Indiana, un negoziante (anonimo) assicura: "Non servirò persone gay nel mio locale"

L'intervento radiofonico di un negoziante in merito alla legge che permette discriminazioni in Indiana.

Continua giustamente a far discutere la legge approvata nell'Indiana che permettere ai proprietari di negozi, e chiunque altro si trovi in una situazione di possibile discriminazione, di utilizzare il proprio credo religioso come alibi per evitare una denuncia e, intanto, continuare a non servire il potenziale cliente.

Nelle ore successive, il proprietario di un ristorante a Indianapolis ha assicurato, durante il suo intervento in una trasmissione radiofonica, che si rifiuterà di servire le persone gay dopo l'entrata in vigore del controverso 'Religious Freedom Restoration Act', che offre alle aziende, istituzioni religiose e associazioni il diritto di discriminare le persone omosessuali per motivi di religione.

"Sono al 100% a sostegno della libertà degli stili di vita delle persone e di cosa vogliono fare, ma io non voglio che loro portino quello nel mio posto di lavoro facendo sentire altre persone che sono lì a disagio. Sono cresciuto cristiano, e credo nell'uomo e nella donna, Adamo ed Eva, non Adamo e Steve. Se una coppia viene nel mio ristorante e altre persone lasciano il loro tavolo, allora io sto perdendo più soldi dalle persone che lasciano rispetto a quelle che arrivano"

Se l'uomo è così sicuro della sua posizione e del suo pensiero di business man, allo stesso tempo non si può dire del coraggio mostrato nel rivelare il suo nome o quello del locale:

"Non voglio dire che impresa possiedo ... Io non penso di essere pronto a venire allo scoperto con questo..."

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