
Qui su Queerblog non vogliamo certo essere dogmatici e dare delle regole per come fare sesso e come non farlo. Siamo fautori della libertà di espressione, anche sotto le lenzuola. Però alcuni consigli per godere pienamente del sesso con il proprio partner li possiamo dare.
Ci sono alcuni errori che si fanno frequentemente e che potrebbero trasformare un’esperienza bella ed eccitante come il sesso fra uomini in un fiasco clamoroso. Ecco la nostra lista di errori che sarebbe meglio non fare:
Via | Askmen (rivisitato in chiave gay)
Foto | Queerclick

C’è un aspetto del kamasutra gay che non abbiamo trattato: il bacio. Parlare di sesso gay fa venire in mente ai più chissà quali acrobazie sessuali e posizioni complicatissime (alcune le abbiamo anche illustrate nel nostro kamasutra); il bacio, invece, è visto come qualcosa di molto intimo (anche se a prima vista può sembrare un paradosso: bacio no, ma sesso orale sì), spesso da non condividere con tutti. Molti gay lo scrivono nei loro profili sparsi per le chat: niente baci; altri sono molto reticenti a baciare; altri ancora si lasciano andare al bacio solo se il partner “li prende”. Per tutta un’altra fetta di gay, invece, il bacio è fondamentale ed è l’elemento base di un rapporto, anche solo occasionale.
Ho conosciuto uomini che baciavano benissimo, altri che non ne volevano sentire parlare; alcuni che avevano scambiato il bacio con una qualche ricerca particolare in bocca con tanto di morsi e altri che erano particolarmente delicati; altri uomini ancora con i quali ho passato più tempo a baciare che a fare altro e uomini che il bacio è stato limitato al saluto sulla guancia. C’era poi chi baciava con gli occhi chiusi e chi ti fissava quasi stessi facendo un esame…
Il bacio perfetto, poi, esiste? Credo che si tratti di qualcosa di molto soggettivo e tutti i consigli e tecniche devono essere sottoposti al vaglio della pratica e del feeling che si instaura tra due persone (alito compreso!)
E voi, che ne pensate del bacio fra due uomini? Rientra nelle vostre normali pratiche sessuali o lo riservate solo alla persona che amate? È un modo come un altro per eccitarvi o preferite dedicarvi ad altro? E poi, preferite baciare uomini con la barba o le vostre preferenze vanno verso chi è perfettamente rasato?
Foto | Flickr

Si sa, i gusti son gusti, soprattutto nel fare sesso: ognuno ha le proprie preferenze per le posizioni, per le pratiche, per i partner. C’è, però, una situazione che può creare tensioni: l’ambiente e, nello specifico, l’illuminazione. C’è chi ama il buio totale, chi la luce completa. Per il nostro kamasutra gay ecco una lista illuminante, stilata in base ad esperienze personali e a quelle degli amici/complici/amanti.
Tenendo presente che sesso lo si fa con tutti e cinque i sensi (udito, olfatto, tatto, odorato e vista) e considerando che ognuno usa i cinque sensi come meglio crede, quali sono le vostre preferenze in fatto di luce nel sesso? Volete vedere in faccia (o anche altrove…) il vostro partner o godete nel giocare a nascondino?
Foto | Tatcha

Nel giorno di martedì grasso il nostro kamasutra gay parla di maschere e di giochi di ruolo. Le maschere nel sesso gay, in verità, sono state già argomento di un post: ma non potevamo non rammentarle proprio oggi!
Il gioco di ruolo (non parliamo solo di attivi e passivi o insertivi e ricettivi, come preferite), invece, è interessante perché comporta anche una sorta di travestimento per interpretare un determinato ruolo. Ecco la definizione di giochi di ruolo che troviamo nel Dizionario del sesso insolito di Ayzad:
un gioco erotico in cui i partner si divertono a interpretare un ruolo preciso. Ovviamente non ci sono regole, ma in compenso per molte coppie il semplice fatto di immaginarsi in un’identità diversa da quella abituale è un modo sicuro per scatenare la fantasie e sperimentare nuove emozioni.
Continua a leggere: Kamasutra gay: maschere e giochi di ruolo

Letteralmente fist fucking vuol dire scopare con il pugno. Nella realtà, poi, si tratta della mano che viene inserita nell’ano. Si tratta di una pratica che vanta diversi fan ma, va detto subito, è un modo di fare sesso fra uomini che può essere pericoloso. Precisazione: non solo i gay praticano il fist fucking, ma anche gli etero e le lesbiche (all’inizio del XX secolo, come ci ricorda Ayzad, le lesbiche dell’alta società portavano le unghie lunghe e smaltate solo su una mano, per far capire che l’altra potevano agevolmente inserirla nel corpo della partner).
Non fate subito la faccia allibita o allupata: il fisting è una pratica sessuale che può piacere o meno. Quindi non imponetela a chi non vuole, ma nemmeno bollate come “malati” o “pervertiti” o “disgustosi” quanti la praticano. Altro consiglio: lasciate perdere i film porno che mostrano acrobazie circensi con mani che quasi si perdono nell’ano. Se volete conoscere e praticare il fisting cercate qualcuno esperto, conoscetevi di persona, fidatevi l’uno dell’altro e poi passate ai fatti, in maniera graduale.
Per conoscere meglio il fist fucking nel nostro kamasutra gay abbiamo rivolto alcune domande ad Eros Ampiotti, che ha praticato fisting per diverso tempo.
Per il nostro kamasutra gay intervistiamo oggi Lucas Kazan, regista e produttore cinematografico, definito anche il re italiano del porno gay. I film della Lucas Kazan Productions sono molto curati, sia nell’ambientazione che nella scelta dei personaggi. Alcuni degli attori della scuderia di Lucas Kazan – Alessio Mancini, Daniele Montana, Giuseppe, Ricky Martinez e Paulo – ci accompagnano in questa intervista.
Erotismo, kamasutra, pornografia: cosa sono per te?
Kamasutra nulla, perché il mio repertorio di posizioni è angusto. Pornografia poco, perché il sostantivo ha una connotazione etica (ed estetica) risibile. Erotismo tutto: la musica, il canto, la pubblicità, il cinema e la tivu…
Secondo te, cosa rende un’immagine erotica e cosa la rende porno (senza voler esprimere alcun giudizio su nessuna delle due…!)?
Ci pensano i legislatori che hanno risposto con gli “standard della comunità” e con criteri puramente quantitativi: è osceno ciò che non è accettabile dalla maggioranza; è erotico il pene flaccido, è pornografico il pene eretto. Ma i criteri sono ipocriti, gli standard arbitrari, caduchi e geograficamente elastici. Porné (meretrice) è negli occhi di chi guarda; non ci dice nulla dell’oggetto, tutto dello spettatore – e della cultura che lo ha prodotto. A tutt’ oggi non capisco perché una campagna di intimo Dolce & Gabbana o il catalogo Abercrombie & Fitch siano meno “pornografici” di una rivista vietata ai minori. Senza scomodare le tante testimonianze pittoriche e letterarie delle civiltà pre-cristiane, che oggi definiremmo non già erotiche ma “pornografiche”, parlerei invece di temperatura erotica delle immagini: fredda, tiepida, calda.




Continua a leggere: Kamasutra gay, erotismo e pornografia: intervista a Lucas Kazan

Un caro amico del mio compagno sbava – letteralmente – per la pelle. Qualche sera fa siamo usciti insieme e il mio compagno indossava una giacca di pelle. Quest’amico – Antonio – gli ha chiesto: “Posso leccartela?”. Era eccitato solo all’idea… Ci ha confessato che a volte lo fa quando nessuno lo vede: la pelle, per lui, è il top. Come ben sapete, l’eccitazione è qualcosa di molto particolare e liquidare come “bizzarria” chi si eccita in maniera diversa dalla nostra è un po’ superficiale (per inciso, Antonio è primario in un ospedale di Roma ed è anche uno psicologo).
Pelle e gomma (declinati in varie fogge: abiti, scarpe, cinture, accessori vari) entrano a pieno diritto nel nostro kamasutra gay in quanto, per molti, hanno un potere eccitante altissimo. Volendo classificare, potremo individuare quattro tipologie base: leather, rubber, military, uniform.

Ma voi, quando fate sesso – seguendo il nostro kamasutra gay, s’intende! – siete silenziosi o rumorosi? Urlate? Gridate? Gemete? Parlate? Dite parolacce? Anche l’orecchio ha la sua parte per un sano e appagante rapporto sessuale.
Il gemito sessuale è un canto, non un lamento. Raro, fievole, roco all’inizio del rapporto, si alza frequente e melodioso quando il piacere aumenta, tace in un silenzio frustato dai singhiozzi quando si scatena l’orgasmo, riprende – specialmente nella donna – quando l’orgasmo sta passando.
Così leggiamo nel libro di Luciano Spadanuda, L’urlo del piace. Antropologia dei gemiti d’amore, pubblicato da poco da Coniglio Editore. Pur essendo un libro in cui si affronta l’urlo del piacere soprattutto tenendo presente i rapporti sessuali etero, è un testo che consiglio a tutti voi, perché è senza dubbio utile riflettere sui molti condizionamenti culturali che ci portiamo appresso, anche quando pensiamo di essere totalmente liberi.
Continua a leggere: Kamasutra gay: l'urlo del piace e i gemiti d'amore

Il principio base è sempre quello classico: c’è un buco e ci si mette qualcosa dentro. Anche il qualcosa è sempre lo stesso. Nel gloryhole, però, cambia il buco. Nel senso che con questo termine si intende proprio un buco praticato ad altezza dei genitali nella parete di un luogo pubblico, in modo da fare sesso in maniera anonima. Quindi da un lato c’è un uomo che infila il proprio birillo in questo buco nella parete e dall’altro c’è un altro uomo che si dedica al birillo che si affaccia. Cosa fare? Sesso orale, prima di tutto. Ma anche masturbazione e, soprattutto se il pisello che si affaccia è di notevoli dimensioni, si può anche avere un rapporto anale.
Non sto descrivendo la trama di qualche film porno gay ma, come molti di voi ben sanno, è una realtà. Il gloryhole – in inglese suona meglio rispetto a buco glorioso o gloria del buco…! – lo si può trovare nei bagni dei locali o nelle cabine di un sexy shop, anche se sono un po’ caduti in disuso. Negli anni Settanta e Ottanta hanno avuto il loro massimo splendore, soprattutto per il fatto che l’anonimato veniva protetto: si arrivava, si metteva quel che si doveva mettere, ognuno traeva piacere, arrivederci e grazie. Poi con la consapevolezza dei rischi legati all’HIV e ad altre malattie sessualmente trasmissibili, c’è stato un declino. Ma non sono spariti del tutto.
Mai come in questo caso l’uso del preservativo è d’obbligo: non sapete mai chi c’è dall’altra parte! Se questo è un rischio, è pur vero che è proprio tale fattore ad eccitare gli amanti del gloryhole: fare sesso con qualcuno che non si conosce, senza preoccuparsi dell’aspetto fisico sia proprio che del partner. E, se mai voleste provare questo buco, il mio consiglio è proprio quello di non sbirciare dall’altra parte: se poi beccate vostro fratello che vi ha appena praticato un lavoro di fino con la bocca che reazione potreste avere?
Continua a leggere: Kamasutra gay: il gloryhole o buco glorioso

Gli amici di Softoblog segnalano il Kapra Sutra: piccolo manuale illustrato per la liberazione sessuale delle capre. Come si può facilmente arguire si tratta di un gioco di parole tra kamasutra e capra. E non mancano capre gay e capre lesbiche. Le due capre gay – azzurre, che son maschie – fanno sesso nella posizione della pecorina (un po’ di confusione, insomma…) mentre le due capre lesbiche – rosa – si dedicano al sesso orale.
Ovviamente si tratta di un progetto scherzoso, ma che serve per finanziare l’attività di una suora – Tecla Forchini – che, in Bangladesh con pochi euro può acquistare una capra da latte e donarla da una delle numerose famiglie che segue.
Così se qualcuno vorrà ancora dire che l’omosessualità è contro natura, potremo portare l’esempio del Kapra Sutra in cui le caprette oltre a spassarsela sono anche di aiuto per le persone più bisognose.