Unioni Civili, approvati i decreti attuativi

Le unioni civili in Italia sono ormai parte dell’ordinamento. L’ultimo passo, l’approvazione dei decreti attuativi, che vanno a sostituire quelli provvisori pubblicati nei mesi scorsi, è stato effettuato due giorni fa e ora il percorso normativo e ordinamentale della legge può dirsi finalmente concluso.

É stato di massima soddisfazione il commento della senatrice Monica Cirinnà, prima firmataria del ddl diventato poi legge:

Vengono così chiariti tutti i punti critici che sono emersi in fase di attuazione fissando principi e pratiche inderogabili, rispondendo, tra l’altro, pienamente alla disciplina prevista dalla legge Ue in base alla sentenza della Corte dei diritti dell’uomo del 21 luglio 2015. I decreti chiariscono infatti che, come per il matrimonio anche l’unione civile può essere celebrata in pericolo di vita in nave o in aereo. Si afferma poi che il matrimonio contratto all’estero da persone dello stesso sesso produce in Italia gli effetti dell’unione civile. E che questo questo vale solo per i cittadini italiani mentre per lo straniero continua a valere la legge del suo Stato, in ossequio ai principi del diritto internazionale privato.

E, ancora:

Viene chiarito un punto sul quale si sono verificate criticità con comportamenti difformi da parte dei sindaci e cioè che sarà sufficiente il certificato di stato libero, al posto del nulla osta del Paese di origine, per quegli stranieri provenienti da Stati nei quali l’orientamento sessuale sia causa di discriminazione e nei quali l’omosessualità sia penalmente sanzionata. Viene inoltre fissata la possibilità di delega delle funzioni di ufficiale di stato civile per celebrare l’unione civile, così come avviene per il matrimonio, a consiglieri, assessori o privati cittadini che abbiano i requisiti per essere eletti consiglieri comunali. Ed infine viene ben specificato che l’opzione facoltativa dell’adozione del cognome del partner non da seguito ad alcuna modifica dei dati anagrafici, quindi non vi è alcuna modifica del codice fiscale o di altri documenti.

Via | Monica Cirinnà

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