Inseminazione: in UK coppia lesbica vince causa contro il servizio sanitario nazionale

Una coppia lesbica che stava cercando di avere un figlio tramite la fecondazione in vitro ha vinto una causa contro il servizio sanitario inglese. La coppia ha dovuto agire per vie legali nei confronti del National Health Service perchè fino ad ora, in mancanza di una legislazione dettagliata in merito, ogni singola Care Trust, delle unità territoriali del servizio sanitario comparabili alle nostre ASL, aveva la facoltà di decidere se fornire il trattamento alle coppie che ne facessero richiesta.

Inizialmente la richiesta della coppia, che ha voluto rimanere anonima, era stata respinta a causa del loro orientamento, nonostante una delle due donne soffra di Sindrome dell'ovaio policistico, una delle più comuni cause di infertilità femminile che giustifica il ricorso al trattamento. Ma da Ottobre, se non vorranno incorrere in conseguenze legali, le Care Trust non potranno più rifiutare il trattamento ad una coppia lesbica perchè il loro futuro figlio "ha bisogno di un padre" e più generalmente dovranno chiedere alle coppie omogenitoriali, al pari di quanto attualmente già fanno con con le coppie etero, solo ed esclusivamente di dimostrare di essere in grado di potersi prendere cura del loro futuro figlio.

C'è però da dire che quella delle lesbiche inglesi non è, come potrebbe sembrare ad un lettore italiano, una lotta per il diritto all'omogenitorialtà. La fecondazione in vitro viene infatti concessa anche alle coppie etero solo dal 27% delle Trusts ma c'è da specificare che le coppie lesbiche hanno tranquillamente accesso alla meno complicata e soprattutto meno costosa inseminazione intrauterina per sottoporsi alla quale le nostre coppie arcobaleno sono purtroppo costrette a varcare anche più volte i confini italiani. Certo la discussione sulla genitorialità come diritto o come bisogno è sempre accesa da noi come altrove, per questo una delle prime domande che viene da porsi è se, al di là della indiscussa necessità di parità di trattamento fra coppie etero ed omo, inesistente da noi e non ancora così affermata altrove, sia o meno giusto che un servizio sanitario paghi le spese per quello che da molti non è considerato un diritto e che certamente non è un trattamento minimo necessario per la salute della persona. Voi che ne pensate?

Fonte | Times

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