Good As You: una trasmissione glbt sul web

In queste ore che sta circolando in rete l'intervista a Beatrice Borromeo che si sfoga e racconta come è andata dopo l'ospitata (censurata) a L'Era Glaciale, viene da chiedersi: ma non sarà meglio farsela da soli la televisione? Perché se i direttori di rete decidono di non mandare in onda un'intervista, io mi chiedo: ma non invitatela la gente allora no? Fatto sta che la invitano, la intervistano e poi se quello che dice non piace la cassano. Per fortuna però strumenti come YouTube o gente come Informazione Libera ci danno la possibilità di vedere anche ciò che secondo alcuni non andrebbe visto, detto, divulgato.

In nome di questa televisione libera e senza filtri, nel bello e anche nel brutto (detesto tutta quella roba shock che girano i ragazzini a scuola o mentre si vanno a schiantare con le auto, ma è il classico rovescio della medaglia), deve essersi ispirato un giovane attivista: Antonio Eustachio che sta dedicando il suo tempo libero, il suo impegno e la sua passione per un programma da lui stesso ideato e realizzato. Il programma si chiama G.A.Y. Good As You (il titolo è lo stesso di una trasmissione glbt che andò in onda qualche anno fa su Canal Jimmy, non so se la ricordate) e racconta, dalla viva voce dei protagonisti scelti e selezionati da Eustachio, il quotidiano delle persone che fanno parte della comunità glbt e che, attraverso il loro lavoro, l'arte o il loro impegno, contribuiscono alla divulgazione della cultura queer. Così spiega l'autore di questa mini serie che sta circolando sul web (e su Facebook grazie a un gruppo ad hoc):

La vita di un omosessuale in Italia spesso non è facile, il nostro paese è un’anomalia europea in tante cose. Ma da alcuni anni a questa parte, sui diritti civili GLBT in particolare (Gay Lesbo, Bisex e Transessuali) c’è un vero e proprio osteggiamento da parte di alcune “forze” politico-religiose conservatrici che fanno una vera e propria opposizione attiva, magari perche si vedono sempre più circondati da un’Europa arcobaleno e temono che un cambiamento dello status quo sociale possa in qualche modo influenzare sul loro attuale potere, spesso con veri e propri attacchi gratuiti impediscono ogni forma di avanzamento e riconoscimento socio-legislativo che possa aiutare anche di poco l’emancipazione di questa minoranza. A tutto questo ho deciso di rispondere creando una mini serie documentaristica con lo scopo di mostrare chi sono veramente le persone che costituiscono questa comunità LGBT, le loro vite, i loro progetti, le difficoltà che devono affrontare quotidianamente in un’Italia che non ha perso occasione di reagire con ignoranza e superficialità a un’evento di evoluzione sociale che prima o poi ogni democrazia in maturazione si ritrova ad affrontare.

Sono già in circolazione le prime 3 puntate di questa serie, ognuna è una chiacchierata con il protagonista della puntata che accoglie il regista e autore dentro casa per raccontare come vive la sua omosessualità, le difficoltà, le vittorie, i contributi alla causa e le opinioni. Eustachio ci fa entrare nei salotti di giovani scrittori, cantanti, attivisti che tentano di mettere a frutto il proprio vissuto per la comunità. La prima puntata ha per protagonista l'ormai personaggio del momento, il blogger e scrittore Insy Loan; la seconda puntata Giulia, una cantautrice che ha scritto una canzone in risposta a Povia Lucky era gay; la terza puntata una ragazza di provincia che racconta il suo coming out. Dopo il salto potete godervi un assaggio della miniserie per farvi la vostra idea. Sono certa ne discuteremo insieme e nei prossimi giorni pubblicheremo anche un'intervista all'autore che in ogni caso ci sentiamo di ringraziare per il suo prezioso contributo.

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