In occasione della Giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia 2012, più di cinquanta eurodeputati e leader dell’Unione Europea hanno unito le loro forze per dire ai giovani lgbt che stanno lavorando per un futuro migliore. It gets better.
Nel video diversi esponenti del Parlamento Europeo si sono rivolti ai giovani in diciasette lingue, dall’italiano al bulgaro, dallo svedese al polacco.
L’unione fa la forza. Non è un luogo comune, ma una realtà.
In tutta Italia sono previste diverse iniziative per l’International Day Against Homophobia and Transphobia (IDAHO). Partecipate a quella che più vicina a voi e poi, se volete, raccontateci le vostre esperienze.

John Travolta, come vi abbiamo già raccontato, è stato denunciato da un massaggiatore per molestie sessuali. Gli avvocati dell’attore hanno definito menzogne quelle accuse e hanno anche mostrato alcune prove che mostrerebbero l’attore nemmeno presente in città nei giorni indicati dallo scandalo sessuale, tra cui un biglietto aereo.
Tutto risolto? A quanto pare no. Perchè, adesso, improvvisamente si sarebbero fatti avanti altri due uomini, un altro massaggiatore e un marinaio. Ed entrambi raccontano una storia simile: John Travolta li avrebbe abbordati, sedotti e tentato di fare sesso con loro.
Scandali, accuse, gossip che sicuramente, vere o false che siano, non gettano una bella luce sull’attore, già in passato al centro di chiacchiere nell’ambiente hollywoodiano, dall’attrice Carrie Fisher a voci di sesso in saune gay
Fonte Foto | TM News

Michael Bloomberg, sindaco di New York, non ci sta al fatto che la Carolina del Nord abbia messo al bando il matrimonio tra persone dello stesso sesso e, parlando all’Università del North Carolina, non ha avuto peli sulla lingua nel dire come la pensa:
Ogni generazione ha abbattuto barriere per favorire la partecipazione di tutti al sogno americano. Il referendum della scorsa settimana che ha messo al bando i matrimoni gay ci mostra quanta strada ancora dobbiamo fare per la libertà e l’eguaglianza di tutti.
Che differenza con Pierluigi Bersani per il quale è meglio non usare la parola “matrimonio” se si parla di gay…
Foto | TMNews

Ieri vi abbiamo dato la notizia del consenso da parte di Obama alle nozze gay. Ed ecco alcune reazioni nel nostro stivale. Nichi Vendola ha espresso il suo entusiasmo per la notizia e analizzando, invece, la triste situazione italiana:
Dal presidente Obama parole coraggiose e limpide. Una lezione per tutti i politici di ogni Paese. In Italia siamo all’anno zero. Un Paese, il nostro bloccato sui diritti civili da ormai un trentennio. Un Paese ricattato da un bigottismo ipocrita delle classi dirigenti, e da una viglaiccheria della politica che mette i brividi. La società italiana è molto più avanti. In Italia ha sempre governato l’ipocrisia nella vita pubblica, la schizofrenia fra vizi privati e pubbliche virtù. Penso a quelli che si fanno paladini di casa nostra della famiglia tradizionale, lungi da me la polemica con la gente che ha sfilato al family day, dei valori tradizionali della famiglia e poi magari avevano una vita privata al di sotto di ogni sospetto. La classe dirigente, qualche volta, rispetto alle domande della vita dovrebbe saper ascoltare : in Italia prima si è parlato di Pacs, poi di Dico, e così via con acronimi sempre più improbabili. Non voglio che la mia vita venga allusa attraverso un acronimo. Voglio parlare del mio diritto a vivere alla luce del sole, del mio diritto ad avere diritti. Penso che anche questo faccia parte della rifondazione dell’etica pubblica: come costruiamo una società accogliente, pluralista, solidale. Una società fondata sul rispetto di tutti e di ciascuno.
Ma non per tutti è così.
Continua a leggere: Barack Obama sì alle nozze gay: alcune reazioni italiane

Libertà di sesso, finalmente, in Argentina! No, non stiamo parlando di fare sesso, bensì di scegliere il proprio sesso o meglio la propria identità di genere senza aspettare il giudizio di un tribunale. Dopo la Camera, anche il Senato ha approvato con 55 sì e un solo astenuto, la Ley de Identidad de género che consente alle persone transessuali di modificare nome e sesso sui documenti di identità.
Non basta: sarà lo stato a farsi carico degli eventuali interventi di chirurgia e delle cure ormonali necessarie per transitare da uomo a donna o da donna a uomo, perché “l’identità di genere è un’esperienza intima e personale che può corrispondere o meno con il sesso assegnato al momento della nascita”.
Infatti, basterà avere 18 anni e chiedere allo stato civile la modifica per ottenere il cambio di documenti, senza bisogno di una riassegnazione chirurgica: la piccola soluzione che da tanto tempo viene invocata. Ovvia la soddisfazione dei collettivi lgbt e in particolare dei gruppi che promuovono i diritti delle persone trans.
Non è l’unico avanzamento in tema di diritti civili: il Parlamento ha approvato anche una legge sulla “morte degna” che consente l’interruzione dell’accanimento terapeutico e la sedazione per interrompere sofferenze insopportabili: evidentemente in Argentina non ci sono i vari Giovanardi, Fioroni, Sacconi e Casini.

Barack Obama si è schierato a favore dei matrimoni gay. Nello stesso giorno in cui giunge la notizia che il Nord Carolina modifica la propria Costituzione per vietare il matrimonio alle persone dello stesso anno, il Presidente degli Stati Uniti d’America rompe ogni indugio e si dichiara favorevole al matrimonio egualitario.
Nel corso degli anni ho parlato con amici, famiglia e vicini quando ho pensato a persone del mio staff che sono impegnate in relazioni monogame, relazioni dello stesso sesso, che stanno crescendo figli insieme, o quando penso a quei soldati o membri delle forze aeree o navali che stanno là combattendo nel mio nome, anche ora che il Don’t Ask, Don’t Tell è sparito, e che non hanno la possibilità di contrarre matrimonio. A un certo punto ho semplicemente concluso che per me personalmente è importante andare avanti ed affermare che credo che le persone dello stesso sesso dovrebbero potersi sposare
Si tratta di una svolta storica: è il primo presidente USA a dirsi favorevole ai matrimoni gay. E in questa decisione hanno influito anche la naturalezza con cui le sue figlie vedono l’omosessualità e il rapporto con sua moglie.

In Brasile esistono una decina di congregazioni di chiese – con oltre quaranta missioni e delegazioni sparse per tutto il paese – che aprono le loro porte per accogliere credenti omosessuali. Sono concentrate soprattutto sull’asse Rio de Janeiro-São Paulo contano circa diecimila fedeli, pari allo 0,005% della popolazione brasiliana. La maggioranza dei membri (il 70%) è composto da uomini, single o coppie, di varia estrazione sociale. La cifra è senza dubbio bassa comparata alla popolazione cattolica ed evangelica, le due religioni principali del paese che, nel 2009, rappresentavano rispettivamente il 68,4% e il 20,2% dell’intera popolazione brasiliana. Dieci anni fa c’era una sola chiesa in tutto il Brasile che accoglieva i gay. E i fedeli sono passati dai cinquecento di allora ai diecimila di oggi. Dice Fátima Weiss, dell’Università Federale di Santa Catarina che studia il fenomeno delle “chiese gay” dal 2008:
Predicando la tolleranza queste chiese permettono la manifestazione della fede tradizionale cristiana indipendentemente dall’orientamento sessuale dei fedeli.
La crescita delle chiese inclusive ha ricevuto una spinta dal sorgere di politiche volte a combattere la discriminazione dell’omosessualità e procede di pari passo con lo smantellamento dei pregiudizi. C’è da notare che tanto i cattolici quanto gli evangelici vedono con il fumo negli occhi tali realtà ecclesiali.
Stando ai dati dell’Istituto di Geografia Statistica del Brasile le coppie omosessuali in quella terra sono sessantamila. Secondo gli attivisti, invece, il numero complessivo di gay brasiliani è tra i sei e i dieci milioni.
“Può capitare anche voi” dice questo video che racconta la storia di Tom e Shane: una storia d’amore tra due giovani ventenni, una storia d’amore lunga sei anni e finita tragicamente, con la morte accidentale di Tom. Il punto è che dopo la sua morte, la madre è corsa a riprendersi il corpo del figlio per seppellirlo nello stato dell’Indiana (dove lui non voleva vivere) e ha impedito di partecipare al funerale al suo compagno Shane, che viveva con lui, con cui aveva comprato casa e che stava per sposare.
Tom Bridegroom era un presentatore di Mtv negli Stati Uniti, un modello e un cantante; ma era anche un ragazzo di 29 anni che era innamorato e avrebbe voluto sposare il suo compagno Shane Bitney Crone ma non poteva più farlo a causa di quella maledetta Proposition 8, che nel 2008 cancellò il matrimonio gay in California.
A un anno di distanza dalla sua morte, Shane ha trovato la forza di diffondere questo video per chiedere a tutti di schierarsi a sostegno dell’uguaglianza e della campagna EqualLoveEqualRights.
Non è giusto morire così giovani; ma ancor più ingiusto è che un padre e una madre (Martha e Norman Bridegroom in questo caso) tradiscano a tal punto la vita del loro figlio morto da escludere la persona che lui amava di più, solo perché era un altro uomo e il loro figliolo era gay. Quando tutte le persone, etero, gay, bisex, trans saranno schierate insieme per la libertà e per l’amore, il nostro mondo sarà di certo migliore.

Gli elettori della Carolina del Nord, negli USA, hanno approvato, tramite votazione referendaria, un emendamento alla Costituzione dello stato che vieta il matrimonio tra persone dello stesso sesso. La legislazione del Nord Carolina già prevede che le coppie dello stesso sesso non possano sposarsi, ma l’emendamento è volto a definire per via costituzionale che il matrimonio è solo quello tra un uomo e una donna (ricordiamo, per inciso, che nel 1875 la Carolina del Nord inserì nella propria costituzione il divieto di matrimonio tra bianchi e neri, divieto che è rimasto in vigore fino al 1971).
Il risultato del referendum è una vittoria per i settori più conservatori del paese in momenti come questi in cui aumenta la pressione sul presidente Obama perché dica chiaramente se appoggia o meno il matrimonio gay. Nei giorni scorsi il vicepresidente USA, Joe Biden, ha detto che si sente a suo “agio” nel pensare che le persone dello stesso sesso si possano sposare e Arne Duncan, segretario dell’istruzione e amico personale di Obama, ha dato il proprio sostegno esplicito al matrimonio gay.
Tra gli oppositori a questo emendamento costituzionale si è posto l’ex presidente Bill Clinton che ha sostenuto che tale misura non protegge il matrimonio tradizionale ma colpisce solo tutte le coppie di fatto; anche sua figlia Chelsea si è schierata apertamente contro tale misura discriminatoria. Favorevole, invece, il pastore evangelico Billy Graham che ha pubblicato un’inserzione sui giornali della Carolina del Nord in cui si leggeva che “la Bibbia è chiara: la definizione del matrimonio è quella tra uomo e donna”.
Ricordiamo che il matrimonio egualitario è legale negli stati di New York, Connecticut, Iowa, Massachusetts, New Hampshire e Vermont, così come in Washingotn D.C., la capitale del paese. Inoltre nello stato di Washington le coppie dello stesso sesso potranno sposarsi a partire dal prossimo 7 giugno e nel Maryland il matrimonio tra omosessuali sarà legale a partire dal 2013. Altri cinque stati (Delaware, Hawaii, Illinois, News Jersey e Rhode Island) permettono unioni civili tra omosessuali. Secondo un sondaggio diffuso da Gallup il 50% deli statunitensi approva il riconoscimento legale del matrimonio omosessuale contro un 48% che è contrario.
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A quasi due anni dall’approvazione della legge del matrimonio egualitario – dopo molti anni di lotta, mesi di dibattito e una seduta di quindici ore in Senato – sono oltre quattromila le nozze tra coppie dello stesso celebrate in Argentina. Quattromila coppie, ottomila persone: storie che traducono in realtà concreata la decisione di una società di lavorare per l’uguaglianza, e di dare a tutti, indipendentemente dall’orientamento sessuale, gli stessi diritti e doveri. Come Norma e Cachita che vediamo in foto, una delle prime coppie a contrarre matrimonio in Argentina. Diritti per tutti che non è solo per gli argentini ma veramente per tutti, come dimostra la possibilità per gli “stranieri” di sposarsi in Argentina senza dover essere residenti in quella terra.
Le statistiche mostra una forte concentrazione delle celebrazioni nuziali tra persone dello stesso sesso nei grandi centri urbani come Buenos Aires, Gran Buenos Aires, Santa Fe, Córdoba e Mendoza. Nelle zone più piccole la quantità di nozze celebrate scende in maniera significativa.
Certo, non è sufficiente una legge perché un’intera società cambi di punto in bianco. Gruppi e gruppuscoli religiosi e politici si battono sempre perché la società torni indietro, quasi lamentandosi del fatto che non possono più discriminare. A tutti costoro – non solo in Argentina, ma in ogni parte del mondo – ricordiamo le parole che la presidente dell’Argentina, Cristina Fernandez de Kirchner, pronunciò all’indomani dell’approvazione del matrimonio egualitario:
È stato un trionfo della società. Credo che alcuni di quelli che oggi sono contrari con il passare del tempo se ne renderanno conto, perché queste cose si capiscono meglio con il tempo. Se uno pensa che 58 anni fa io non avrei nemmeno potuto votare e oggi sono Presidente della Repubblica o che prima non potevano esserci matrimoni interrazziali e la gente veniva divisa in base al colore della pelle: c’era gente che prima si sarebbe fatta uccidere per difendere queste posizioni razziste e oggi se ne vergognerebbe. Il matrimonio gay è una pietra miliare nell’ampliamento dei diritti civili. Si è voluto occultarlo come una questione religiosa, ma è un fatto squisitamente sociale.
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