Donatella Rettore canta Gaio

Dopo Un po' gay di Melissa e Supergay di Sonia Argento, canzoni trash degli anni Ottanta, eccoci con un pezzo da novanta (scusate il gioco di parole) di quegli anni: Gaio di Donatella Rettore.

Il testo in questione è tratto dall'album Magnifico delirio (1980 – album che contiene anche il famoso Kobra e un altro testo Benvenuto, di cui vengono censurati due versi – …Benvenuto uomo/ in gola e nel palato – persino nel cantato, portando così alla realizzazione di due versioni, una esplicita e una epurata) e le rime sono abbastanza folli, quasi da fare invidia alle poesie del ministro Bondi.

Qui di seguito il player per ascoltare la canzone, mentre dopo il salto il testo.


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Scotta la pista di plastica rossa
Gaio saltella e si prende la scossa
con me lui vive un rapporto geniale
se è gaia, che è gaia, è una mossa capitale!

Gaio! Gaio! Gaio! Gaio!

Bella è la vita con tende e pallini
Gaio si spella e regala spumini
con me lui beve acqua e mangia caviale
se è gaia, che è gaia, è una mossa capitale!

Gaio! Gaio! Gaio! Gaio!
Gaio, che beve le sue ore col cucchiaio!
Gaio, che perde il suo calore sotto il saio!
Gaio, che ama anche se il sesso è un posteggiaio!
Gaio, lo spillo che ha bucato l'arcolaio!
Gaio, che è Gaio, col pelo d'estate e nudo a gennaio!

Fuma la donna di plastica bionda
si perde un giro e salta la sponda
ma lo stesso amo il suo corpo infernale
se è gaio, che è gaio, è una donna artificiale!

Gaio! Gaio! Gaio! Gaio!
Gaio, che beve le sue ore col cucchiaio!
Gaio, che perde il suo calore sotto il saio!
Gaio, che ama anche se il sesso è un posteggiaio!
Gaio, lo spillo che ha bucato l'arcolaio!
Gaio, che è Gaio, col pelo d'estate e nudo a gennaio!

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