mercoledì 17 marzo 2010

Karl Lagerfeld, contrario ai matrimoni e alle adozioni gay, non sa cosa sia l'omofobia

pubblicato da Desperate Gay Guy in: Nozze e dintorni Camp Attack Popular Famiglie Omofobia Fashion World Mondo

Karl Lagerfeld, contrario ai matrimoni e alle adozioni gay, non sa cosa sia l'omofobia

Karl Lagerfeld, il noto stilista alla guida di Chanel, ha rilasciato dichiarazioni alla rivistaVice a dir poco sconcertanti. Per prima cosa, parla dei matrimoni tra persone dello stesso sesso:

“Sono contrario, per una ragione molto semplice: negli anni Sessanta tutti dicevano che avevamo il diritto di essere diversi. Oggi, tutto ad un tratto, vogliono una vita borghese”

Pensate che sia disarmante e banale un discorso del genere? Leggete quello che pensa in merito alle adozioni per le coppie gay e all’omofobia:

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martedì 16 marzo 2010

Jessica Simpson farebbe un figlio con il suo migliore amico gay

pubblicato da Desperate Gay Guy in: Bigodinerie Popular Famiglie

Jessica Simpson farebbe un figlio con il suo migliore amico gay

Jessica Simpson e il suo migliore amico gay, il parrucchiere Ken Paves, vogliono entrambi un bambino… e hanno anche affrontato il discorso di averne uno insieme. La cantante, che sta promuovendo il suo nuovo reality show The price of Beauty è apparsa nel programma di Barbara Walters, dicendo di non vedere l’ora di avere presto dei figli. E quando la presentatrice le ha chiesto come potrebbe esaudire questo desiderio, lei ha ammesso:

“Se non dovessi avere figli entro 40 anni, io e il mio amico Ken Paves, li faremo insieme”

L’idea viene confermata dallo stesso uomo che incoraggia la Simpson ad avere dei bambini prima che lui, però, abbiamo 40 anni. E ne mancano solo due alla data fatidica… Verrebbe voglia di dire, “sai che c’è di nuovo“…

Foto |Haircutsfashion

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venerdì 12 marzo 2010

Denver: scuola cattolica esclude figli di coppia lesbica

pubblicato da Desperate Gay Guy in: Nozze e dintorni Vaticanerie Famiglie Omofobia Mondo

Denver: scuola cattolica esclude figli di coppia lesbica

Partendo dalla difesa del principio che riconosce e valorizza solo i matrimoni tra persone di sesso opposto, una scuola cattolica, in Colorado, ha rifiutato l’ammissione di due bambini, perchè figli di una coppia di lesbiche. La stessa Arcidiocesi di Denver sottolinea con orgoglio la propria decisione:

“I genitori che vivono in disaccordo manifesto con l’insegnamento cattolico in materia di fede e di morale hanno purtroppo scelto, con il loro comportamento, di escludere i bambini”

I bimbi potranno finire la scuola materna ma non iniziare quella primaria. Alcuni docenti hanno informato i media della notizia, mentre altre persone hanno iniziato a protestare, all’esterno dell’edificio, con cartelli con scritto “Cosa farebbe Gesù?” Consiglierei alla Chiesa cattolica, a questo punto, di aggiornare alcuni passaggi della Bibbia per portare avanti, con ancora più diritto, certe teorie e scelte di stampo omofobico. Magari qualcosa come “Lasciate che i pargoli (figli di coppie eterosessuali, sposate, non di gay, lesbiche, nè tantomeno trans) vengano a me”. Gli altri, possono andare a… ?

Foto | BriankSims

Alessandro Meluzzi a Pomeriggio Cinque, contro i genitori gay. E Rocco Casalino affitta un utero...

pubblicato da Desperate Gay Guy in: Nozze e dintorni Arte e cultura Famiglie Omofobia Tv

Alessandro Meluzzi a Pomeriggio Cinque, contro i figli di genitori gay. E Rocco Casalino affitta un utero...

Premettiamo subito una cosa: uno che va ospite da Barbara D’Urso credo che ormai abbia capito che può trovarsi di fronte a due casi: i suoi occhi compassionevoli/sbigottiti/interessati (3 tipologie, non esattamente in quest’ordine) e un elenco di ospiti che funziona generalmente come l’equazione accendino + benzina. E ovviamente anche ieri è successo un pandemonio simile.

Due donne, coppia lesbica dichiarata, ha ammesso di aver avuto 3 gemelli, in Spagna, con la fecondazione assistita. Apriti cielo: in collegamento, Alessandro Meluzzi ha tuonato contro i veri valori della famiglia e indicando come il male assoluto una coppia gay che cresce un figlio (“Io conosco migliaia di bambini devastati da questa cosa!”). Ora, non è che la teoria di cui è convinto Meluzzi sconvoga più di tanto (non è la prima volta che si lancia in accuse, fomentando violente discussioni…) ma, mi chiedo …Partendo da una beata ingenuità che fingo di possedere:

“Barbara, tu che ami tanto i gay, quanto sono carini i gay, quanto siamo tutti uguali al resto del mondo… Allora, Barbaruccia, perchè continui a chiamare in studio estremi esempi di intolleranza omofoba?”.

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lunedì 08 marzo 2010

Nuova segreteria nazionale per Arcigay e adesione al Comitato per il matrimonio gay

pubblicato da mario cirrito in: Movimento In Pride we trust Famiglie

Sabato e domenica, a Bologna, sede nazionale di Arcigay, si è riunito il gotha dell’associazione lgbt che ha celebrato nelle settimane scorse il suo Congresso Nazionale a Perugia. È la prima riunione ufficiale dopo l’elezione del nuovo presidente e segretario nazionali. Il maggiore organo politico dell’Associazione dopo il Congresso, ha dibattuto le priorità per la prossima primavera, ricca di nuove battaglie per la richiesta di diritti. Prioritaria resta la battaglia sul matrimonio civile tra persone dello stesso sesso. Non la sola, certo, che impegnerà Arcigay e il resto del movimento lgbt italiano, ma il tema delle coppie omoparentali resta centrale e irrinunciabile al raggiungimento della piena eguaglianza giuridica e sociale di ogni cittadino.

Per questo, gli organi dirigenziali di Arcigay hanno deciso una piena adesione a tutte le iniziative promosse dal Comitato nazionale Sì, Lo Voglio. Una adesione quella di Arcigay parecchio importante e utile a farsi ascoltare dai media e soprattutto dai politici. Da qui al 23 del mese, giorno in cui la Consulta dirà la sua sul tema, movimenti e singoli cittadini dovranno e potranno fare molto per far sentire la loro voce e iniziare un nuovo percorso di solidarietà e democrazia per le coppie omosessuali. La questione riguarda tutti, anche coloro che del matrimonio non sanno che farsene.

Nella prima assise del Consiglio nazionale di Arcigay si è tornati a parlare del Gay Pride di Napoli, occasione di cultura e visibilità nella capitale del nostro meridione, ma anche di una importante iniziativa che si svolgerà nel prossimo luglio a Vienna, la Conferenza mondiale AIDS. Il movimento, si è scritto parecchie volte, deve trovare anche un nuovo volto che guardi oltre l’Italia, che sia in sinergia con le altre realtà europee ed estere. L’appoggio dell’Europa, sui temi a noi cari e assenti in patria, può essere importante e determinante.

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domenica 07 marzo 2010

Matrimonio gay in alto mare

pubblicato da mario cirrito in: Nozze e dintorni Camp Attack Famiglie Omofobia


Torniamo a parlare di matrimonio e di Manuel Incorvaia e Francesco Zanardi, i due ragazzi di Savona che dall’ottobre scorso conducono una battaglia, a volte solitaria, per il riconoscimento della loro unione. Da mesi Manuel e Francesco cercano di mantenere viva l’attenzione della pubblica opinione e dei mass media sulla loro inderogabile richiesta matrimoniale. Nonostante non abbiano avuto l’appoggio del movimento che cercavano, i due non si sono mai scoraggiati: hanno iniziato uno sciopero della fame; hanno cercato di spronare qualche politico nazionale e locale a stare dalla loro parte, in qualche modo, riuscendoci trasversalmente.

Forse stanchi di una battaglia per molti parolaia e per altri difficile e inattuabile, Manuel e Francesco hanno deciso di giocare una carta originale: si sposeranno a modo loro con una cerimonia civile simbolica. La data è stata fissata per mercoledì 10 marzo a villa Cambiaso, in quel di Savona, con tanto di ospiti e tutto il corollario per chi intende professare pubblico, amore eterno.

Resta la questione che quel matrimonio sarà nullo per la nostra legislazione; i due resteranno quel che erano prima della cerimonia: una coppia come tante, senza diritti. Così hanno ben pensato che la firma degli atti verrà ufficializzato in alto mare, probabilmente in acque internazionali dove lo stato italiano non ha alcuna competenza. Bella e originalissima pensata, certo, ma dopo? Chi riconoscerà quella unione battezzata nel mare di nessuno?

Foto | filippo.salamone

Per Renata Polverini alle coppie omosessuali non serve il matrimonio

pubblicato da mario cirrito in: Movimento Famiglie Omofobia

È probabile che alla candidata alla presidenza della Regione Lazio, Renata Polverini, poco interessi il voto delle coppie omosessuali. Del resto, la politica non da oggi sa quanta poca coesione vi sia nel movimento lgbt e quanto sia disgiunto il voto politico delle persone lgbt. Colpa nostra o loro, poco conta e interessa. Almeno, rispetto ai politici di centrosinistra, parlano chiaro sulle loro intenzioni, senza farci sognare propositi che non verranno mai attuati. Parlando con Klaus Davi, nel corso della trasmissione di approfondimento politico Klauscondicio, la candidata di centrodestra è stata parecchio esplicita sul tema della omogenitorialità: le coppie gay non necessitano di riconoscimento. Punto!

“Ho tanti amici gay e non penso che il matrimonio o l’adozione siano una loro priorità. Le persone che conosco io vogliono semplicemente poter vivere serenamente questa loro condizione”.

Che tipo di amici gay abbia la signora Polverini e cosa vogliono per vivere serenamente la loro condizione, credo interessi poco a me che scrivo, a voi che leggete e, a quanto pare, anche al movimento omosessuale. Tutti in politica, progressisti e no, vantano amicizie omosessuali, non sappiamo quanto palese e vissuta quella omosessualità dagli interessati e dai loro amici. Quel citare “ho tanti amici gay” sembra diventata una triste e stanca litania per poi dimenticare che quei tanti amici gay, lo dichiarino o meno, necessitano di diritti, per loro stessi, per la loro dignità e soprattutto per gli altri cittadini omosessuali che non hanno la fortuna di essere amici della Polverini e quindi, in un certo senso, dirsi privilegiati.

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sabato 06 marzo 2010

Nasce il Comitato Nazionale per il riconoscimento del diritto al matrimonio civile tra persone omosessuali

pubblicato da mario cirrito in: Movimento Nozze e dintorni Camp Attack Famiglie Mondo

Mancano alcune, poche settimane, al pronunciamento della Corte Costituzionale per il 23 marzo, giorno in cui sapremo se il nostro Stato intende far vivere in legalità le coppie omosessuali che si sono rivolte alla giustizia per vedersi riconoscere i propri diritti. La battaglia sul matrimonio omosessuale rappresenta un importante strumento per la crescita sociale e culturale del nostro Paese, e non solo l’ottenimento di un diritto negato ad una minoranza. Bisogna che entriamo in prima persona, con coraggio e determinazione, in questa civile battaglia che può anche non riguardare noi come soggetti, ma è per noi tutti un passo di grande civiltà e democrazia.

Per questo è nato, per la generosa volontà di Sergio Rovasio di Certi Diritti e di Ivan Scalfarotto, Vice Presidente dell’Assemblea Nazionale del Partito Democratico, il Comitato Nazionale per il riconoscimento del diritto al matrimonio civile tra persone dello stesso sesso. Per questo, ora, subito, serve l’appoggio di tutti, se davvero vogliamo cambiare qualcosa in questo paese che ci tratta da merce, da apolidi, da persone senza nome. Scrivono a buona ragione i due promotori:

“Questa è una occasione fondamentale per portare il dibattito sul diritto al matrimonio fuori le mura di Tribunali e Istituzioni. Tutto ciò è un compito importante e impegnativo. Ora è giunto il momento di fare il salto di qualità: dobbiamo unirci e attrezzarci per i prossimi mesi in vista dell’imminente pronunciamento della Corte Costituzionale, previsto per il 23 Marzo, affinché vengano colte nel modo migliore tutte le opportunità di parlare all’Italia e alla sua classe dirigente su questo tema. Per questo sono necessarie risorse umane ed economiche consistenti, che vanno molto al di là delle forze di ogni singola organizzazione”.

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Vietato discriminare gli omosessuali nella nostra Pubblica Amministrazione

pubblicato da mario cirrito in: Movimento Famiglie Omofobia

Vietato discriminare gli omosessuali nella nostra Pubblica AmministrazioneChissà se piacerà anche a Renato Brunetta, ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, questa nuova legge che, passati i canonici tempi per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale diventerà operativa e obbligatoria; ovvero che sarà vietato nella Pubblica Amministrazione ogni tipo di discriminazione verso le persone omosessuali. Molte le cose che ci dividono da lui ma credo che su certi argomenti l’intesa è possibile e fattiva.

Una cosa è certa, e riguarda sia il ministro, sia i dirigenti e tutte le persone preposte al funzionamento della mastodontica macchina della PA: l’orientamento sessuale non può essere elemento discriminante. È certo che non basterà una legge, perché a questa va coniugata una informazione e una sensibilizzazione che riguarderà tutti i soggetti impegnati, ma che esista questo spazio di tutela e garanzia per le persone omosessuali nell’ambito della Pubblica Amministrazione , è cosa buona e utile. Spiega Antonio Rotelli, avvocato della Rete Lenford:

Da quando entrerà in vigore con la pubblicazione in gazzetta ufficiale si potrà far conto anche sull’articolo 21 di questa nuova legge per difendere le persone omosessuali dalla discriminazione nei luoghi di lavoro pubblici. Secondo il nuovo testo di legge le pubbliche amministrazioni devono garantire: “parità e pari opportunità tra uomini e donne, nonché l’assenza di ogni forma di discriminazione, anche in base all’orientamento sessuale del lavoratore, nell’accesso al lavoro, nel trattamento e nelle condizioni di lavoro, nella formazione professionale, nelle promozioni e nella sicurezza sul lavoro”.

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martedì 02 marzo 2010

A Cipro una coppia gay vuole sposarsi e il governo pensa ad una legge

pubblicato da mario cirrito in: Nozze e dintorni Famiglie Mondo

A leggere le notizie che arrivano dall’estero, riguardo alle coppie omosessuali, si prova oramai un senso di imbarazzo e di mestizia. Sembra che l’Italia sia una nazione dove si guarda il mondo dei diritti con una certa allegria per i risultati che gli altri paesi civilizzati raggiungono, per poi finire in un substrato di rabbia e disperazione per le difficoltà che la comunità lgbt affronta quotidianamente senza soluzioni politiche. Scriviamo quasi ogni giorno di coppie di fatto, di desideri di matrimonialità delle coppie di fatto omosessuali, di legislatori che parlano di omosessualità e diritti senza una traduzione che dia legalità a queste coppie. Parliamo e scriviamo su questa questione senza vedere soluzioni adeguate all’orizzonte.

A Cipro, è bastato che una coppia omosessuale facesse richiesta al governo e al Parlamento, per poter vivere matrimonialmente la loro unione, che il Ministro degli Interni si è dichiarato disposto a prendere in seria considerazione quella richiesta e a investire il Parlamento della questione. Così, il mese prossimo, il governo cipriota ha deciso di affrontare l’argomento credendo giusto che due suoi cittadini non si sentano discriminati rispetto alle altre coppie.

Come altri paesi entrati nell’Unione Europea, anche Cipro è riuscita a darsi regole di libertà per tutti i suoi cittadini, omosessuali compresi. Per questo nel 1998, data del suo ingresso nella UE, il governo si è mosso per l’abrogazione del famigerato paragrafo 171 che puniva gli atti sessuali tra omosessuali, anche se ancora molto può e deve essere fatto per raggiungere gli standard degli altri Stati in termini di diritti civili. Da allora, Cipro è entrata nella galassia dei luoghi dove molti omosessuali vanno a trascorrere le loro vacanze, aiutando l’economia di quel paese. Attenzione, ovviamente, alla parte turca dell’isola. Lì tutto è rimasto come era, e l’omosessualità è illegale e malvista.

Foto | Gaspa

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