lunedì 08 marzo 2010

Stati Uniti: presto anche gay e lesbiche potranno donare il sangue

pubblicato da giovanni molaschi in: POLITICA Mondo


Spesso ci si dimentica che Barack Obama prima di essere afroamericano, per tanto rappresentativo di una parte della popolazione avente un colore della pelle simile, è un esponente politico arrivato al potere in un momento molto difficile per gli Stati Uniti.

Incuranti di tutti i problemi che la stragrande maggioranza delle persone hanno oggi in quella parte del mondo, su tutti un sistema sanitario efficiente solo per pochi, le associazioni GLBTQ hanno cominciato a pretendere l’abolizione, ad esempio, del “don’t ask, don’t tell”.

Fermo restando che quanto richiesto è legittimo, è evidente che non tutto si può fare subito. Ad un anno dall’insediamento 18 senatori democratici, capeggiati da John Kerry, hanno deciso di unirsi affinché i gay e le lesbiche possano donare il sangue.

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martedì 03 novembre 2009

Una tre giorni a Firenze per ricordare il movimento GLBT

pubblicato da mario cirrito in: Movimento Arte e cultura POLITICA LGBT


Se in questo fine settimana avete programmato qualche giro fuori porta, discoteche o cene luculliane, meglio rinviare. C’è di meglio! A Firenze il Circolo Azione Gay e Lesbica ha organizzato una tre giorni parecchio interessante di convegni, tavola rotonda, filmati sul movimento, mostre, testimonianze dirette di persone che nel movimento glbt hanno trovato l’essenza della loro e altrui liberazione sessuale. La lodevole iniziativa ha per titolo: “Una ribellione necessaria - Lesbiche, gay e trans: 40, 30, 20 anni di movimento”, realizzata con la collaborazione di Arci Provinciale Firenze e il Circolo Pink di Verona e il patrocinio di Regione Toscana,
Provincia di Firenze e Assessorato alle Pari Opportunità, Comune di Firenze, Dipartimento Di Filologia Moderna, Università degli Studi di Firenze Società Italiana delle Storiche.

Dopo una ricca e variegata storia, il Circolo Azione Gay e Lesbica festeggia il suo ventennale chiamando a raccolta militanti, simpatizzanti, coloro che nel movimento hanno scritto parte di una storia comune a tanti.

Sono stati - dicono - vent’anni di presenza in città e nelle periferie circostanti, di costruzione di visibilità, cultura e politica altre oltre l’obbligo dell’eterosessualità, oltre l’isolamento, oltre lo scontato, il dovuto e il precotto, oltre i muri dell’identità, oltre i dictat del Vaticano e dell’omologazione. Vogliamo sottolineare questa tappa importante del percorso di Azione gay e lesbica con un convegno che dia valore e spazio alla memoria, sia sul piano documentaristico e testimoniale, visto che i movimenti - e quello lesbico, gay e trans in specifico - hanno sempre difficoltà e ostacoli nell’attuarlo, sia sul piano dell’iniziativa culturale e politica nell’attualità“.

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A londra le unioni gay celebrate in Parlamento

pubblicato da mario cirrito in: Nozze e dintorni POLITICA LGBT Mondo

Probabilmente la notizia farà ingelosire un tantino anche la popstar Elton John, ma le cose nel regno di Sua Maestà Elisabetta cambiano molto in fretta e nel segno della civiltà. Di certo la coppia di cui ci occupiamo non potrà coronare il sogno di potersi sposare nella splendida cappella del 14 secolo situata all’interno del palazzo di Westminster, sede del Parlamento del regno; cappella che resta comunque off limits per le celebrazioni delle unioni gay. Ma i due uomini innamorati, Chris Bryant e il suo partner Jared Cranney, avranno il privilegio e il primato di potersi unire in partenariato, all’interno delle mura del Parlamento.

Lo speaker della Camera, Sir John Bercow, ha infatti dato il suo benestare e a marzo prossimo i due potranno festeggiare con amici e parenti la loro unione civile in una delle fastose sale della residenza ufficiale di Bercow, la Speaker’s House, che fa parte della struttura del Parlamento inglese. La sala, in un prossimo futuro, potrà essere a disposizione dei parlamentari omosessuali che volessero celebrare le loro nozze civili.

Chris Bryant, oggi sottosegretario per l’Europa, classe 1962, deputato laburista dal 2001, ministro di Stato per l’Europa, da ex cappellano aveva chiesto qualche mese fa, agli alti vertici della chiesa anglicana di volersi aprire alle nuove leggi del Regno e in particolar modo alle unioni civili permettendo a chi lo desiderasse di poter celebrare le nozze anche in chiesa.

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lunedì 02 novembre 2009

Torino ospita nel 2011 la conferenza europea GLBT

pubblicato da mario cirrito in: Movimento POLITICA LGBT Mondo

Tra poco meno di due anni Torino, dopo aver ospitato qualche anno fa il Gay Pride nazionale tornerà a diventare il centro dell’universo dell’associazionismo glbt. Si celebrerà nella capitale sabauda la conferenza europea delle associazioni glbt. Così hanno deciso i delegati del tredicesimo congresso annuale ILGA-Europe (International Lesbian Gay Association), tenuto quest’anno a Malta.

Al Congresso il cui titolo era “Superare le barriere religiose e culturali per l’eguaglianza LGBT” hanno preso parte più di 250 persone provenienti da 48 paesi europei. L’impegno di ILGA-Europe a favore delle comunità glbt è da sempre riconosciuto da molte istituzioni europee e dai governi che hanno spesso sentito l’organizzazione per promulgare al meglio leggi di diritto per le minoranze sessuali.

L’anomalia europea, in termini di diritti, si chiama Italia e Polonia, paesi dove gli omosessuali vivono da apolidi. E per questo, dopo una seria valutazione è stata scelta l’Italia e la città di Torino conosciuta per la sua accoglienza.

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venerdì 30 ottobre 2009

La Liguria approva una legge regionale antidiscriminzione

pubblicato da mario cirrito in: Movimento Camp Attack Omofobia POLITICA LGBT


Saranno gli ottimi postumi del Gay Pride; oppure una sana democrazia mentale dei consiglieri regionali di maggioranza. Fatto è che la Regione Liguria, ieri si è avvicinata istituzionalmente lla limitrofa Toscana e, cosa ancor più importante all’Europa, approvando una legge regionale contro le discriminazioni determinate dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere.

La normativa è passata con 20 voti a favore e 8 contrari. In questa legge sono normati diritti importanti come quello di assistenza al partner in ospedale, anche se purtroppo il tavolo di monitoraggio del governo aveva bocciato la proposta di inserire nella legge i trattamenti ormonali gratuiti per persone transessuali.

Vogliamo ringraziare la prima firmataria Cristina Morelli che ha lavorato assiduamente, assieme alle associazioni lgbt per costruire buona legge, e tutto il centrosinistra che la ha votata” – dichiara Lilia Mulas di ArciLesbica – “questa è una giornata importante, nonostante gli episodi di vergognosa omofobia di cui si sono resi responsabili i consiglieri di PDL e UDC che non hanno votato la legge.”

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lunedì 26 ottobre 2009

Noi, il caso Marrazzo e il nuovo segretario Pd

pubblicato da mario cirrito in: Movimento Attraversamenti di genere Omofobia POLITICA LGBT


Come ci hanno allenati da anni, dirigenti, altolocati, patronati, funzionari a marchio gay, schierati nel Pd, si son fatti vedere e hanno detto la loro sulle primarie che stanotte hanno investito Pierluigi Bersani a segretario nazionale. Come sempre, questi supporter sono andati a briglie sciolte, guardando poco i movimenti e molto una certa visibilità personale che li accreditasse tra coloro che si preparano a traghettare il Pd, come ha detto Bersani, da partito d’opposizione a partito di alternativa.

Che ci siano gay e lesbiche nel Pd è un bene, così come lo è la presenza negli altri partiti. Bisognerà vedere quanto, se, e come si spendono sul fronte dei diritti glbt. Diciamo che nel programma di Bersani, le questioni che interessano il popolo glbt, si leggevano a malapena tra le righe rispetto a quel che predicava il concorrente Ignazio Marino. Ma, mai disperare!

In questo nostro imbalsamato paese è oramai fuor di dubbio che se qualche legge di diritto si potrà fare a favore e dignità della nostra comunità, la si potrà promulgare con l’accoglienza e il voto bipartisan del Parlamento. E intanto che attendiamo, speriamo che qualcosa cambi anche nel tessuto sociale italico. Che i ragazzi la smettano col bullismo giovanile; che la si smetta con le aggressioni omofobe; che la si finisca una volta per tutte al ludibrio verso le persone transessuali e si diventi quel che da tempo dovrenmmo essere: uno Stato europeo.

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sabato 17 ottobre 2009

Annullato il primo matrimonio gay in Italia

pubblicato da mario cirrito in: Nozze e dintorni POLITICA LGBT Mondo Storia gay


Ce l’avevano fatta: erano riusciti , in Italia, a contrarre regolare matrimonio. Poi, ad uno degli sposi è venuta voglia di “autodenunciarsi” e, in un certo senso, di far emergere tutta quella ipocrisia di cui è intrisa la nostra odevole società. Protagonisti della storia, un bancario di 36 anni di nazionalità italiana e un consulente aziendale francese. I due erano corsi in California qualche mese prima che venisse fuori la storia del referendum abrogativo e si erano pacsati in Francia. Non restava che cambiare lo stato civile in Italia. Così fanno: mandano tutto l’incartamento al Consolato italiano in California che timbra e spedisce tutto al nostro Ministero degli Esteri che mette altri timbri e trasmette i documenti al comune dove l’italiano risulta come residente al’estero.

Fatta! Senonché , al ragazzo italiano viene la voglia di “svelare” il micidiale stratagemma e scrive a Repubblica.it, narrando tutta la vicenda. Apriti cielo. Quella stessa burocrazia che impiega anni per accontentare i suoi cittadini, fa lesto lesto a dissolvere il “matrimonio” dei due ragazzi che, comunque vadano le cose, seppur brevemente resterà il primo matrimonio gay riconosciuto.

Inizialmente il mio compagno era titubante - dice a Repubblica uno degli “sposi” - io invece lo desideravo perché volevo sentirmi finalmente una persona ‘normale’, non più di serie B. Pensavo inoltre che la domanda di trascrizione in Italia mi sarebbe stata rifiutata: volevo ricorrere alla Corte europea dei Diritti del’Uomo, combattere una battaglia di civiltà“.

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venerdì 16 ottobre 2009

Cecchi Paone: "Facciamo le ronde arcobaleno

pubblicato da mario cirrito in: Movimento Camp Attack Sport Omofobia POLITICA LGBT


Pare che molti media si siano svegliati dal torpore che li affligeva. Pare che ci sia audience intorno al tema dell’omofobia e i vari talk show ci si siano fiondati come miele alle api per far assaporare ai propri telespettatori idee di libertà, chissà, perché poi, onestamente, tutto resta come si è lasciato. E in mezzo a questo nuovo frastuono mediatico, trans e gay vengono ancora presi di mira da malintenzionati dalla subcultura omofoba.

Che fare? Beh, un’idea è venuta al docente dell’Università dell’Insubria e presentatore televisivo Alessandro Cecchi Paone, che l’ha spiegata in una intervista rilasciata a Varese News. Visto che si è tanto parlato e attuato in molti centri cittadini l’uso delle ronde per contrastare violenze e malaffare, perché non dare vita alle ronde arcobaleno?

«Prenderei spunto - dice Alessandro - dai movimenti difensivi storici, come l’organizzazione della comunità ebraica o di altre minoranze durante i loro eventi. Ci sono anche tanti bravissimi ragazzi omosessuali nelle forze dell’ordine o nei vigili del fuoco: sicuramente non potrebbero partecipare in prima persona, ma ci potrebbero dare consigli. Ovviamente stiamo parlando di movimenti difensivi, ma dobbiamo pur rispondere alla minaccia».

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giovedì 15 ottobre 2009

Omofobia. Ci vogliono morti?

pubblicato da mario cirrito in: Movimento Omofobia Edicola POLITICA LGBT


Lo sdegno e la vergogna, dopo la bocciatura alla Camera del disegno di legge per contrastare l’omofobia, ha riguardato la società civile, gli omosessuai, le transessuali, le persone di buon senso e anche l’Onu che ieri ha fatto sapere che con quella bocciatura l’Italia arretrava sui diritti e sulla civiltà. In tivù, a marcare il peso di quella declinazione negativa parlamentare, qualche network privato e Rai Tre che nel suo spazio di informazione notturna se ne è occupata ieri e l’altro ieri. Proprio ieri notte, il vicedirettore di Repubblica parlava di “mailata” di Farina dicendo di non volerla commentare.

Confesso che non leggo “Il Giornale”, di proprietà della famiglia del premier. Non lo leggo perché sono schierato, perché penso che quel giornale è l’house organ governativo e soprattutto perché non difende ma contrasta i diritti civili omosessuali. Li contrasta così tanto che lunedì per giustificare quel che era capitato vergognosamente alla Camera, ha dato la penna a Renato Farina che ne ha fatto un editoriale. Che diceva il giornalista ai tanti conosciuto come Betulla?

Per me uccidere una persona è il delitto peggiore che esista, grida vendetta al cospetto di Dio. E non dovrebbero esistere graduazioni. Ma a lume di buon senso, quanto al danno sociale, siamo sicuri che sia più grave uccidere un omosessuale single che un padre di famiglia?“.

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lunedì 12 ottobre 2009

I gay in piazza? Meglio la disco!

pubblicato da mario cirrito in: Movimento Camp Attack POLITICA LGBT


E se come omosessuali, transessuali, bisessuali non fossimo votati alla piazza? Certo, all’opinione pubblica, alla clemente stampa, necessita dare una rappresentazione, la migliore rappresentazione, anche per come vanno le cose. Certo che nonostante gli appelli, nonostante le vicende di chiara marca omofoba, qualcosa non funziona non solo nei movimenti ma forse anche nella testa di ognuno di noi. Quanti eravamo sabato, radunati in piazza Repubblica a Roma? Cinquantamila, come hanno azzardato? Siamo seri! Cinquemila? Troppo buoni e generosi.

La piazza di sabato, la stessa piazza, il precedente sabato era un tappeto umano in occasione del raduno a piazza del Popolo per la libertà di stampa e informazione. Una questione politica, di cultura e civiltà di un paese, proprio come lo era questo sabato in uno Stato dimentico di alcuni suoi milioni di cittadini omosessuali, transessuali, bisessuali, transgender. La piazza, per la verità, sabato esisteva ma mancavano i manifestanti, i soggetti che lamentano a più riprese il silenzio e l’anoressia politica verso i diritti civili della popolazione glbt.

Quanti eravamo assieme alle generosità di molte lesbiche, delle Famiglie Arcobaleno, di gay dall’innocenza dichiarata che si tenevano teneramente per mano, di alcuni circoli , del Mieli, Arcigay, dei personaggi quali la Cucinotta, Luxuria, Grillini, Vanni Piccolo, Aurelio Mancuso, Delia Vaccarella? Pochi, pochissimi se confrontati al tema dell’uguaglianza, alla richiesta di una nuova pagina dell’accoglienza e del rispetto. Desolante per il semplice fatto che dopo 30 anni di movimento, si debba ancora stare a chiedere semplicità come gli affetti e la convivenza, gli amori uguali e il diritto alla piena cittadinanza come recita la nostra attuale Costituzione.

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