Nuovi paradisi gay. Shanghai. la San Francisco d'Oriente


Da sonnolenta cittadina di pescatori a centro della cultura popolare, polo finanziario - il terzo nel mondo dopo New York e Londra - e politico della Cina moderna, luogo di ritrovo degli intellettuali e artisti. E naturalmente di una nuova, effervescente vita della comunità omosessuale. Parliamo di Shanghai, situata sul fiume Huangpu presso il delta del Chang Jiang, quasi 17 milioni di abitanti che arrivano a 30 con le sistemazioni fuori città; una volta definita "la puttana d'Oriente" per via dei suoi loschi traffici di droga, prostituzione e corruzione negli anni '20 e '30 del secolo scorso. Ora sembra risvegliarsi in una nuova era di tolleranza e accettazione della rumorosa comunità lgbt che vede in questa città la sua voglia di riscatto da un regime che ancora mal sopporta l'omosessualità, ma che ha anche scoperto che gay, lesbioche, transessuali e transgender, sono un filone interessante per l'economia e lo sviluppo della città.

Così Shanghai è diventata la città più gayfriendly dell'Impero celeste. La San Francisco sbruffona che compete con altre città come Hong Kong dove vive una discreta comunità omosessuale, ma nulla a che vedere con la "Parigi d'Oriente" o Pechino che sta anch'essa aprendosi ai gay, ma con maggiore discrezione e qualche alibi di pudore. Shanghai dal 2006 è riuscita a riconvertire quartieri malsani in luoghi di attrazione per gay e gayfriendly, dove è parecchio cool ritrovarsi con gli amici, divertirsi, frequentare bar e discoteche a target omosessuale. Su tutti domina l'eleganza, la moda, la creatività e gli scoppiettanti weekend di fiumi di persone che abbandonata la frenesia lavorativa si dedicano al divertimento e ai piaceri.

Si respira un'aria da charme francese in molti club gay di Shanghai, come lo Studio Shanghai, molto intimo ed elegante, sotterraneo perché un ex rifugio atomico. Il Transit Lounge, dove incontrare i propri amici e farsene di nuovi, aperto fino alle 02.00 del mattino; anch'esso un luogo di fascino dove ascoltare jazz e musica latina.

Per coloro che vorranno misurarsi con la moderna tecnologia di Shanghai, la sorpresa sarà già dal loro arrivo all'aeroporto. Per arrivare in città basta prendere il treno Maglev Transrapid di Shanghai che scorre sulla prima ferrovia a levitazione magnetica del mondo. Vi si mozzerà il fiato al giungere della notte, con la città che si veste di luci multicolori, di insegne luminose dai morbidi colori, e soprattutto dai tanti luoghi di incontro e divertimenti per i gay. Ovviamente è nei weekend che i locali si riempiono di gente, di divertimento e attrazioni. Spettacoli di drag queen e opera cinese al Lai Lai Dance Hall, un po' lontano dai grattacieli della città ma dove è possibile incontrare un fiume in piena di coppie gay, deliziosamente queer. Se poi ci si vuol scatenare alle danze e trovarsi in un mix di freschezza giovanile e di musica assordante, c'è il Club D2.

Non vi elencheremo tutti i bar, le disco, i luoghi dove passare memorabili serate. Una breve ed esauriente ricerca su qualche motore di ricerca, vi darà la magna idea del bel divertimento omosessuale in questa stupenda città orientale.

In Cina, come dicevamo, l'omosessualità è tollerata; molti ancora i pregiudizi verso gay e lesbiche, ma l'apertura dei mercati verso il resto del mondo hanno favorito una certa libertà, anche sessuale, dove il mercato omo ha giocato le sue carte, distinguendosi per raffinatezza e servizi offerti.

Recentemente gli attivisti gay della Youth Internet Association. avevano svolto un sondaggio dai risultati strabilianti: la maggioranza dei cinesi si era dichiarata favorevole al matrimonio tra persone dello stesso sesso. La stima parla di circa 35 milioni di omosessuali in Cina una cifra importante che deve vedersela ancora con le mille ambiguità che esistono, ma che aprono ad una speranza civile per le tante comunità lgbt che vivono nelle grandi città. Shanghai compresa.

Foto/ Dee Two

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