Homophobia è un cortometraggio ambientato nell’esercito austriaco ed è visibile gratuitamente in occasione della Giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia.
Il film narra di Michael un giovane soldato e delle sue lotte per sopprimere la propria attrazione verso un suo commilitone e gestire, così, lo stigma associato all’omosessualità. Ma alla fine durante l’ultima notte di vedetta al confine tra l’Austria e l’Ungheria, armati di pistole per evitare attraversamenti clandestini, i sentimenti di Michael si palesano.
Spiega Gregor Schmidinger, il regista:
Le leggi possono evitare che le persone commettano crimini, ma non possono cambiare la mentalità delle persone. L’arte, invece, può toccare la gente da un punto di vista emotivo ed avere quindi un forte impatto. Spesso le persone collegano l’omofobia all’odio, ma in realtà siamo più vicini alla paura: la paura dell’ignoto che spesso è la paura di quanto è sconosciuto a noi stessi. Con “Homophobia” ho voluto rappresentare questo conflitto e offrire alle persone nuove prospettive.
Via | Pinknews

L’8 maggio 1999 moriva uno dei nomi più amati del cinema inglese: Dirk Bogarde. Un attore per certi versi controverso che nonostante avesse interpretato diversi omosessuali sul grande schermo, primo fra tutti il giovane avvocato Melville Farr nel memorabile e coraggioso Victim (1961), preferì sempre tacere sulla propria sessualità. La sua lunga relazione con il proprio manager, Anthony Forwood non venne mai negata dall’attore, ma in qualche modo Bogarde arrivò, diciamo così, a mistificarla. A darle altri colori.
Solo nel 2004 il fratello di Bogarde sciolse tutti i dubbi, rivelando in una lunga intervista che la relazione tra i due fu molto di più di una semplice amicizia platonica. Sicuramente non erano anni facili e le pressioni dello star system, l’ammirazione di milioni di donne che vedevano in lui l’uomo dei propri sogni, convinsero l’attore a mantenere un basso profilo sulla propria vita privata, ma oggi, andando al di là di ogni polemica o punto di vista, vogliamo ricordare questo grande attore che, dagli esordi nell’ormai lontano 1939 fino alla morte avvenuta nel 1999 ci ha regalato una lunga, ininterrotta serie di interpretazioni davvero indimenticabili.

Il bono del lunedì oggi ve lo scegliere voi e vi verrà spedito a casa regolarmente imballato (metaforicamente, eh).
Abbiamo deciso di unire i protagonisti del film campione di incassi Avengers per farvi eleggere il più sexy. Loro sono Chris Evans, Robert Downey Jr, Jeremy Renner, Mark Ruffalo e Chris Hemsworth. Li vedete in ordine, nella foto in apertura post: qual è il vostro preferito?
Potete passare una settimana intera con lui… chi vorreste?
Tarda mattinata del 14 aprile, qualcuno dalla porta del Parlamento annuncia l’approvazione della 164, la Legge che permette di cambiare sesso, il primo grande riconoscimento, dopo secoli di negazione, che apriva la strada dei diritti. Era il 1982. Diverse persone trans presenti nella piazza antistante vanno in visibilio. Sorrisi, lacrime, urla… champagne! Si festeggia una grande vittoria. È un fotogramma della favolosa storia trans, scelto da Divergenti 2012 per festeggiare trent’anni di storia per immagini, colori, emozioni, attraverso un cinema che restituisce spessore e umanità.
Così Porpora Marcasciano (direttrice) e Luki Massa (direttrica artistica) introducono il festival Divergenti che da oggi fino al 6 maggio si terrà presso il cinema Lumière di Bologna. È il quinto anno di questo festival internazionale di cinema che è dedicato ai temi del transessualismo e del transgenderismo ed organizzato dal M.I.T. - Movimento Identità Transessuale. Il festival di quest’anno è dedicato a Marcella Di Folco, storica presidente del MIT e personaggio di spicco del movimento trans.
Divergenti ha aperto i battenti, in verità, ieri sera, con lo spettacolo Le Coccinelle, messo in scena da uno storico gruppo di femminielli napolitani che ha affrontato il tema dell’amore, dei tradimenti, delle liti familiari e degli abbandoni, ma anche della discriminazione, della prostituzione e della solitudine.
In cartellone ben quattordici proiezioni tra documentari, fiction, cortometraggi e videoclip, come anche diversi appuntamenti sia culturali (ad esempio, la mostra delle tavole di In un corpo differente, graphic novel di Fabio Sera dedicata a Romanina, una delle prime trans italiane) che ricreativi (Official Party del festival, sabato 5 maggio dalle ore 23.30 ad Atlantide, Porta S. Stefano).
Non so voi ma io mi sono molto divertito a vedere al cinema “Mine Vaganti“. Per qualcuno magari la pellicola ha peccato di qualche luogo comune, io personalmente l’ho trovato delizioso nel raccontare la storia di un gruppo di ragazzy gay improvvisamente ospiti di una famiglia elegante e perbenista italiana.
Si toccano diversi argomenti, dal coming out, dal coraggio di uscire allo scoperto, dell’accettazione non sempre scontata dei genitori verso i propri e delle malelingue. In apertura post potete rivedere il trailer e dopo il salto qualche scena che ho particolarmente amato.
Voi avete già visto questo film? Vi è piaciuto?
Continua a leggere: Mine vaganti, il film di Ferzan Ozpetek questa sera su Rai Uno

Lo scorso fine settimana si è celebrato a Mosca un festival di cinema lgbt sul tema Fianco a fianco. Un amore diverso, stessi diritti. Un festival che, all’indubbio valore culturale, unisce una buona dose di coraggio per il fatto di svolgersi in un contesto altamente omofobico. In origine il festival Fianco a fianco si celebrava a San Pietroburgo, ma a causa della recente legge contro la “propaganda omosessuale” si è preferito spostarlo a Mosca. Anche se, secondo gli organizzatori, il festival di San Pietroburgo si terrà lo stesso nel prossimo mese di ottobre e durerà ben dieci giorni (mentre a Mosca è durato solo quattro giorni).
Non sono mancate proteste da parte di gruppi conservatori: diversi estremisti ultraortodossi, vestiti di nero e portando delle croci (foto in apertura), hanno cercato di impedire la celebrazione del festival senza, però, riuscire nei loro intenti.
Via + foto | Têtu

Martedì 24 aprile Luciana Littizzetto riceverà il premio “Dorian Gray” al Torino Glbt Film Festival. La manifestazione si concluderà il 25 aprile e la conduttrice e scrittrice è stata insignita del premio con questa motivazione:
Il premio “Dorian Gray” 2012 a Luciana Littizzetto perché come attrice ha saputo con la sua ironia ribaltare i luoghi comuni sull’amore, sostenendo con impegno costante la causa dei diritti delle persone GLBT.
La cerimonia si terrà domani alle ore 20.00 alla Multisala Massimo (sala 1) di Torino.
Fonte Foto | TM News

Malgrado un Golden globe vinto come giovane promessa nel 1954, un fisico da atleta e un attivo di oltre cinquanta film, incluso il blockbuster Robot Monster, George Nader non riuscì a diventare un vero idolo delle platee, a contrastare l’ascesa sempre più rumorosa di attori come Rock Hudson, Tony Curtis o Jeff Chandler, nomi importanti su cui i grandi Studios investivano tempo e denaro. Tuttavia la sua fu una carriera di successo che lo portò a recitare, nel ruolo di protagonista, accanto a star del calibro di Esther Williams o Maureen O’Hara. Un amore per la recitazione che veniva del resto da lontano e aveva plasmato anche la sua vita privata. Durante un corso di recitazione presso la Pasadena Playhouse l’attore aveva infatti conosciuto Mark Miller, destinato a diventare il suo compagno per oltre cinquant’anni.
Insieme seppero affrontare tutti gli alti e bassi dell’esistenza e negli anni sessanta, quando la carriera di Nader iniziò inevitabilmente a languire, i due decisero di lasciare l’America e tentare la grande avventura del cinema europeo. Una scelta quanto mai azzeccata, visto che in Germania l’attore americano inanellò tutta una serie di grandi successi, conquistando un’enorme popolarità tra i tedeschi. Negli anni settanta, Nader e Miller tornarono però a vivere in patria. L’attore ricominciò a lavorare per la televisione americana ed a scrivere romanzi omoerotici, aiutato in questo anche da Miller che nel frattempo era stato assunto, in qualità di segretario, da Rock Hudson, vecchio amico della coppia ( i due tra l’altro saranno gli unici beneficiari del suo testamento). Un’unione forte la loro che solo la morte di George Nader, avvenuta nel 2001 ad ottant’anni, riuscì a spezzare.
Deliziosa la sigla della ventisettesima edizione del Torino GLBT Film Festival che inizia oggi e andrà avanti fino al 25 aprile prossimo. In una città in cui le persone lgbt possono vivere apertamente e senza problemi, dove maschi duri e puri si amano e l’omogenitorialità è la norma, c’è qualcosa che proprio non si può accettare. Di cosa si tratta? Guardate il video sino alla fine e lo scorprirete!

Di recente ho avuto il raro piacere di rivedere una vecchia pellicola con Michael Redgrave, uno dei più grandi attore inglesi del Novecento; un artista il cui talento ebbe modo di spaziare dal teatro al cinema, riscuotendo sempre ed ovunque successi clamorosi, critiche entusiastiche. Le sue interpretazioni sul palcoscenico sono entrate a far parte della storia del teatro in lingua inglese al pari di quelle di mostri sacri come Lawrence Olivier o John Gielgud. Due uomini con cui il grande attore condivideva anche un altro importante tratto della propria personalità: la bisessualità. Una bisessualità che Michael Redgrave confessò al figlio mentre si accingeva a scrivere, ormai anziano, la propria autobiografia. Del resto anche Rachel Kempson, moglie dell’attore, confermò come prima di sposarla, Redgrave le avesse confidato in tutta onestà la complessità della propria natura. Una bisessualità che la giovane donna accettò di slancio. Senza incertezze.
Nel 1948 mentre era impegnato sul set di Secret beyond the door di Lang, Michael Redgrave si innamorò perdutamente di Bob Mitchell. Una relazione lunga ed intensa che portò lo stesso Mitchell ad acquistare una casa vicino a quella dei Redgrave a Londra. Si formò così una sorta di famiglia allargata ante litteram, con i bambini del grande attore, inclusa la celebre Vanessa, entusiasti di questo nuovo ed inatteso “zio”. Solo dopo la morte di Michael Redgrave, avvenuta nel marzo del 1985, tra i suoi effetti personali venne ritrovata anche una vecchia cartolina firmata “Tommy, Liverpool 1940 “. Sulla carta ingiallita si citava un toccante verso di Auden con cui vorremmo oggi concludere il post: “Il mondo è amore. Sicuramente un bacio dato senza paura curerebbe un milione di febbri”.