Strasburgo condanna nuovamente l'Italia: "Non ha riconosciuto le unioni gay celebrate all'estero"

La Corte europea dei diritti umani ha nuovamente condannato l'Italia per il suo ritardo sul fronte dei diritti delle persone LGBT. I fatti risalgono a prima dell'introduzione delle unioni civili nel nostro Paese e riguardano sei coppie composte da persone dello stesso sesso che si erano unite in matrimonio tra Canada, California e Paesi Bassi.

Le sei coppie si erano sposate prima del 2011 ed avevano cercato invano, anni prima dell'arrivo delle Unioni Civili nel nostro Paese, di veder riconosciuto quel matrimonio anche in Italia. Da qui la decisione di rivolgersi, nel 2012, alla Giustizia. Ricorso dopo ricorso si è così finiti alla Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo, che oggi ha dato ragione alle sei coppie.

I giudici della Corte Europea hanno dichiarato ammissibile l ricorso presentato dalle sei coppie e, con 5 voti a favore e 2 contrari, hanno riconosciuto all'Italia una violazione dell'Articolo 8 della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo, quello che stabilisce il "Diritto al rispetto della vita privata e familiare", condannando così il nostro Paese al risarcimento delle coppie.

Stando a quanto si legge nella sentenza emessa e pubblicata oggi, l'Italia dovrà risarcire le 12 persone coinvolte entro i prossimi tre mesi con 5 mila euro a testa per danni morali e 19 mila euro in totale, che i ricorrenti dovranno diversi tra loro, per il rimborso delle spese legali.

Via | Corte Europea Dei Diritti Umani

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