Una Corte d'appello federale ha bocciato la Proposition 8, il referendum con…
Paolo Limiti risponde all'outing di Albano alla Vita in diretta dalle pagine…
Amici di Maria de Filippi 2012: Gerardo e Stefano sono solo amici?…

The Normal Heart è il testo teatrale che dal 1985 racconta gli anni in cui l’Aids esplose a New York, investendo con estrema violenza la comunità gay della città. Da allora i tempi sono cambiati, il virus dell’Hiv è stato conosciuto meglio, ma quel testo è stato messo in scena molte volte perché mette a nudo la fragilità dell’uomo e le paure che lo attanagliano davanti alla malattia e alla morte.
Quel testo - che ha mietuto premi in tutto il mondo - adesso diventerà un film, con la regia di Ryan Murphy, il creatore di Glee. Nel cast ci saranno Julia Roberts, Alec Baldwin, Matt Bomer e Jim Parsons, nei ruoli principali.
Julia Roberts sarà Emma Brookner, una dottoressa che fu tra i primi a prendere sul serio la malattia; Baldwin è un avvocato che deve fare i conti con la sua sessualità; Bomer sarà Felix Turner, un giornalista di moda gay, che contrae il virus, mentre Parsons, che ha già portato il testo a teatro, sarà un attivista gay.

La sua fama di scalatrice è arrivata sino ai giorni nostri. Il suo coraggio nell’affrontare scalate ed ascese è ancora oggi un esempio per moltissime atlete. Stiamo naturalmente parlando dell’australiana Freda Du Faur che agli inizi del Novecento fu la prima donna a conquistare la vetta più alta della Nuova Zelanda, il celebre monte Cook. Un’impresa che le portò fama e soprattutto l’amore di un’altra grande appassionata di alpinismo, Muriel Cadogan. Piene di speranze, le due donne lasciarono l’Oceania per l’Europa dove progettavano nuove ed ancora più insidiose imprese, ma lo scoppio della prima Guerra mondiale ed una non ben chiara malattia di origine nervosa della Cadogan costrinse le due arrampicatrici a cambiare i loro piani.
Un periodo molto triste questo, segnato prima dal ricovero, poi dalla morte inaspettata della stessa Muriel. Sconvolta dalla scomparsa improvvisa della cara compagna (la donna stava rientrando in Australia con i genitori), Freda Du Faur non seppe trovare una risposta o appoggiarsi, come capita a volte nella disperazione, ad una consolazione. Stanca e tormentata da mille dubbi, Freda si trascinò per alcuni anni senza la sua Muriel, poi una mattina di settembre del 1935 decise di farla finita, avvelenandosi con il monossido di carbonio. Alle due avventurose scalatrici (e compagne di vita) sono state dedicate due splendide montagne in Nuova Zelanda ed a noi, inguaribili romantici, piace pensarle una al fianco dell’altra, per l’eternità.

Diritti umani e diritti civili per tutti, ma non per gay e lesbiche! Deve pensarla così il nuovo ministro per i Diritti umana della Tunisia. Per Samir Dilou, anche la libertà di parola e di espressione ha i suoi limiti e risiedono proprio nella manifestazione dell’omosessualità, che è una perversione.
Il ministro ha espresso le sue idee durante un’intervista tv, in cui ha attaccato la rivista online Gayday Magazine, che è stata lanciata a marzo dell’anno scorso, è scritta in arabo e dà voce ai gay e alle lesbiche del Magreb.
L’onda di “libertà” che ha investito la Tunisia e molti altri paesi arabi sembra non includere i diritti delle persone lgbt e, a quanto pare, anche il tabù per cui non si parlava di omosessualità in pubblico sembra caduto, per cui adesso si parla sì di gay e lesbiche, ma per attaccarli e definirli contrari a dio e alla religione. Una libertà che alcuni rischiano di pagare a caro prezzo.
Basco militare, viso imbronciato (ma che si apre poi anche in un sorriso) e muscoli che guizzano ma senza esagerare, Patrick Manos è la nuova musa del celebre ed indaffaratissimo fotografo David Vance. Pochi scatti che sanno però raccontare o meglio ancora creare le giuste suggestioni.
Via | Cometoisland

Azealia Banks – ventunenne cantante americana che “canta brani che mescolano abilmente electro-pop a un’attitudine molto street, di matrice hip-hop soul” come spiegano gli amici di Soundsblog – ha fatto coming out come bisessuale. Intervistata dal New York Times, infatti, Azealia – nota anche come Miss Bank$ – si è dichiarata bisessuale, ma sottolinea che non vuole essere incasellata:
Non cerco di essere la classica rapper bisessuale o lesbica: io non vivo come le altre persone.
Si fa sempre più strada – per fortuna – la determinazione delle persone di non volersi rintanare nelle etichette, ma di voler vivere liberamente e serenamente la propria vita.

La Proposition 8 è incostituzionale, dunque è illegittimo che un referendum abbia tolto a gay e lesbiche il diritto di sposarsi. Così, almeno, ha deciso - con una maggioranza di 2 a 1 - una Corte d’appello federale che ha bocciato, così come aveva fatto una Corte di prima istanza, il voto con cui nel 2008 una ristretta maggioranza di cittadini della California aveva cancellato la legge che consentiva i matrimoni fra persone dello stesso sesso.
A questo punto, ovviamente, il caso finirà senza dubbio davanti alla Corte Suprema per dirimere una volta per tutto se la maggioranza ha la facoltà di decidere sui diritti di una minoranza. I giudici, per adesso, hanno detto di no, ma la parola definitiva spetterà ai giudici supremi, che saranno chiamati certamente a esprimersi.
Secondo i giudici della Corte d’appello, la cui sentenza si può leggere per intero in questo link che ci fornisce il buon breather,
“Sebbene la Costituzione consenta alle comunità di introdurre le leggi che esse considerano desiderabili, tuttavia richiede che ci sia almeno una ragione legittima per approvare una legge che tratta persone diversi in modo diverso. Non c’era nessuna ragione per cui la Proposition 8 dovesse essere introdotta”.
Dallo scorso mese di dicembre alcuni preti, suore e laici di Madrid hanno dato vita a un’associazione – Betania en Colores – che si incontra settimanalmente per pregare per le vittime dell’omofobia, confrontarsi sull’omofobia della chiesa cattolica e offrirsi mutuo sostegno e appoggio.
L’associazione non è riconosciuta e, al momento attuale, si incontra, più o meno in segreto, in un appartamento della capitale spagnola: dopo le preghiere i vari partecipanti raccontano le proprie esperienze per poter liberare la tensione che nasce dal fatto di dover continuamente nascondere la propria vera identità. Secondo i partecipanti l’associazione ha una
vocazione contemplativa che raccoglie trasversalmente varie religiose e religiosi, con alcuni sacerdoti e qualche laico. Amiamo tutti i nostri fratelli, uomini e donne, senza distinzione e qualunque sia la loro storia personale.
Iniziativa interessante, soprattutto se porta pace nel cuore delle persone. Peccato, però, che per combattere l’omofobia della chiesa cattolica e le situazioni di doppia vita che si vivono nei vari conventi e parrocchie, si sia scelto di incontrarsi di nascosto…
Via + foto | 20 minutos

Vi ricordate la presunta gaffe di Albano quando, ospite di Mara Venier, nel fare l’elenco di quanti amici gay lui abbia, aveva fatto il nome di Paolo Limiti? Si era accorto dell’errore ma la conduttrice si era divertita di fronte a questo inaspettato outing e la storia era finita lì. Ecco che, però, dalle pagine del settimanale Stop, il conduttore ha voluto replicare all’uscita un po’ infelice del cantante:
“Le sue parole non mi hanno fatto né caldo, né freddo. Se la sua idea su di me è quella non m’importa, può pensare quello che vuole per quanto mi riguarda. Con lui non ho un rapporto di amicizia, né uno profondo. E soprattutto con lui non ho mai parlato di sesso. E in effetti non mi offende la cosa. Anche perché continuiamo a dire che i gusti sessuali non hanno importanza, oggi come oggi. Solo che, semplicemente, Albano non doveva parlare in televisione di cose mie personali. Se sono gay andrò con un gay, se non lo sono non ci andrò. Se lo sono in parte, ci andrò in parte. In ogni caso mi chiedo: cosa cambia?”
Che dite? Risposta elegante oppure troppo diplomatica?

Ma la Proposition 8 è legittima o è incostituzionale? In altre parole: la maggioranza ha la facltà di decidere sui diritti di una minoranza o questa è una distorsione della democrazia? A questa domanda dovrà dare una risposta oggi una Corte d’appello federale davanti a cui è finita la vicenda esplosa nel 2008 con il referendum californiano.
Come ricorderete, la Proposition 8 (ribattezzata dai suoi oppositori Prop H8, in cui il numero otto diventa “hate” come odio) mise al voto la possibilità per le coppie dello stesso sesso di unirsi in matrimonio e, con una stretta maggioranza di circa 52 a 48, prevalsero i sì e la legge sul matrimonio gay fu cancellata.
Ma i sostenitori dei diritti civili si appellarono ai tribunali, sostenendo che la maggioranza dei cittadini può decidere se il matrimonio esiste oppure no, ma non se può essere aperto ai gay oppure no; altrimenti si dà alla maggioranza il diritto di decidere sulle minoranze, che non potranno mai prevalere - per la loro caratteristica - in un confronto numerico.
La decisione della Corte d’appello avrà un riflesso anche su tutti gli altri divieti introdotti per referendum in parecchi stati Usa. Che succederà? incrociamo le dita.

Inizia il toto gay ad Amici di Maria De Filippi? A lanciare l’indiscrezione sono i cugini di TvBlog che hanno sottolineato, in un post, come gli sguardi e l’affetto tra Gerardo e Stefano, due concorrenti del programma, possano lasciare spazio a qualche altro legame più intimo tra i due. Ma partiamo con ordine.
Tutto è iniziato quando Stefano si è presentato per sfidare Lidia, una ragazza nel gruppo di Grazie di Michele. Nel cantare un brano si è girato più volte verso Gerardo, soprattutto nella frase “Pe raggiungerti ho dovuto correre”, passaggio di “Destinazione paradiso”. E il ragazzo a sua volta sembrava evidentemente imbarazzato. La stessa Maria De Filippi gli ha chiesto come mai guardasse così tanto il (futuro) compagno di classe e lui ha risposto che sono molto amici e prova affetto nei suoi confronti.
Se ci fosse davvero più di una bella amicizia sarebbe un’ottima occasione per sdoganare l’amore tra due ragazzi in un programma visto da molti giovani. Ma lo scopriremo solo nelle prossime settimane…. (forse).
Via | TvBlog