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Famiglie

Festa della mamma 2012 in salsa lesbo? Scoppia la bufera

pubblicato da Desperate Gay Guy in: Lesbo e altre catastrofi Famiglie

mamme lesbiche foto

I grandi magazzini JCPenney hanno commesso, secondo l’associazione One Million Moms, un errore imperdonabile. In un servizio dedicato alla festa della mamma, prevista per il prossimo 13 maggio, hanno voluto scattare foto di mamme con i propri figli. Ma il loro passo falso è stato quello di mettere una coppia lesbica di donne, come genitori. Non sia mai! Ci sono, infatti, Wendi con la madre Carolyn, la compagna Maggie con le figlie Raven e Clover. L’associazione che ha protestato contro il servizio non ha accettato queste immagini di famiglia con una precisa motivazione:

“Stanno prendendo posizione, dovrebbero essere neutrali”

Citofonare sign.ra Incoerenza.

Fonte | Huffington Post

Coming out: gay, lesbiche e bisex che hanno il sostengo dei genitori presentano una migliore salute psicologica

pubblicato da Robo in: Coming Out Famiglie

Coming out: gay, lesbiche e bisex che hanno il sostengo dei genitori presentano una migliore salute psicologica

Uno studio scientifico dimostra quello che è ragionevole pensare: fare coming out ha conseguenze positive per la salute mentale quando si può contare sull’appoggio familiare. Lo studio – portato avanti dall’Università di Boston negli USA – ha preso in esami dati provenienti da 5.658 persone apertamente lesbiche, gay o bisex del Massachusetts di età compresa tra i diciotto e i sessantaquattro anni. Si è visto come coloro che hanno ricevuto l’appoggio da parte dei genitori al momento di fare coming out – parliamo di circa di due/terzi – presentano un maggior benessere mentale, come anche un minore uso di droghe, rispetto a quanti non hanno potuto contare sul sostegno della famiglia. La dottoressa Emily Rothman, tra le autrici dello studio, spiega:

Considerato l’alto tasso di suicidio e autolesionismo tra i giovani gay, così come l’alto costo per la cura dei problemi mentali e dei problemi relazioni all’abuso di droghe, è fondamentale che si comprenda l’importanza di promuovere una migliore salute dei ragazzi gay. Il modo in cui i genitori trattano i propri figli quando fanno coming out fa parte della sanità pubblica e fino a ora ha ricevuto ben poca attenzione.

È da sottolineare che in ogni caso esiste un beneficio nel fare coming out dinanzi ai genitori rispetto a quanti decidono di non dire nulla in famiglia sul proprio orientamento sessuale; si è notato che tale beneficio è maggiore nel caso di lesbiche e donne bisessuali, mentre non è così significativo per i gay e per gli uomini bisessuali. Secondo la dottoressa Rothman:

È possibile che lo stress di non rivelare il proprio orientamento sessuale ai genitori sia differente per gli uomini e per le donne. Potrebbe essere che gay e uomini bisessuali siano più capaci di vivere la propria vita sessuale lontano dai propri genitori con minore stress.

Foto | Flickr

Le mamme lesbiche di Nicolas Sarkozy

pubblicato da Robo in: Camp Attack Lesbo e altre catastrofi Famiglie

Le mamme lesbiche di Nicolas Sarkozy

Anche Nicolas avrebbe potuto avere due mamme lesbiche. E sarebbe stato felice lo stesso.

Così afferma la ONG SOS Homophobie in una campagna lanciata in Francia e che, utilizzando il volto dei principali candidati alle presidenziali, chiede il riconoscimento delle famiglie omoparentali. Nicolas Sarkozy non è l’unico protagonista (involontario) della campagna: con lui troviamo il socialista François Hollande, la destra Marine Le Pen, l’ecologista Eva Joly, l’esponente di sinistra Jean-Luc Mélenchon e il centrista François Bayrou.

Alla ONG SOS Homophobie poco importa del risultato delle prossime elezioni dal momento che, indipendentemente da chi vincerà, continueranno a lottare per sensibilizzare le persone sulla discriminazione di cui è vittima il collettivo lgbt. Con questa campagna, infatti, vogliono ricordare a tutti che

l’orientamento sessuale non è un fattore che condiziona la capacità di cresce, educare e offrire un ambiente sano per lo sviluppo di un minore.

Le mamme lesbiche di François BayrouLe mamme lesbiche di François HollandeI padri gay di Eva JolyI padri gay di Marine Le PenI padri gay di Jean-Luc MélenchonLe mamme lesbiche di Nicolas Sarkozy

Foto | SOS Homophobie

Lesbiche, gay, bisex, trans, queer: amarsi per superare la disinformazione

pubblicato da Robo in: Citizen Gay Famiglie

Lesbiche, gay, bisex, trans, queer: amarsi per superare la disinformazioneNoi gay, lesbiche, bisessuali, transgender e queer, nonostante i vari passi verso l’uguaglianza, viviamo in una cultura eterosessuale che spesso è intrisa di pregiudizi nei nostri confronti. Una cultura che ci ricorda a piè sospinto che essere eterosessuale è meglio: dalle canzoni d’amore che ascoltiamo in radio, alle immagini della famiglia che vediamo in fiction e spot, alle storie di cronaca di cui ci informano i mess media.

Anche se non siamo più invisibili (come qualcuno vorrebbe che fossimo) dobbiamo continuare a lavorare per trovare informazioni e modelli che possano essere di supporto per la loro relazione di amore. Molte coppie lgbtq si amano apertamente nonostante il rifiuto delle proprie famiglie d’origine e contesti socio-culturali non proprio idilliaci; altre, invece, non possono dire pubblicamente il loro amore per paura di perdere il lavoro o di rovinarsi la carriera. Questa situazione porta alla nascita e al consolidamento di falsi stereotipi sulle relazioni gay e lesbiche all’interno della nostra società. Per esempio:

  • le relazioni gay e lesbiche sono artefatte e non “vere” relazioni
  • gay e lesbiche hanno relazioni psicologicamente immature
  • le relazioni gay e lesbiche sono meno impegnative di quelle eterosessuali
  • le relazioni gay e lesbiche sono a breve termine e raramente durano a lungo
  • le relazioni gay e lesbiche sono un ambiente malsano per far crescere i figli.

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La UE ribadisce la libera circolazione delle persone al suo interno, anche per le coppie dello stesso sesso

pubblicato da Robo in: Camp Attack Famiglie Mondo

La UE ribadisce la libera circolazione delle persone al suo interno, anche per le coppie dello stesso sesso

Nei giorni scorsi il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione sul libero esercizio dei diritti dei cittadini europei all’interno dell’Unione stessa. La risoluzione non potrebbe essere più chiara per quel che riguarda le coppie dello stesso sesso: gli stati membri dell’Unione, infatti, devono assicurare la libertà di movimento per tutti i cittadini e le loro famiglie senza discriminarli per ragioni di orientamento sessuale o identità di genere. Leggiamo nel testo:

[Il Parlamento Europeo] ribadisce le sue precedenti richieste agli Stati membri di garantire la libera circolazione per tutti i cittadini dell’UE e le loro famiglie, senza discriminazioni sulla base dell’orientamento sessuale o della nazionalità; ribadisce la sua richiesta agli Stati membri di dare piena attuazione ai diritti sanciti dall’articolo 2 e dall’articolo 3 della direttiva 2004/38/CE1 e di riconoscere tali diritti non soltanto ai coniugi di sesso diverso, ma anche ai partner legati da un’unione registrata, ai membri del nucleo familiare e ai partner con cui un cittadino dell’UE abbia una relazione stabile e debitamente attestata, ivi compresi i membri di coppie dello stesso sesso, in accordo con i principi di reciproco riconoscimento, uguaglianza, non discriminazione, dignità e rispetto della vita privata e familiare; invita la Commissione, in tale contesto, a garantire che la direttiva sia applicata rigorosamente.

Il Parlamento Europeo, quindi, ricorda esplicitamente agli stati membri che i diritti riconosciuti dalla direttiva europea sulla libera circolazione delle persone non riguardano solo le coppie eterosessuali sposate ma anche le coppie di fatto, le unioni civili e le coppie dello stesso sesso unite in matrimonio. Il riferimento esplicito alle coppie dello stesso sesso è stata introdotta grazie al voto di una maggioranza di europarlamentari.

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Colombia: coppie gay possono ereditare come le coppie etero sposate

pubblicato da Robo in: Nozze e dintorni Famiglie Mondo

Colombia: coppie gay possono ereditare come le coppie etero sposate

Nuova sentenza della Corte Costituzionale della Colombia a favore delle coppie dello stesso sesso, che potranno ereditare la totalità dei beni e non solo quelli acquisiti nel corso della convivenza.

La Corte Costituzionale, infatti, ha stabilito che la parola “coniuge” è applicabile anche alle unioni di fatto tra persone dello stesso sesso, il che comporta che si estendano a queste tipoologie di coppie i diritti di successione riservati fino a ora al matrimonio eterosessuale. La sentenza modificherà alcuni articoli del Codice Civile che prevedevano che le coppie dello stesso sesso potevano ereditare soltanto quei beni acquisiti durante la convivenza.

La Corte Costituzionale della Colombia ha diverse sentenze favorevoli ai diritti delle persone lgbt e da un anno si aspetta che si pronunci anche sull’adozione da parte delle coppie gay.

Foto | Flickr

Slovenia: il referendum boccia le famiglie gay

pubblicato da aelred in: Citizen Gay Famiglie Mondo


Niente pari diritti e doveri per le coppie gay e per quelle etero; niente possibilità di adottare i figli del partner. La Slovenia dice no al nuovo diritto di famiglia approvato dal precedente Parlamento a maggioranza di sinistra: nel referendum di ieri hanno prevalso i No, sebbene di stretta misura: 55,22% di contrari e 44,78% di favorevoli.

Si è presentato alle urne solo il 29,6 per cento degli 1,7 milioni di aventi diritto al voto, ma in Slovenia non è necessario raggiungere un quorum, per cui il risultato del referendum è valido. Possono brindare dunque gli avversari dei diritti civili, a partire dall’arcivescovo di Ljubljana, monsignor Anton Stres, che si era speso per il no alla legge, insieme a tutti i preti cattolici che hanno fatto campagna elettorale dal pulpito durante le omelie.

È sempre singolare, ma non sorprende, che schierati di fianco a Stres ci fossero anche i leader della locale chiesa ortodossa e i rappresentanti della comunità musulmana. Ma l’appuntamento con il futuro è solo rimandato. Certo, una volta di più una maggioranza si è espressa sui diritti di una minoranza: questa non è proprio democrazia.

In Slovenia un referendum sulla famiglia gay

pubblicato da aelred in: Citizen Gay Famiglie Mondo


In Slovenia gli elettori sono chiamati oggi alle urne per un referendum sul nuovo diritto di famiglia, che riconosce diritti e dà valore alle unioni formate da persone dello stesso sesso. Il nuovo diritto di famiglia, infatti, stabilisce per i partner gay “lo stesso status legale” riconosciuto alle coppie eterosessuali sposate, anche in tema di eredità. Ma non basta: si riconosce anche il diritto di adottare il figlio naturale del partner.

Ovviamente i conservatori e la chiesa cattolica si sono opposti alla riforma, che è stata già approvata dal Parlamento, e hanno raccolto le firme per un referendum abrogativo, che si svolge proprio oggi. In base al nuovo codice una famiglia è

un gruppo che comprende almeno un bambino con uno o due genitori o altri adulti che forniscono il loro aiuto

una definizione che ha fatto saltare sulla sedia i vescovi cattolici, fieramente contrari e pronti a una battaglia culturale, come ha detto l’arcivescovo di Ljubljana, monsignor Anton Stres.

Il cardinal Carlo Maria Martini e le coppie gay

pubblicato da Robo in: Nozze e dintorni Vaticanerie Famiglie Religioni

Il cardinal Carlo Maria Martini e le coppie gay

Parla come uomo di chiesa e come persona ultraottantenne il cardinal Carlo Maria Martini a proposito delle coppie gay. Eppure ne parla con quella serenità e quell’apertura che sempre l’hanno caratterizzato e non si preoccupa di dire cose scomode, come, per esempio, prendersela con chi nella chiesa cattolica vede le unioni civili come il peggior male possibile. Per avere un assaggio del punto di vista del porporato L’Espresso in edicola riporta alcuni stralci del libro Credere e conoscere, in uscita per Einaudi. Si tratta di un dialogo tra il cardinal Martini e il senatore Ignazio Marino, dialogo che era iniziato nel 2006 proprio sulle pagine dell’Espresso.

Dicevamo che parla come uomo di chiesa e altrimenti non potrebbe essere. Dice Martini:

Personalmente ritengo che Dio ci ha creato uomo e donna e che perciò la dottrina morale tradizionale conserva delle buone ragioni su questo punto. Naturalmente sono pronto ad ammettere che in alcuni casi la buona fede, le esperienze vissute, le abitudini contratte, l’inconscio e probabilmente anche una certa inclinazione nativa possono spingere a scegliere per sé un tipo di vita con un partner dello stesso sesso. Nel mondo attuale tale comportamento non può venire perciò né demonizzato né ostracizzato. Sono pronto anche ad ammettere il valore di un’amicizia duratura fedele tra due persone dello stesso sesso […] Se viene intesa anche come donazione sessuale, non può allora, mi sembra, venire eretta a modello di vita come può esserlo una famiglia riuscita.

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Il Cile è stato condannato per aver discriminato una madre lesbica

pubblicato da Robo in: Camp Attack Lesbo e altre catastrofi Famiglie

Il Cile è stato condannato per aver discriminato una madre lesbica

La Corte Interamericana dei Diritti dell’Uomo ha condannato il Cile dopo aver appurato che la giustizia locale, nel 2004, aveva discriminato la giudice Karen Atala (in foto) togliendole le tre figlie perché la giudice è gay e viveva con la compagna. Secondo la sentenza “lo Stato è responsabile della violazione del diritti all’uguaglianza e alla non discriminazione”. Jorge Contesse, già direttore del Centro Diritti umani dell’Università Diego Portales e avvocato di Karen Atala, commenta soddisfatto la sentenza:

Si tratta di una decisione storica perché per la prima volta nel Cile, un organismo internazionale stabilisce che la giustizia non può discriminare né per orientamento sessuale né per identità di genere al momento di stabilire sulla custodia dei minori.

Tutto è iniziato nel 2003 quando Jaime López, padre delle bambine, si rivolse ai tribunali cileni per avere la custodia delle tre minori (che allora avevano 5, 7 e 9 anni). La richiesta si basava sul fatto che la madre fosse lesbica e il fatt che conviveva con la compagna avrebbe potuto arrecare danno alle piccole. L’anno seguente la Corte Suprema del Cile stabilì che il padre avrebbe avuto la custodia esclusiva delle figlie. Per giustificare la decisione, la Corte affermo che le piccole erano esposte a una possibile confusione dei ruoli sessuali se fossero vissute nella stessa casa in cui la loro madre viveva con un’altra donna.

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