
Oggi in Italia è la festa della mamma. Festa troppo commerciale per alcuni. Festa inutile per altri che sostengono che le madri dovrebbero essere festeggiate ogni giorno. È vero: dovrebbero. Ma certamente non succede nulla di grave se si dedica un giorno speciale a tutte quelle donne che si sono prese cura di noi e ci sono state vicine in ogni momento.
Le madri non sono solo coloro che ci hanno dato la vita: lo sappiamo bene tutti noi. Una madre, infatti, è molto più che condivisione di DNA e aver portato per nove mesi qualcuno in pancia. Madre è colei che – avendoti partorito o meno – è capace di darti il suo amore incondizionato sopra ogni cosa. E parlando di amore incondizionato non si può passare sotto silenzio il ruolo fondamentale che gioca una madre quando facciamo coming out e nasciamo, da fatto, una seconda volta.
E non possiamo dimenticare tutte le lesbiche che, in un modo o nell’altro, hanno deciso di optare per la maternità, dimostrando di saper crescere i figli al pari di qualunque donna eterosessuale.
Auguri a tutte le madri, dunque: eterosessuali, lesbiche, bisessuali, transessuali. Tutte combattono allo stesso modo quando si tratta di essere madre. E, mi raccomando, non dimenticate di fare loro un piccolo regalino, fosse anche un semplice bacio: meritano forse di meno?
Foto | Flickr

Libertà di sesso, finalmente, in Argentina! No, non stiamo parlando di fare sesso, bensì di scegliere il proprio sesso o meglio la propria identità di genere senza aspettare il giudizio di un tribunale. Dopo la Camera, anche il Senato ha approvato con 55 sì e un solo astenuto, la Ley de Identidad de género che consente alle persone transessuali di modificare nome e sesso sui documenti di identità.
Non basta: sarà lo stato a farsi carico degli eventuali interventi di chirurgia e delle cure ormonali necessarie per transitare da uomo a donna o da donna a uomo, perché “l’identità di genere è un’esperienza intima e personale che può corrispondere o meno con il sesso assegnato al momento della nascita”.
Infatti, basterà avere 18 anni e chiedere allo stato civile la modifica per ottenere il cambio di documenti, senza bisogno di una riassegnazione chirurgica: la piccola soluzione che da tanto tempo viene invocata. Ovvia la soddisfazione dei collettivi lgbt e in particolare dei gruppi che promuovono i diritti delle persone trans.
Non è l’unico avanzamento in tema di diritti civili: il Parlamento ha approvato anche una legge sulla “morte degna” che consente l’interruzione dell’accanimento terapeutico e la sedazione per interrompere sofferenze insopportabili: evidentemente in Argentina non ci sono i vari Giovanardi, Fioroni, Sacconi e Casini.
Tarda mattinata del 14 aprile, qualcuno dalla porta del Parlamento annuncia l’approvazione della 164, la Legge che permette di cambiare sesso, il primo grande riconoscimento, dopo secoli di negazione, che apriva la strada dei diritti. Era il 1982. Diverse persone trans presenti nella piazza antistante vanno in visibilio. Sorrisi, lacrime, urla… champagne! Si festeggia una grande vittoria. È un fotogramma della favolosa storia trans, scelto da Divergenti 2012 per festeggiare trent’anni di storia per immagini, colori, emozioni, attraverso un cinema che restituisce spessore e umanità.
Così Porpora Marcasciano (direttrice) e Luki Massa (direttrica artistica) introducono il festival Divergenti che da oggi fino al 6 maggio si terrà presso il cinema Lumière di Bologna. È il quinto anno di questo festival internazionale di cinema che è dedicato ai temi del transessualismo e del transgenderismo ed organizzato dal M.I.T. - Movimento Identità Transessuale. Il festival di quest’anno è dedicato a Marcella Di Folco, storica presidente del MIT e personaggio di spicco del movimento trans.
Divergenti ha aperto i battenti, in verità, ieri sera, con lo spettacolo Le Coccinelle, messo in scena da uno storico gruppo di femminielli napolitani che ha affrontato il tema dell’amore, dei tradimenti, delle liti familiari e degli abbandoni, ma anche della discriminazione, della prostituzione e della solitudine.
In cartellone ben quattordici proiezioni tra documentari, fiction, cortometraggi e videoclip, come anche diversi appuntamenti sia culturali (ad esempio, la mostra delle tavole di In un corpo differente, graphic novel di Fabio Sera dedicata a Romanina, una delle prime trans italiane) che ricreativi (Official Party del festival, sabato 5 maggio dalle ore 23.30 ad Atlantide, Porta S. Stefano).

Il presidente della Georgia, Mikheil Saakashvili (in foto), ha sancito la modifica del codice penale approvata dal parlamento di quel paese che considera aggravante che un crimine venga commesso per ragioni di odio omofobo o transfobo. Un soffio d’aria fresca da un’area dalla quale ultimamente non giungono buone notizie per quel che riguarda i diritti lgbt.
Il codice penale della Georgia, quindi, includerà esplicitamente l’orientamento sessuale e l’identità di genere nella lista delle aggravanti dei reati, al pari della razza, del colore della pella, della lingua o della religione. Il parlamento del paese caucasico ha accettato la proposta congiunta presentata da LGBT Georgia e dall’Associazione Giovani Avvocati della Georgia, dopo che una prima bozza del progetto, elaborato come risposta alle raccomandazione della commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza, non ne parlava.
Si tratta senza dubbio di una grande vittoria legislativa in un paese in cui l’omofobia sociale, incitata anche dalla chiesa ortodossa georgiana, è sfortunatamente molto forte.
Via | Dos Manzanas
Foto | TMNews
Il ritratto del diciottesimo secolo venduto a New York da una galleria britannica con il titolo Donna con un cappello piumato risulta essere, in realtà, un uomo travestito da donna, il che lo renderebbe il primo dipinto conosciuto di un travestito. Il dipinto, ora chiamato Chevalier d’Eon, è attualmente conservato nella Philip Mould Ltd. Gallery di Londra e probabilmente diventerà elemento permanente della British National Portraits Gallery. Philip Mould, direttore della Philip Mould Ltd., ha spiegato.
Abbiamo passato trent’anni ad affinare le nostre capacità di guardare i ritratti inglesi, e ora cominciamo a individuare eventuali anomalie. In particolare, la ritrattistica nel diciannovesimo secolo presentava persone dall’aspetto non usuale: non dimentichiamo che siamo nel periodo in cui i progressi della scienza cosmetica e dell’odontoiatria sono di là a venire.
Per questi motivi il ritratto terminato era, solitamente, un compromesso tra l’artista (che dipingeva ciò che egli vedeva o aveva visto) e il committente (che voleva apparire al meglio), e di conseguenza le anomalie delle caratteristiche facciali potevano essere minime. Ma una certa “muscolosità del suo volto” e un “accenno di barba” hanno attirato l’attenzione di Mould che, con la sua squadra di esperti, ha iniziato a lavorare per capire di più sul soggetto del dipinto. Dopo la pulitura e il restauro, “i tratti maschili del soggetto risultavano essere di gran lunga più chiari” e Mould ha notato, in particolare, la forma maschile del viso e la presenza della barba.
Continua a leggere: Scoperto il primo quadro di un “travestito” in una galleria britannica

La vicenda del lanzichenecco Daniel Burghammer causò un gran scalpore nell’Italia del primo seicento. Noto a tutti come un coraggioso soldato di ventura che aveva guerreggiato per anni sui campi di battaglia di mezza Europa, Burghammer, fu al centro di un evento assolutamente straordinario. A Piadena, nel maggio del 1601 quest’uomo nerboruto e dedito da sempre alla guerra, dopo aver avvertito forti dolori al basso ventre diede alla luce una bambina in perfette condizioni di salute (il parto avvenne sotto gli occhi a dir poco esterrefatti della moglie).
Il soldato olandese, a quanto si deduce dai documenti raccolti durante l’inchiesta, presentava caratteri ermafroditi ovvero genitali maschili, utero ed un seno più sviluppato dell’altro, con cui riuscì anche ad allattare la piccola Elizabetta. L’aver giaciuto, anche solo una volta, con un soldato spagnolo, gli si era dunque rivelato fatale. L’unione tra Daniel Burghammer e la moglie venne conseguentemente sciolta dalla Chiesa.

Rapina e lesioni aggravate: con questa accusa all’alba di sabato i carabinieri di Novara hanno arrestato due fratelli di 20 e 25 anni, entrambi residenti nel capoluogo piemontese.
A quanto pare i due giovani avevano aggredito con un bastone due transessuali di origine sudamericana e le avevano derubate del denaro, circa 120 euro. Le vittime della rapina, però, hanno subito chiamato i carabinieri che in meno di un’ora hanno rintracciato i colpevoli: a casa di uno di loro c’era anche lo sfollagente ancora macchiato di sangue con cui avevano pestato le trans.
Per le vittime, che sono state medicate in ospedale, la prognosi indica lesioni guaribili rispettivamente in 7 e 3 giorni. Gli arrestati sono nel carcere di Novara.

Il suo nome era Lars Larsson, ma quando all’età di quindici anni si innamorò, più o meno perdutamente, di Maja la sua vita cambiò radicalmente. Infilatosi per gioco nei vestiti della ragazza, il giovane Lars si trovò così a suo agio che decise di farlo più spesso. Iniziò in questo mondo la sua lunga carriera di travestito e, ahimè, di ladro professionista!
Fu del resto proprio questa malsana passione per il furto (sottrazioni che Lasse-Maja operava mentre lavorava come cuoca o cameriera presso famiglie facoltose) che lo portò dietro le sbarre, ma dato che non tutti i mali vengono sempre per nuocere, la notorietà che conquistò attraverso i giornali ne fece una vera e propria celebrità, protetta e ammirata anche dal principe ereditario di Svezia.
Uscito di prigione, cominciò per lui un lungo e felice periodo fatto di viaggi e tournée in giro per tutto il paese, durante i quali in abiti femminili leggeva al pubblico stralci della sua avvincente autobiografia. Una carriera di successo che durò fino alla sua morte avvenuta nel 1845.

Non passerà certo alla storia per essere un videogame di ultimo grido, pieno di effetti speciali, anzi è proprio tutto il contrario! Ma Dys4ia è un simpatico gioco autobiografico che ci invita a sapere cosa si sente quando si cambia sesso.
Anna Anthropy è la creatrice di Dys4ia, un videogame sviluppato a partire dalla propria esperienza di cambiamento di sesso. Il gioco è semplice e le scene lo sono altrettanto, ma si procede per diversi livelli: il rifiuto pubblico, le difficoltà dinanzi ad alcuni aspetti, la prima visita medica…
Giocate a Dys4ia, se volete: vale la pena sbirciare tra i sentimenti di Anna, visto che lei stessa ce lo permette con questo semplice – e istruttivo – giochino.
Via | Ambiente G

Il Consiglio comunale di Bologna ha approvato l’ordine del giorno per l’intitolazione di una via cittadina alla memoria di Marcella Di Folco presentato dalla consigliera di SeL Cathy La Torre e firmato dal consigliere Sergio Lo Giudice, ex presidente dell’Arcigay. Favorevoli sono stati il centrosinistra e il movimento Cinque Stelle; contrari il PdL e la Lega Nord.
Marcella Di Folco è stata storica leader e presidente del MiT, movimento transessuali. È morta a settembre del 2010, per un tumore: aveva 67 anni.
Interessanti le motivazioni che troviamo nella delibera. Ne riportiamo alcune di seguito: