
In Australia, la Miroslav sta pubblicizzando una propria linea di abbigliamento intimo maschile con una serie di spot alquanto particolari: la passione per l’underwear maschile passa quasi in secondo piano per lasciare posto a un feticismo omoerotico che rompe tutte le classiche immaginazioni e presenta scenari senza dubbio bizzarri.
Dopo il salto trovate due video che presentano situazioni di interesse smodato verso le mutande maschili che possono far sorridere o far gridare allo scandalo. Siamo nel campo del nonsense (forse), come quello che è vediamo di nuovo sui nostri schermi che parla di un padre che è una madre e di un figlio che è una marionetta.
Chissà, forse alla fine i pubblicitari hanno raggiunto quello che volevano…
Continua a leggere: Abbigliamento intimo maschile: gli strani spot australiani
Simpatico video della ES Collection per promuovere la propria linea di abbigliamento intimo. Lo spot è ambientato in un mondo in cui tutti sono nudisti: a un certo momento qualcuno inizia a ribellarsi perché vuole indossare abbigliamento intimo. E così iniziano proteste, marce per i diritti e via dicendo.
Video simpatico, certo. E i modelli pure molto carini. Sulle loro doti di attori, invece, è meglio sorvolare…

Come ricorderete nel gioco Mass Effect 3 ci sono storie d’amore gay, anche con eleganti scene di sesso. Apriti cielo! La notizia è giunta alle orecchie degli americani più conservatori che hanno lanciato una campagna in difesa dei valori della famiglia e hanno chiesto a Electronic Arts di non includere più opzioni lgbt nei suoi giochi di ruolo, soprattutto in Mass Effect e Star Wars: The Old Republic. Secondo gli oppositori, infatti, i giovani che giocano non devono essere obbligati a partecipare a giochi con contenuto omosessuali perché potrebbero esserne influenzati. Da EA hanno risposto assicurando che:
nessuno ci ha chiesto di includere personaggi lgbt nei giochi. Ci siamo confrontati in diversi forum online per discutere del bullismo e continueremo a lasciare nei nostri giochi la possibilità di avere una storia tra personaggi dello stesso sesso. Non tolleriamo l’odio nei nostri forum.
I videogame sono sempre più realistici e se si crea un gioco di ruolo in cui un personaggio può innamorarsi, è del tutto logico che possa scegliere di chi innamorarsi. Il giocatore ha la piena libertà di decidere il colore dei capelli dei personaggi, l’abbigliamento e anche se sarà gay o etero senza che questo comporti chissà quali drammi.
E chissà perché i conservatori non si lamentano mai di scene “etero” piene di sangue e violenza…
Foto | Cromosoma X
Già da tempo si parla del rapporto fra mondo gay e videogiochi, da un lato perché anche nelle comunity di online gaming si trovano molti ragazzini (e adulti) omosessuali, dall’altro perché non è molto frequente trovare personaggi lgbt fra i protagonisti dei videogiochi, anche se qualche timida eccezione è apparsa, per esempio nei Sims e in Dragon Age.
Ancora una volta attraverso l’immancabile Tetu, sempre molto attento al mondo virtuale, scopriamo un’ulteriore evoluzione di questo filone, in Mass Effect 3, capitolo finale di una trilogia basata su un gioco d’azione/gioco di ruolo.
In questo videogame intrecciare relazioni amorose e sessuali di orientamento omo è semplicissimo ed è uno dei possibili sviluppi della storia. Nelle pause tra i combattimenti, infatti il comandante Shepard ha la possibilità di vivere incontri ad alto tasso di passione con Cortez o con Kaidan, i suoi luogotenenti: basta guardare il video.
Continua a leggere: Videogiochi: scene d'amore gay in Mass Effect 3
Abbiamo spesso parlato di collezioni e di intimo maschile su uomini che hanno il loro perché. Oggi, vogliamo mostrarvi una gallery “particolare”. Ecco una gallery con alcuni stili di boxer e intimo decisamente imbarazzante. E vi chiediamo: avete mai incontrato qualcuno che ha avuto il coraggio di indossarli? Oppure conoscete modelli “peggiori” di questi?
P.s. Sono ancora incredulo allo slip con la proboscide di elefante. All’interno si infilano monetine per il carrello della spesa?
Chi l’avrebbe mai detto che chattando per incontrare qualcuno - obiettivo quattro chiacchiere oppure quattro salti sul letto - si poteva lottare per i diritti civili? Eppure è quello che sta tentando di fare Grindr, la popolare app che permette di individuare i gay nei dintorni e contattarli.
Visto gli scarsi risultati che si ottengono in genere con Grindr per incontrare (eccetto a Tel Aviv, dove l’ho trovato efficacissimo), forse l’app si rivelerà più efficace nella promozione dei diritti civili. Fatto sta che è nata da poco Grindr for Equality, uno strumento per diffondere informazioni e consapevolezza sulle campagne per i diritti civili.
Si va dalla lotta per l’abolizione del Don’t Ask, Don’t Tell, al No alla Proposition 8, come sottolinea Joel Simkhai, fondatore e Ceo della società. Sincero impegno civile oppure il tentativo di crearsi una bella immagine? Forse conteranno i risultati.
Guys with iPhones è stato un vero cult: maschietti di tutto il mondo postano i propri autoscatti con l’iPhone. Ovviamente, spesso sono autoscatti di nudo integrale. Spesso (sempre?) si tratta di uomini muscolosi e palestrati che mostrano al mondo il proprio corpicino.
Ma visto il successo, perché non prendere in giro l’idea? Ecco che nasce Guys with Fries in cui maschietti altrettanto belli – e altrettanto palestrati – postano i propri autoscatti (fotomontaggi, come fanno notare i nostri amici lettori) con in mano una confezione di patatine fritte (di Mc Donald’s). Non so se le patate fritte sono un messaggio contro il culto del fisico palestrato o se semplicemente gli autori di questo sito hanno pensato di servirsi di un simbolo quale può essere una catena di fast food. La cosa certa è che l’idea ha preso piede nella rete e ha coinvolto molti gay: da settembre dello scorso anno sono moltissime le foto postate su questo tumblr in cui bei maschi si mostrano (spesso mezzi nudi) “per amore delle patatine fritte” (Rocco Siffredi docet). Del resto, cosa c’è di più erotico del cibo?
Pronti a farvi un autoscatto con delle patatine fritte in mano?
Via | Sentido G
Post gay-vegetariano oggi: in un campo due maschietti si incontrano, si toccano e fanno capire che ci tengono alla salute nutrendosi di verdure. Del resto lo sappiamo bene che per godere di ottima salute dobbiamo mangiare molta frutta e verdura (la quantità consigliata è di almeno 400 g al giorno).
Ora, dopo aver visto il video, voi siete più tipi da carota o da cetriolo? Oppure non vi formalizzate e prendete di tutto?
Via | River

Eccolo qui un altro studio sul famigerato gay radar. I ricercatori dell’Albright College di Reading, in Pennsylvania, USA, hanno mostrato a dei volontari sessanta fotografie con dei volti di persone, gay ed etero. I volontari dovevano azionare il loro gaydar e dire se il soggetto fotografato fosse gay o meno, secondo loro.
È risultato che tutte le persone che avevano i lineamenti meno simmetrici sono stati “riconosciuti” come gay. Alla fine, quindi, non è tanto intuizione, sesto senso o chissà cosa, ma una semplice percezione: se non sei simmetrico, sei gay… Che, detta così, potrebbe pure significare altro…
Comunque, secondo voi il radar gay esiste?
Foto | Flickr
Via | Giornalettismo

Dopo la macchina gay secondo la clientela europea e la birra gay poteva mancare lo spumante gay? Ovvio che no! Ecco allora che in Argentina è stato creato uno spumante gayfriendly dal nome Why Not. La creatrice di queste bollicine è una giovane ventiquattrenne – Erica Roverter – e l’idea le è venuta perché, secondo lei, il mondo del vino ancora non è stato fonte di ispirazione per la comunità lgbt.
Il Why Not è realizzato con il metodo charmat a base di uve Pinot nero e con un po’ di Chardonnay che lo rendono uno spumante moderno, gradevole e facile da bere, secondo quanto afferma sempre la Roverter. Il colore è salmone chiaro con riflessi dorati. Al momento attuale ci sono circa 1600 bottiglie che saranno disponibili negli hotel, bar e ristoranti di Buenos Aires e Mendoza, ma si sta già pensando all’esportazione negli USA e in Spagna.
Non so voi, ma io quando compro qualcosa guardo alla qualità prima di tutto: quasi certamente non acquisterei un prodotto solo perché ha il marchio “gay”.