenutosi in merito all’omofobia. E sottolinea, senza mezzi termini, un’opposizione retrograda e oltranzista. Spiega la sua scelta di indossare, in quell’occasione, un triangolo rosa, per ricordare la violenza sugli omosessuali nei campi di concentramento nazisti. Era un modo per affrontare l’argomento, per parlare di discriminazione e per ricordare gli eventi drammatici che hanno colpito l’intero Paese:
“La Lega ,uscendo dall’aula, ha dichiarato di non essere interessata al problema; alcuni consiglieri dell’opposizione invece durante i loro interventi, facendo finta di non capire e tentando di dare un’interpretazione strumentale all’ordine del giorno, hanno dichiarato che avrebbero votato contro perchè condannare questa forma di discriminazione che si traduce in atti di violenza psicologica e persino di violenza fisica, avrebbe significato accordare un’apertura nei confronti delle unioni civili tra omosessuali”
Ma la cosa che più lo ha preoccupato e sconcertato è stata la reazione di due oppositori (sempre del centro destra) in merito al sensibilizzare la società sull’omofobia. Montebelli ha raccontato:
Non so che cosa sta succedendo in Africa: in diversi paesi le forze politiche, invece di combattere i mali che affliggono la popolazione, si preoccupano di discriminare e perseguitare le minoranze, in particolare lesbiche, gay e trans.
Dopo l’Uganda, adesso tocca al Ruanda, dove sta per arrivare alla discussione finale in Parlamento una proposta di legge per criminalizzare ogni atto sessuale fra persone dello stesso sesso: l’articolo 217 della bozza di Codice Penale prevede infatti da 5 a 10 anni di carcere per chiunque “pratichi, incoraggi o sensibilizzi persone dello stesso sesso verso qualunque atto sessuale”.
In questo modo non solo gli atti sessuali sarebbero puniti, ma anche l’associazionismo lgbt. Per questo motivo organizzazioni non governative e parti della società civile si preparano a protestare e contrastare l’iniziativa.
Anche se fosse approvata entro questa settimana, comunque la legge dovrebbe poi passare al Senato. In ogni caso è un segnale estremamente negativo per le comunità lgbt africane, che hanno già abbastanza problemi nella lotta contro l’Aids.
La storia tra Jodie Foster e Cindy Mort sembra essere giunta al capolinea, dopo una durata di un anno e mezzo. Prima di iniziare questa relazione, l’attrice ha messo la parola fine al rapporto che la legava con la produttrice Cydney Bernard, con la quale aveva cresciuto i figli Kit e Charles.
L’amore per la Mort, aveva convinto la Foster a fare coming out e a dedicarle pubblicamente un premio, davanti al pubblico di Los Angeles, parecchio sorpreso dalla notizia. Ma nonostante ciò, anche la relazione tra le due, come purtroppo accade anche per le persone ‘comuni’, non ha retto alla prova del tempo.
E se l’addetto stampa di Jodie Foster non rilascia notizie sull’attrice, sembra che invece la sua ex compagna si sia già consolata in fretta e stia frequentando Amanda Demme, ex compagna di Lindsay Lohan. Non c’è che dire: anche a Los Angeles, tutto il mondo è paese…
Foto | TheInsider

Mentre noi italiani siamo pronti a varare un nuovo esperimento di turismo omosex, ovvero Revuelta, crocieta lgbt in partenza il 19 settembre, i gay stranieri vengono dissuasi dal venire a visitare il Belpaese.
A lanciare l’invito choc è il Codacons che, alla luce delle aggressioni che hanno colpito ragazzi gay a Firenze e Bologna, le ultime di una lunga serie, così si rivolge ai turisti gay:
Non venite in Italia, al momento troppo insicura per le persone omosessuali. L’ondata di violenza che si sta registrando in Italia nei confronti degli omosessuali, a Roma come nelle altre città, é indegna di un paese civile, e rende la nostra nazione al momento poco sicura per i cittadini omosessuali.
E’, ovviamente, una provocazione.
Continua a leggere: Italia omofoba: il Codacons invita gli stranieri a stare a casa

Quasi ventiquattr’ore dopo le bombe carta sulla gay street di Roma il ministro Mara Carfagna dice qualcosa:
“Bisogna punire i colpevoli di questo gesto inaccettabile e frutto di un clima di raccapricciante emulazione. Questo clima di emulazione va fermato con una presa di coscienza collettiva, che condanni l’intolleranza inaccettabile che sembra emergere nelle nostre città. Tutte le forme di violenza sono da condannare duramente, quando poi sono motivate da ragione di discriminazione sessuale o per motivi razziali, si tratta di atti di vera e propria barbarie, che non possono essere giustificati in alcun modo”.
Mettendo, così, un comunicato sul proprio blog, la ministra sta a posto con la sua coscienza. E ai gay tirano le bombe.
Solitamente, nelle vacanze, le coppie transumano insieme verso lidi migliori. Magari vanno al mare o in montagna per staccare dalla solita routine. Ma accade anche che una coppia, in estate, si sfasci. Non necessariamente finisca, ma si separi per motivi diversi. Magari la moglie andrà a trovare tutto il parentado, mentre il marito, piuttosto che accompagnarla e sorbirsi giorni interi di chiacchiere al solleone con la famiglia, resta in città a lavorare. E a volte lavora veramente, ma altre volte, invece…
Nei siti di forum, chat e discussioni online, non è difficile incontrare persone che lanciano un appello in canale per cercare incontri rapidi, svelti e senza impegno alcuno: “Ho la casa libera dal 7 al 12 sera, puoi venire da me? O ci troviamo a metà strada. Oppure vengo io da te!”. Sono quasi disposti a venirti a prendere in braccio pur di usufruire al massimo della libertà.In quei giorni,certi mariti o compagni, che durante l’anno tra lavoro e vita di coppia sono stra-impegnati, usano i giorni estivi per assecondare il loro “vizietto”, la loro fantasia. E cercano un ragazzo, un altro uomo sposato o fidanzato, che possa capire cosa stanno cercando. Lei al mare, lui in città a spupazzarsi beatamente qualcuno del suo stesso sesso.
Avevo un amico che non vedeva l’ora arrivasse l’estate e non per stendersi sul lettino a prendere il sole, ma per stendersi sul letto dell’uomo che stava frequentando. La moglie si assentava con un’amica per qualche settimana e lui ne approfittava per dare sfogo ai suoi desideri nascosti. Poi al termine dell’estate, tutti tornavano regolarmente alle loro vite. E chissà come si divertiva la moglie alle terme con l’amica d’infanzia che poteva, anche lei, solo vedere d’estate… Chissà!
Foto | Zastavki
Coronation Street è una soap opera di successo, in Inghilterra, e un attore che vi lavora ha detto che è necessario, a suo parere, l’inserimento di più personaggi gay. Antony Cotton, dichiaratamente omosessuale, interpreta il ruolo di Sean Tully e secondo l’Holy Soap, la star ha detto:
“Il fatto è che una persona su dieci è gay. Noi abbiamo 70 personaggi nella nostra soap, per cui dovrebbero almeno esserci sette gay. Sopratutto partendo dal fatto che Weatherfiels è il più posto più gay del pianeta per quanto riguarda i personaggi femminili! E’ il programma più eccessivo di tutti i tempi in tv”
Per quanto concerne la rappresentazione di personaggi gay in tv, ha detto:
Continua a leggere: Nella soap "Coronation Street" troppi pochi gay: e in Italia invece...?

Si celebra oggi la V Giornata internazionale contro l’omofobia. Per approfondire le motivazioni sul perché celebrare questa giornata, rimando a quanto scritto qui su Queerblog da Mario Cirrito Del perché serve la Giornata Internazionale contro l’omofobia.
Il Report omofobia Italia 2008-2009 di Arcigay – i cui dati prendono in esame esclusivamente le notizie apparse sui media e non hanno pertanto valore statistico ma solo quello di essere una sorta di fotografia della situazione – fornisce numeri preoccupanti: da gennaio 2008 a maggio 2009 in Italia ci sono stati 15 omicidi, 71 violenze ed aggressioni, 12 estorsioni, 7 atti di bullismo, 9 atti vandalici tutti a sfondo omofobico. Come sottolinea il Report, purtroppo in Italia
non esiste alcuna legge che riconosca un’aggravante specifica per i reati commessi in odio a persone omosessuali, bisessuali e transgender. È di conseguenza impossibile avere una rilevazione statistica attendibile.
Continua a leggere: Giornata internazionale contro l'omofobia
All’XI edizione di Comicon, Salone Internazionale del Fumetto svolto a Napoli a fine aprile, vincitore del premio Attilio Micheluzzi-Comicon 2009 come miglior fumetto è stato: In Italia sono tutti maschi, graphic novel sul confino degli omosessuali durante il fascismo, scritto da Luca De Santis e illustrato da Sara Colaone. La giuria composta da: Tanino Liberatore,Vincenzo Cerami (scrittore), Massimo Iovine (musicista), Edoardo Sant’Elia (scrittore e giornalista) e Giorgio Franzaroli (vignettista) ha così motivato la scelta:
Il premio ha evidenziato non solo il lavoro attento di scrittura di Luca de Santis e il tocco lieve ma drammatico del disegno di Sara Colaone, ma ha messo in rilievo l’importanza di riportare alla memoria una vicenda della storia italiana a lungo dimenticata e poco documentata quale la persecuzione e il confino degli omosessuali durante il fascismo.
Nel 1938 l’Italia fascista promulgava le sue leggi razziali, in cui, a differenza di quelle tedesche, non erano menzionati particolari provvedimenti contro gli omosessuali, nonostante si fosse tentato più volte di inserire nel codice penale articoli riguardanti questo tipo di comportamento. «In Italia», infatti, erano «tutti maschi», attivi, virili e poco inclini a tali debolezze. Queste furono le parole con cui Mussolini liquidò ufficialmente la questione. Sappiamo invece che attraverso sanzioni del T.U. di Polizia fu attuata una fitta repressione, infatti tra il 1938 e il 1942 circa 300 omosessuali italiani vennero mandati al confino politico e comune nelle colonie di Ustica, Favignana, Tremiti e altri luoghi. All’entrata in guerra dell’Italia i confinati furono rimandati indietro, ma dovettero scontare in anni di ammonizione la pena loro inflitta. Pochi ex-confinati omosessuali accettarono in seguito di parlare della repressione subita e i pochi che lo fecero preferirono nascondere la propria identità e il proprio volto. La storia raccontata a fumetti prende l’avvio da questi fatti e si ispira alla figura di uno dei testimoni di questa vicenda, la cui intervista è riportata in appendice al libro.
Prendendo spunto da qui abbiamo intervistato Luca De Santis, sceneggiatore, autore teatrale e radiofonico, già collaboratore del circolo Arcigay “Il Cassero” e autore dello spettacolo Burlesque! (di cui vi abbiamo parlato) con il quale ha vinto Premio Troisi 2008. L’intervista, rivelatrice e ricca di spunti, subito dopo il salto.