mercoledì 17 marzo 2010

Karl Lagerfeld, contrario ai matrimoni e alle adozioni gay, non sa cosa sia l'omofobia

pubblicato da Desperate Gay Guy in: Nozze e dintorni Camp Attack Popular Famiglie Omofobia Fashion World Mondo

Karl Lagerfeld, contrario ai matrimoni e alle adozioni gay, non sa cosa sia l'omofobia

Karl Lagerfeld, il noto stilista alla guida di Chanel, ha rilasciato dichiarazioni alla rivistaVice a dir poco sconcertanti. Per prima cosa, parla dei matrimoni tra persone dello stesso sesso:

“Sono contrario, per una ragione molto semplice: negli anni Sessanta tutti dicevano che avevamo il diritto di essere diversi. Oggi, tutto ad un tratto, vogliono una vita borghese”

Pensate che sia disarmante e banale un discorso del genere? Leggete quello che pensa in merito alle adozioni per le coppie gay e all’omofobia:

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"Non si può dare del gay a un altro". Le reazioni del mondo lgbtq alla sentenza della Cassazione.

pubblicato da mario cirrito in: Movimento Camp Attack


Il coro del mondo lgbt italiano è unanime (o quasi): la sentenza della Corte di Cassazione emessa ieri è un passo importante e una vittoria non solo per colui che si era rivolto ai tribunali, ma per tutto il movimento e per le sue battaglie. Probabilmente pesa molto l’attesa del 23 marzo, quando un’altra sentenza, importantissima, dovrà essere emessa sui ricorsi di alcune coppie omosessuali che si son viste negare il diritto a celebrare pubblicamente la loro unione. L’attesa per questa nuova sentenza è molta, fuori e dentro la comunità lgbt italiana, perché da lì, dicono in tanti, può partire una nuova primavera dei diritti o l’arresto e la disillusione che in Italia non c’è spazio per le coppie di fatto omosessuali. E si dovranno trovare nuove strategie politiche e giuridiche.

Intanto quel che è accaduto ieri ha svegliato, in qualche modo, i mass media che, in casi come questi, ci si fiondano come api al miele. Il Corriere della Sera, ad esempio, ha intervistato un uomo di alta dignità come Rosario Crocetta, ex sindaco di Gela e ora eurodeputato del Pd. Crocetta è sempre stato un uomo che ha difeso e protetto la sua omosessualità, così come ha difeso e protetto la sua politica dagli sgherrami della mafia che lo voleva e lo vuole eliminato dalla terra. Del perché, hanno fatto bene i giudici, si dice assolutamente d’accordo:

“Assolutamente. Ma non solo per una generica difesa degli omosessuali come categoria a diverso orientamento sessuale. Per una questione di rispetto dell’individuo. Io posso essere gay e dirlo a tutti, come ho fatto io, ma posso esserlo e non volerlo dire a nessuno, condurre una vita dignitosa senza sbandierarlo ai quattro venti […] Anche se viene scritto in una lettera privata e si fa riferimento a episodi del passato di una persona si manca di rispetto. È la mia vita privata, siamo nella sfera della privacy. Qui è chiara la volontà dispregiativa. Perché devo essere definito gay se non voglio?”.

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martedì 16 marzo 2010

È morto Robert Carter, gesuita, storico attivista gay

pubblicato da Robo in: Camp Attack Citizen Gay Vaticanerie

� morto Robert Carter, gesuita, storico attivista gay

Robert Carter, uno dei primi sacerdoti cattolici a dichiararsi apertamente gay, è morto a New York all’età di 82 anni. Carter fece il suo coming out nei primi anni Settanta e ha sempre svolto un importante ruolo nell’attivismo lgbt.

Docente di teologia e stimato gesuita, Carter è stato uno dei fondatori dell’organizzazione National Gay and Lesbian Task Force. Erano anni di apertura all’interno della chiesa cattolica, soprattutto tra i gesuiti e, nonostante le tensioni che si ebbero a seguito del suo coming out, Carter è stato sempre un membro attivo nella sua famiglia religiosa. Ha anche contribuito a fondare il gruppo newyorchese di DignityUSA, gruppo lgbt cattolico.

Robert Carter ed altri sacerdoti del gruppo DignityUSA partecipavano apertamente e in modo riconoscibile ai gay pride, come testimonia la foto in apertura di post in cui vediamo Carter (a destra), con i sacerdoti Dan McCarthy, Bernard Lynch e John McNeill ad un gay pride dei primi anni Ottanta. Sempre negli anni Ottanta Carter collaborò attivamente con gruppi di aiuto per malati di AIDS.

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lunedì 15 marzo 2010

Spagna 1901: Elisa e Marcela, lesbiche, si sposano in chiesa

pubblicato da Robo in: Camp Attack Lesbo e altre catastrofi Mondo Libri

Spagna 1901: Elisa e Marcela, lesbiche, si sposano in chiesaElisa e Marcela si sono conosciute a Corogna – cittadina della Galizia – sul finire del 1800 e da amiche divennero amanti. Una storia come tante, probabilmente. Ma Elisa e Marcela, entrambe maestre, non volevano vivere in segreto la loro storia d’amore e tramarono di prendersi gioco dei pregiudizi morali e religiosi di quegli anni della restaurazione spagnola: Elisa si sarebbe finta uomo. L’inganno ebbe successo e, nel 1901, il parroco della chiesa di San Jorge le unì in matrimonio. Religioso. Due lesbiche. Scoperte, però, furono costrette a fuggire. Si rifugiarono in Portogallo dove vennero accolte senza alcun problema dalle persone. Il giudice, inoltre, le lasciò libere ed esse vissero ad Oporto. Ebbero anche una figlia e ai giornalisti che le prendevano in giro, Elisa rispose:

“È una cosa dell’altro mondo che nasca un bambino o una bambina? Non c’è niente di più naturale: una donna fa un figlio! Non siamo due criminali”

Questa storia di più di cento anni fa è stata raccolta in un libro edito in Spagna (prima in gallego e ora in catalano) dal titolo Marcela y Elisa. Chissà se qualche editore italiano lo pubblicherà in italiano? Nel frattempo, guardiamo la foto di Elisa e Marcela nel giorno del loro matrimonio e lasciamoci pervadere dalla tenerezza.

Foto | El País

Apre in Brasile una scuola per artisti gay, contro l'intolleranza omofoba

pubblicato da mario cirrito in: Movimento Camp Attack Arte e cultura Cronaca Mondo

La cosa più sorprendente della vicenda è che sul loro sito campeggia il logo ufficiale del governo di São Paulo e del Dipartimento federale della cultura. Da alcuni giorni, a Campinas, una città di un milione di abitanti, a nord di São Paulo do Brasil, è sorta una scuola unica nel suo genere, che accoglie studenti lgbt e gayfriendly. Si chiama Escola Jovem e ha l’obiettivo di valorizzare e diffondere la cultura lgbt, attraverso dei corsi specifici che riguardano la creatività, la creazione di riviste, danza, musica, teatro, televisione; come essere dei perfetti performances di spettacoli da drag queen; sul modo di essere e agire da gay, lesbiche, transessuali, travestiti. Un aiuto concreto verrà pensato per le tante persone lgbt che vengono cacciate di casa a causa della loro condizione, per non lasciar loro l’alternativa della prostituzione. Il progetto è piaciuto così tanto alle istituzioni da averlo appoggiato con delle borse di studio e altri finanziamenti. Dice Deco Ribeiro, direttore della Scuola LGBT Youth:

“La scuola è un punto centrale di cultura. Il fatto che i corsi sono aperti a tutti e non solo i giovani gay è parte della nostra strategia di lotta contro l’omofobia. Insegniamo la nostra arte a chi non ci conosce. Se l’apprezzamento della cultura nera è la strategia del movimento nero, così come succede per vari popoli, perché non valorizzare la cultura LGBT?”

Alla Jovem i ragazzi imparano a usare la cinepresa e la telecamera, a come indossare parrucca e trucchi per un perfetto spettacolo di drag queen, come diventare ballerini e artisti, ma soprattutto si insegna ad essere se stessi, senza paure, senza i pericoli della strada e dell’ignoranza. Ai ragazzi che pensano che essere gay, lesbica o transessuale sia sbagliato, la scuola metterà a disposizione cultura e strumenti per renderli sereni nell’accettare la loro condizione.

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L'Australia fa la storia e riconosce legalmente il genere “non specificato”

pubblicato da Robo in: Camp Attack Attraversamenti di genere Mondo

L'Australia fa la storia e riconosce legalmente il genere â��non specificatoâ��La battaglia di Norrie (in foto) è stata lunga e dura, ma alla fine ha vinto: sui suoi documenti ci sarà scritto “sesso non specificato”. Il governo del New South Wales emetterà, quindi, un certificato che sostituirà il tradizionale atto di nascita in cui c’è scritto che chi è nato è maschio o femmina.

Norrie, appartenente alla Sex and Gender Education Australia, al momento della nascita è stato registrato come uomo e, a seguito di tutto il cammino di transizione, è stata riconosciuta legalmente come donna. Ma Norrie non si sentiva soddisfatta che dovesse essere identificata come “donna” o come “uomo”. Aiutata da medici che hanno diagnosticato l’impossibilità di determinare il suo sesso, Norrie ha assunto un’identità androgina e si è battuta perché le fosse riconosciuta.

Il “sesso non specifico” è importante non solo per chi si sente androgino, ma anche per tutte quelle persone intersessuali che al momento della nascita vengono forzatamente registrate come maschietti o come femminucce, spesso a scapito della loro vera identità.

Immagino che molte testoline dl nostro emisfero si surriscalderanno nel disquisire su tale decisione, aggrappate come sono alla logica del “o si è bianchi o si è neri, o maschi o femmine”.

sabato 13 marzo 2010

Elezioni regionali. In Lombardia Penati non vuole la drag queen

pubblicato da mario cirrito in: Movimento Camp Attack Aids/Mts Omofobia

E’ bastato che un candidato alle elezioni regionali lombarde, in corsa con Sinistra Ecologia e Libertà, si presentasse anche col suo nome da artista drag queen, per fare scoppiare la polemica. Prima il candidato presidente uscente Roberto Formigoni, e fin qui nulla da eccepire: si sa che certe cose non stanno nelle corde; poi gli si è accodato il presidente candidato del Pd, Filippo Luigi Penati. Una polemica tutta elettorale, dove il centrodestra ci si è fiondato a man bassa dopo un articolo su quel candidato apparso sul Corriere della Sera, tanto da far scendere in campo il capogruppo di Sel, Mario Agostinelli:

“In queste ore il centro destra sta dando prova del più severo ‘bigottismo’- dice Agostinelli - per nascondere le indecenze di casa propria. Formigoni fa come dice il vecchio detto della polvere e del tappeto: pulisce dove passa il prete. Coprono i loro errori alimentando un clima torbido intorno alle elezioni. Sono orgoglioso di rappresentare la lista di Sinistra ecologia e libertà in cui c’è una candidatura come Rovyna in una Regione in cui vengono discriminati gay e lesbiche anche nella pubblica amministrazione, in cui vengono scoperti laboratori in cui viene praticato l’aborto clandestino, in cui ad essere discriminate sono le donne che affrontano il dramma dell’interruzione di gravidanza nelle strutture sanitarie lombarde. Dove sta la solidarietà e il rispetto dell’essere umano in questa Lombardia?”.

Il candidato finito sulle forche caudine è Stefano Villani, detto Rovyna, di professione drag queen. Come sanno tantissimi di noi, le drag queen sono persone di spettacolo mica di strada; si esibiscono per lo più nelle discoteche dove fanno animazione o spettacoli. La maggior parte di loro è gay e da qui, probabilmente, l’alzata di scudi del responsabile del Sel. Che uno di questi artisti scenda in campo in politica, mettendoci il suo nome d’artista, non dovrebbe creare alcuno scandalo, la cosa che dovrebbe importare è quel che promette e farà se eletto. E invece a dar di contro ci è finito anche il candidato presidente Penati che lo ha tra i suoi sostenitori.

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In Slovenia va avanti la legge sul matrimonio gay

pubblicato da Robo in: Nozze e dintorni Camp Attack Mondo

In Slovenia va avanti la legge sul matrimonio gayBuone nuove dalla Slovenia: in prima lettura il Parlamento sloveno ha approvato la riforma della legislazione della famiglia che renderebbe possibile sia i matrimoni tra persone dello stesso sesso sia l’adozione di minori da parte di omosessuali. Il progetto è stato approvato con 46 voti a favore e 38 contrari.

Qualora l’iter parlamentare andasse a buon fine e la legge fosse approvata, la Slovenia diverrebbe il settimo stato europeo a permettere il matrimonio tra persone dello stesso sesso, dopo Olanda, Belgio, Spagna, Norvegia, Svezia e Portogallo (qui la legge, recentemente approvata, entrerà in vigore nelle prossime settimane).

Anche il Lussemburgo e l’Islanda hanno annunciato di voler legiferare in quest’ottica. E l’Italia? Speriamo in un decreto interpretativo

Foto | Flickr

mercoledì 10 marzo 2010

Chi sono i candidati lgbt alle elezioni regionali

pubblicato da mario cirrito in: Movimento Camp Attack

Chi sono i candidati lgbt alle elezioni regionaliCon tutto quello che in questi giorni sta accadendo intorno alle liste per le elezioni regionali, verrebbe voglia di mandare al diavolo tutto e tutti; credo mai si era vista una cosa simile, con i tribunali a redimere tra i contendenti e il governo che decreta, i politici che si scagliano contro la presidenza della Repubblica, le piazze e il disastro. Che baillamme; che paese dei campanelli. Ma il voto è un diritto-dovere da esercitare; è il fondamento democratico di ogni paese civile, il suo alfa. Le regole devono valere per tutti e tutti i cittadini devono poter esercitare il loro diritto di voto. Certo, sibilla qualcuno, chissà cosa sarebbe accaduto; chissà se il governo si fosse speso così velocemente a decretare se il guazzabuglio sarebbe venuto dal centrosinistra. Chissà!

Noi, intanto, teniamo ad informarvi su quelli che sono i candidati dichiaratamente lgbt che troverete nelle liste. Sono diciotto, pochi ma buoni. Capofila di queste candidature non poteva che essere Nichi Vendola, unico omosessuale candidato alla presidenza di una regione, la sua, Puglia. Come è nelle cose è il partito di Marco Pannella ed Emma Bonino ad avere il maggior numero di candidati a marchio lgbt: Chiara Bonora e Paola Montermini in Emilia Romagna, Sergio Rovasio con la Bonino nel Lazio, Roberto Mancuso nella regione di Vendola, il bravo Enzo Cucco in Piemonte, in Lombardia Aldo Gufanti, Francesco Poirè, Luca Piva; Riccardo Cristiano e Marco Marchese in Calabria, Francesco Zanardi in Liguria.

Il resto è spalmato in altri partiti, di centrosinistra. Per l’Italia dei Valori, la presenza del militantissimo Franco Grillini, capolista in Emilia Romagna e responsabile per i diritti civili nell’Idv. Per lo stesso partito, Daniele Casagrande che corre per il consiglio comunale di Venezia. Il Pd pare avere l’orticaria, tanto da aver inserito nelle proprie liste una sola candidata lesbica, Cristiana Alicata, che se eletta andrà in Regione Lazio.

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Celebrate le prime nozze gay a Washington DC: le spose sono Sinjoyla Townsend e Angelisa Young

pubblicato da Robo in: Nozze e dintorni Camp Attack Citizen Gay

Celebrate le prime nozze gay a Washington DC: le spose sono Sinjoyla Townsend e Angelisa Young

Si sono celebrate ieri le prime nozze tra persone dello stesso sesso a Washington DC. A unirsi in matrimonio sono state Sinjoyla Townsend e Angelisa Young, entrambe avvocatesse. Il matrimonio – con la Towsend in giacca e pantalone color bianco crema e la Young con il classico abito da sposa lungo – è stato celebrato dal reverendo Dwayne Johnson, della Metropolitan Community Church di Washington, che ha detto:

“Oggi l’amore che Tu Dio accetti da sempre, è stato riconosciuto dallo stato del District of Columbia”.

Auguri, dunque, alla nuova famiglia che è anche un simbolo nella capitale Usa per essere stata la prima a chiedere e a ottenere l’autorizzazione a sposarsi.

Foto | Advocate

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