Unioni Civili, il giornalista Sallusti: “Matrimonio gay? Apre la strada alla pedofilia”

Il programma radiofonico La Zanzara, si sa, tende a tirare fuori il peggio dai propri ospiti e a conquistare le prime pagine dei quotidiani con dichiarazioni provocatorie in arrivo proprio dagli intervistati da Giuseppe Cruciani e David Parenzo su Radio24.

L’ultimo in ordine di tempo è stato Alessandro Sallusti, giornalista e direttore responsabile del quotidiano il Giornale ormai dal 2010. Il compagno di Daniela Santanchè, parlando delle Unioni Civili che si apprestano ad arrivare al Senato, è tornato ad avvicinare l’omosessualità alla pedofilia, dimostrando quindi un pregiudizio che poco si sposa con la professione che esercita ormai da anni:

Io credo che ognuno ha diritto di amare chi vuole e fare sesso con chi gli pare. Ma lo Stato deve stare ben fuori dall’amore: deve tutelare il matrimonio tra uomo e donna perché è l’unico che può dare figli e quindi pagatori di tasse. Se però deve tutelare chiunque si ama, non c’è differenza tra un uomo che ama un uomo, un uomo che ama tre donne e un uomo che ama il suo cane e che vuole lasciargli la pensione di reversibilità.

E, ancora:

L’amore è un sentimento e i sentimenti variano: quindi, non è nella mia disponibilità e non si può legiferare su di esso. Ma se lo Stato deve tutelare l’amore, spiegatemi allora qual è la differenza con la poligamia: una unione gay è una storia d’amore esattamente come lo è quella poligamica o pedofila. Per caso il diritto di tre persone che si amano è inferiore al diritto di due persone che si amano? Esistono Paesi in cui la pedofilia e la poligamia sono autorizzate dallo Stato. Nei Paesi islamici non è come da noi. Nell’antica Grecia la pedofilia era accettata.

Sallusti, potete sentirlo nel video che trovate in apertura o a questo indirizzo, ha proseguito:

Se l’amore gay chiede tutela allo Stato, tutti gli amori hanno lo stesso diritto di chiederlo. Non è che ci sono degli amori di serie A e degli amori di serie B. Tutti noi amiamo più persone contemporaneamente, ma sono fatti nostri. Non è che andiamo dallo Stato a dire che abbiamo una moglie e tre amanti. E la stessa cosa vale se si ama un animale: se amo il mio gatto, posso lasciargli la pensione e chiedere che lo Stato si occupi del mio gatto quando sarò morto, perché io lo amo. Lo Stato invece deve stare fuori dall’amore.

E ancora per contrastare dichiarazioni retrograde come queste, che nel 2016 si ostinano ad affiancare un orientamento sessuale con una parafilia della peggior specie e uno dei reati peggiori che si possano commettere, che è sempre più importante scendere in piazza e far sentire la propria voce.

Di seguito trovate l’elenco completo delle piazze che ospiteranno, il prossimo 23 gennaio, manifestazioni a favore delle Unioni Civili e dei diritti uguali per tutti indipendentemente dall’orientamento sessuale.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati