Varie sono le iniziative che si stanno preparando in tutta Italia in occasione della prossima Giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia che, come ben sapete, si tiene il 17 maggio. La data vuole ricordare il 17 maggio 1990 quando l’Organizzazione Mondiale della Sanità tolse l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali.
Luiss Arcobaleno, associazione studentesca dell’università Luiss Guido Carli che ha come scopo la lotta alle discriminazioni e la promozione di una cultura delle differenze, ha realizzato per l’occasione un video sul tema:
Non importa lo stile che indossi. L’amore non ha etichette.
Il video, oltre a lanciare il messaggio che l’amore non ha etichette, promuove una serie di iniziative in più giorni che l’associazione ha organizzato a Roma. Un modo interessante e concreto di combattere l’omofobia e la transfobia anche nei luoghi della cultura.

Una settimana dopo il primo turno delle presidenziali francesi, in cui l’estrema destra di Marine Le Pen ha raggiunto un inquietante 18%, le associazioni lgbt francesi sono scese in piazza per denunciare l’odio contro le minoranze covato dal Front National.
Alla vigilia del Primo Maggio lesbiche, gay, bisex e trans sono scesi in piazza a Parigi proprio davanti alla statua di Giovanna d’Arco, nume tutelare dell’estrema destra, ma in realtà patrona dell’intera Francia, per togliere un simbolo agli estremisti e restituirlo a tutti i francesi.
I manifestanti hanno ribattezzato Jeanne d’Arc «Jihane, simbolo di ciò che siamo, di ciò che rivendichiamo il diritto di essere, e di vivere, trans, sieropositiva, lesbica, nera, musulmana, puttana, attivista, sindacalista, straniera».

Lo scorso fine settimana si è celebrato a Mosca un festival di cinema lgbt sul tema Fianco a fianco. Un amore diverso, stessi diritti. Un festival che, all’indubbio valore culturale, unisce una buona dose di coraggio per il fatto di svolgersi in un contesto altamente omofobico. In origine il festival Fianco a fianco si celebrava a San Pietroburgo, ma a causa della recente legge contro la “propaganda omosessuale” si è preferito spostarlo a Mosca. Anche se, secondo gli organizzatori, il festival di San Pietroburgo si terrà lo stesso nel prossimo mese di ottobre e durerà ben dieci giorni (mentre a Mosca è durato solo quattro giorni).
Non sono mancate proteste da parte di gruppi conservatori: diversi estremisti ultraortodossi, vestiti di nero e portando delle croci (foto in apertura), hanno cercato di impedire la celebrazione del festival senza, però, riuscire nei loro intenti.
Via + foto | Têtu

Reggio Calabria si prepara a scendere in piazza contro l’omofobia, contro la violenza, contro le discriminazioni. A pochi giorni dall’aggressione che ha subito in una via centrale della città dove sono nato anch’io, Claudio Toscano ha raccontato ai giornali quello che gli è capitato, senza nascondere il suo nome e cognome, e invita tutti a non accettare le discriminazioni e gli insulti.
Lui stesso dopo l’aggressione e ancora prima di essere portato in ospedale ha voluto denunciare la violenza e spera che nessuno più si vergogni di raccontare le oppressioni grandi e piccole che possono capitare, a Reggio Calabria come anche in altre città.
Le associazioni lgbt, cui si è unito già il meglio della società civile come l’Anpi, hanno organizzato per venerdì sera, in via del Torrione proprio dietro il Teatro Cilea, un sit-in di protesta e di vicinanza a Claudio, che però ci tiene a precisare:
Io non voglio una manifestazione di solidarietà nei miei confronti. Quella di venerdì deve esser la manifestazione di sé stessi. Ci tengo.
L’attore Josh Hutcherson (Laser nel film I ragazzi stanno bene) qualche tempo fa aveva girato un contributo video per la campagna Straight But Not Narrow destinata principalmente agli adolescenti etero in cui vip eterosessuali danno il loro contributo per combattere il bullismo omofobico.
Per questo suo impegno contro la discriminazione, Josh Hutcherson riceverà un premio dalla GLAAD, Gay and Lesbian Alliance Against Defamation, il prossimo fine settimana.
Semplici gesti, ma significativi: se tutti gli attori etero, giovani e meno giovani, si impegnassero in prima persona per combattere l’omofobia, il problema si risolverebbe molto prima perché, volenti o nolenti, i “vip” sono per molti, soprattutto per i più giovani, fonte di emulazione.
Anche Nicolas avrebbe potuto avere due mamme lesbiche. E sarebbe stato felice lo stesso.
Così afferma la ONG SOS Homophobie in una campagna lanciata in Francia e che, utilizzando il volto dei principali candidati alle presidenziali, chiede il riconoscimento delle famiglie omoparentali. Nicolas Sarkozy non è l’unico protagonista (involontario) della campagna: con lui troviamo il socialista François Hollande, la destra Marine Le Pen, l’ecologista Eva Joly, l’esponente di sinistra Jean-Luc Mélenchon e il centrista François Bayrou.
Alla ONG SOS Homophobie poco importa del risultato delle prossime elezioni dal momento che, indipendentemente da chi vincerà, continueranno a lottare per sensibilizzare le persone sulla discriminazione di cui è vittima il collettivo lgbt. Con questa campagna, infatti, vogliono ricordare a tutti che
l’orientamento sessuale non è un fattore che condiziona la capacità di cresce, educare e offrire un ambiente sano per lo sviluppo di un minore.
Foto | SOS Homophobie
Più o meno tutti siamo rimasti colpiti dall’intervista di Kirk Cameron, che si è scagliato contro i gay e contro l’omosessualità, giudicata “dannosa e distruttiva” per l’umanità. Salvo poi scoprire che l’ex bambino star di “Genitori in blue jeans” (che altro ha fatto?), si è convertito da tempo alla fede evangelica.
Dalla rubrica Il Peccatore, sul sito di Gq, scopro ora questo divetente video che risponde alle accuse di Cameron e lo ridicolizza: sono i CCOKC (Child Celebrities Opposing Kirk Cameron), tutti ex attori bambini o adolescenti che non condividono le idee di Cameron e hanno costruito - certamente grazie a brillanti autori - un esilarante giochino basato sull’acronimo che li accomuna.
Il sindaco di Londra, il conservatore Boris Johnson, ha vietato che sugli autobus della città fossero esposti manifesti di una campagna di due gruppi religiosi a favore delle terapie riparative dell’omosessualità. La campagna sarebbe dovuta partire lunedì prossimo su ventisei autobus londinesi e consisteva nell’esposizione di manifesti con la scritta “No gay! Ex-gay, post-gay and proud. Get over it!”. Il sindaco ha fermato la campagna non appena resa nota:
Londra è una delle città più tolleranti del mondo – ha detto il primo cittadino – ma intollerante con gli intolleranti. È chiaramente offensivo affermare che essere gay sia una malattia dalla quale si può guarire e io non sono d’accordo che un tale messaggio sia trasmesso alla città di Londra per mezzo dei nostri autobus.
La campagna omofoba era promossa da Anglican Mainstream e Core Issues Trust, due gruppi che sostengono le terapie riparative dell’omosessualità e voleva essere – anche dal punto di vista grafico – una risposta alla campagna contro l’omofobia promossa dal collettivo Stonewall che, sempre sugli autobus londinesi, diceva: “Alcune persone sono gay. Fattene una ragione”.
Il rifiuto di questa campagna è stato unanime da parte dei tre principali candidati a sindaco di Londra. Oltre a Johnson, che spera nella rielezione, anche il laburista Ken Livingstone che il liberal-democratico Brian Paddick hanno detto no alla campagna. Paddick, gay dichiarato, si è opposto “da gay cristiano”. Ricordiamo che Brian Paddick si è unito in matrimonio ad Oslo con il norvegese Petter Belsvik.
Via | Dos Manzanas
Foto | Pinknews
E se nel bel mezzo di una campagna elettorale per le presidenziali USA (ma è una situazione che può essere letta per ogni tipo di elezioni politiche), il candidato conservatore venisse beccato in atteggiamento estremamente affettuoso, per non dire altro, con un uomo? Sarebbe una sconfitta certa? O una boccata d’aria fresca che farebbe vincere le elezioni alla grande?
Matt Zarley immagina questa situazione nel suo nuovo video Trust me interpretando il classico politico ultraconservatore tutto casa e chiesa che, però, sotto sotto, è un orsetto che preferisce le feste alle conferenze stampa.
Il video in alcuni passaggi ricordi Outside di George Michael e non racconta certo una realtà così fantasiosa: ma lo fa con ironia e con un ritmo ballabile che magari potrà far sorridere, ma anche riflettere.

Avevamo già parlato del boicottaggio lanciato da un gruppo cristiano (?) anti-gay ai danni della catena di caffè Starbucks, ma adesso sta circolando in Rete un’iniziativa di segno opposto per ringraziare Starbucks.
Negli anni, infatti, l’azienda ha sempre sostenuto i pari diritti per tutti, senza disriminazioni di genere, etnia, orientamento sessuale o di altro tipo; più recentemente, poi, la società si è schierata a favore dei matrimoni fra persone dello stesso sesso.
La raccolta di firme, che ha già superato l’obiettivo di 250mila adesioni, serve a dire grazie a Starbucks per i valori che ha deciso di difendere e per sostenere tutte le società che rischiano di diventare bersaglio di boicottaggi da parte degli ulta-conservatori.