giovedì 18 marzo 2010

Tutti a fare festa al pene!

pubblicato da Robo in: Mondo Hot but soft

La festa del pene in Giappone

Si celebra in questi giorni in Giappone la festa del pene, o festa del pene. Il villaggio di Komaki – a circa 400 chilometri a su di Tokyo – festeggia con grande sfarzo il membro maschile tanto da portarne in processione uno, intagliato nel tronco di un cipresso, dal peso di circa 300 chili (ben più grande, quindi, del 25×25 di Mukhtar Safarov). Non voglio certo prendere in giro le tradizioni culturali e religiose di un popolo, sia ben chiaro.

A guardare alcune foto della festa di quest’anno (che non è solo del pene, ma della fertilità e quindi riguarda anche la vagina) alcune sono proprio simpatiche: come quella, per esempio, in cui quel ragazzo ciuccia un gelato a forma di pene con una certa esperienza o il signore anziano che sorride felice tra una marea di piselli in erezione.

Immagino una festa del genere in Italia: tra scandalizzati da un lato e allupati dall’altro sarebbe un successone. Ma forse no, considerato il bigottismo italiano…

Foto | Global Post

La festa del pene in GiapponeLa festa del pene in GiapponeLa festa del pene in GiapponeLa festa del pene in Giappone

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mercoledì 17 marzo 2010

Aldo Busi lascia l'Isola dei Famosi e prima dichiara a gran voce: "I veri criminali sono gli omofobi"

pubblicato da Desperate Gay Guy in: Arte e cultura Omofobia Tv

Aldo Busi lascia l'Isola dei Famosi e prima dichiara a gran voce:  "I veri criminali sono gli omofobi"

Nella puntata appena andata in onda in Livebloggin su TvBlog, Aldo Busi ha lasciato l’Isola dei Famosi. Lo scrittore ha deciso di abbandonare il programma perchè stanco di avere a che fare con persone “attaccate alla canna del gas” e che devono pagarsi il mutuo. Ha descritto pure i compagni naufraghi, (eccessivamente) quasi come dei poveretti disperati. Ma in mezzo a tutto questo ha espresso a gran voce argomenti importanti, quale l’omofobia:

“Qui in Italia ancora non si capisce che i veri criminali sono gli omofobi e non i gay! Il Papa è il primo che si scaglia contro gli omosessuali!”

Parole dure, parole sincere che non dicono nulla di nuovo ma che, in prima serata, in un reality show importante, possono raggiungere molte persone. Il problema è il declino che raggiunge successivamente:

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Karl Lagerfeld, contrario ai matrimoni e alle adozioni gay, non sa cosa sia l'omofobia

pubblicato da Desperate Gay Guy in: Nozze e dintorni Camp Attack Popular Famiglie Omofobia Fashion World Mondo

Karl Lagerfeld, contrario ai matrimoni e alle adozioni gay, non sa cosa sia l'omofobia

Karl Lagerfeld, il noto stilista alla guida di Chanel, ha rilasciato dichiarazioni alla rivistaVice a dir poco sconcertanti. Per prima cosa, parla dei matrimoni tra persone dello stesso sesso:

“Sono contrario, per una ragione molto semplice: negli anni Sessanta tutti dicevano che avevamo il diritto di essere diversi. Oggi, tutto ad un tratto, vogliono una vita borghese”

Pensate che sia disarmante e banale un discorso del genere? Leggete quello che pensa in merito alle adozioni per le coppie gay e all’omofobia:

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Slash, ex componente dei Guns N'Roses, si scusa per aver definito gay una canzone di Michael Jackson

pubblicato da Desperate Gay Guy in: Popular Music & Live Mondo

Slash, ex componente dei Guns N'Roses, <a href=

Slash, chitarrista famoso per aver suonato per i Guns N’Roses, la scorsa settimana, parlando con il Canadian Music Week, ha ribadito di non essere stato lui a collaborare in una delle canzoni più famose di Michael Jackson:

“Non ho mai lavorato su “Black Or White”. Se la ascolti, è chiaramente gay. Non è un mio lavoro”

E dopo aver detto ciò, ha avuto qualche scrupolo, sottolineando il vero senso della parole gay, in quel preciso contesto:

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"Non si può dare del gay a un altro". Le reazioni del mondo lgbtq alla sentenza della Cassazione.

pubblicato da mario cirrito in: Movimento Camp Attack


Il coro del mondo lgbt italiano è unanime (o quasi): la sentenza della Corte di Cassazione emessa ieri è un passo importante e una vittoria non solo per colui che si era rivolto ai tribunali, ma per tutto il movimento e per le sue battaglie. Probabilmente pesa molto l’attesa del 23 marzo, quando un’altra sentenza, importantissima, dovrà essere emessa sui ricorsi di alcune coppie omosessuali che si son viste negare il diritto a celebrare pubblicamente la loro unione. L’attesa per questa nuova sentenza è molta, fuori e dentro la comunità lgbt italiana, perché da lì, dicono in tanti, può partire una nuova primavera dei diritti o l’arresto e la disillusione che in Italia non c’è spazio per le coppie di fatto omosessuali. E si dovranno trovare nuove strategie politiche e giuridiche.

Intanto quel che è accaduto ieri ha svegliato, in qualche modo, i mass media che, in casi come questi, ci si fiondano come api al miele. Il Corriere della Sera, ad esempio, ha intervistato un uomo di alta dignità come Rosario Crocetta, ex sindaco di Gela e ora eurodeputato del Pd. Crocetta è sempre stato un uomo che ha difeso e protetto la sua omosessualità, così come ha difeso e protetto la sua politica dagli sgherrami della mafia che lo voleva e lo vuole eliminato dalla terra. Del perché, hanno fatto bene i giudici, si dice assolutamente d’accordo:

“Assolutamente. Ma non solo per una generica difesa degli omosessuali come categoria a diverso orientamento sessuale. Per una questione di rispetto dell’individuo. Io posso essere gay e dirlo a tutti, come ho fatto io, ma posso esserlo e non volerlo dire a nessuno, condurre una vita dignitosa senza sbandierarlo ai quattro venti […] Anche se viene scritto in una lettera privata e si fa riferimento a episodi del passato di una persona si manca di rispetto. È la mia vita privata, siamo nella sfera della privacy. Qui è chiara la volontà dispregiativa. Perché devo essere definito gay se non voglio?”.

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Il matrimonio è per tutti. Anche per i gay. Con tanto di abito bianco!

pubblicato da Robo in: Orpelli Bigodinerie

Il matrimonio è per tutti. Anche per i gay. Con tanto di abito bianco!

Un lettore ci ha inviato alcune foto di abiti da sposa. Indossati da uomini. Alcune foto sono simpatiche, altre imbarazzanti! L’orsetto vestito di bianco, comunque, è un amore!

Un modo un po’ fuori dal comune di pensare al matrimonio gay. E una domanda: quanti di voi hanno sognato l’abito bianco per il proprio matrimonio? Su, non fate gli scandalizzati che vi vedo quando passate dinanzi alle vetrine dei negozi e vi soffermate a guardare il tulle….

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Queerblog intervista Maura Chiulli, della Segreteria Nazionale Arcigay

pubblicato da Robo in: Movimento

Queerblog intervista Maura Chiulli, della Segreteria Nazionale Arcigay, con delega alla Scuola, Giovani e Politiche di GenereMaura Chiulli, riminese, fa parte della nuova segreteria nazionale Arcigay e ha la delega alla scuola, ai giovani e alle politiche di genere. Conosciamo Maura come scrittrice – suo il bel romanzo lesbo Piacere Maria – ed è un vero piacere incontrarla in questa nuova veste istituzionale. Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Maura in merito al suo incarico, alle sue speranze e ai suoi progetti futuri.

Domanda che potrebbe essere un titolo per un convegno: scuola e omosessualità - che fare/come fare?
Sono davvero onorata di questa grande responsabilità: la Scuola, un’agenzia formativa seconda solo alla famiglia. La formazione e l’educazione alla “diversità”, il lessico, la cultura, il riconoscimento e la comprensione dei generi, degli orientamenti sessuali, questi sono gli obbiettivi e le finalità dei tanti progetti realizzati da Arcigay nelle e per le Scuole, dal mio predecessore (egregio) Marco Coppola e da un gruppo folto di volontari. Proseguire sulla strada dell’informazione e della cultura è irrinunciabile.

A tuo modo di vedere quali sono le principali difficoltà che si incontrano nel presentare nelle scuole la realtà lgbtqqi?
La scuola non è che lo specchio giovane, e in questo senso forse il più pulito, della società nella quale viviamo. In essa si incontrano le culture e pulsioni diverse, sguardi ed età, colori e le lingue: la scuola è diversità, e questo dato intrinseco può solo facilitarci. Informare, parlare, raccontare, formare gli Insegnanti e i Presidi a fornire risposte coerenti e autorevoli ai ragazzi è tutto ciò che stiamo facendo.

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Spagna: Ordine restrittivo per omofobia emesso dal giudice

pubblicato da Desperate Gay Guy in: Omofobia Mondo

Spagna: Ordine restrittivo per omofobia emesso dal giudice

Dalla Spagna arriva una di quelle (tipiche) notizie che fanno impallidire la legge italiana. Un giudice del tribunale di Sabadell ha emesso un ordine di allontanamento per omofobia: un gruppo di ragazzi non potrà avvicinarsi a meno di 300 metri dall’abitazione di un loro coetaneo, vittima di insulti e minacce di stampo omofobo.

I condannati hanno età compresa tra i 16 e 18 anni e sono stati giudicati colpevoli di vessazione con aggravante per abuso di superiorità e con movente omofobo. Inoltre al ragazzo verrà pagato un indennizzo.

Per la prima volta, un giudice ha paragonato la violenza di genere con quella omofobica. Plauso ennesimo all Spagna.

Foto | Esonica

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Desperate Housewives sempre più gay. A Wisteria Lane arriva John Barrowman

pubblicato da giovanni molaschi in: Tv



Mentre in Italia il talento di Ivan Cotroneo, scrittore (“Cronaca di un Disamore” dovrebbe far parte della libreria di tutti) e sceneggiatore, è sfruttato solo (o quasi) per restaurare i vecchi classici (sua è la sceneggiatura di “Pinocchio” o “Sissi”), negli Stati Uniti Marc Cherry compie una vera e propria rivoluzione.

Attraverso “Desperate Housewives”, di cui è sceneggiatore, sta facendo vedere alle sciurette di mezzo mondo che oltre ai gay di “Queer As Folk” (storico serial tv GLBTQ) ne esistono degli altri. Conducenti di una vita più morigerata.

A Wisteria Lane
(dove le vicende della casalinghe disperate sono ambientate), oltre a Julia Benz (moglie di Micheal C. Hall in “Dexter”) arriverà anche John Barrowman. Il bel, e dichiarato, capitano di “Torchwood” dovrebbe interpretare uno degli scheletri dell’armadio di Drea De Matteo che nel serial interpreta Angie, un italo-americana piuttosto coatta.

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martedì 16 marzo 2010

Sentenza della Cassazione: non si può dare del gay a un altro

pubblicato da mario cirrito in: Homosexual Intifada Omofobia Cronaca

Poco importa se uno lo è realmente gay o se diventa un epiteto da scaraventare addosso al collega di lavoro, al compagno di scuola o a chi vi passa accanto. La Cassazione ha oggi deciso che dare del gay a vanvera o per stimolare reazioni controverse, è reato, alla stessa stregua di una ingiuria. La Suprema Corte, si dice, vuole mettere un freno alla denigrazione verso gli omosessuali e tanto basta per mutare il termine gay in offensivo e quindi passibile di condanna e relativa pena. A farne le spese un vigile urbano di Ancona che aveva accusato un collega di essere gay. Da lì, la denuncia, il processo a vari livelli e oggi la parola fine della Cassazione che ha stabilito che dare del gay è una ingiuria e condannato l’imputato al risarcimento fissato in 400 euro.

Pare che tra i due non corresse buon sangue: entrambi erano in lotta per la poltrona di comandante della polizia municipale di Ancona. Tanta acrimonia è sfociata in una lettera che uno dei due ha scritto all’altro, ricordandogli una vacanza in montagna in compagnia di un marinaio. Quella vacanza lo aveva fatto allontanare, chissà mai perché, da un club sportivo frequentato da ragazzi. Tanto è bastato a far pensare all’omosessualità vera o presunta del collega e di metterla in chiaro nella missiva.

Si è sperticata la difesa a far capire che dire gay non è offensivo; che l’imputato aveva simpatia per l’altro; nulla da fare. Non è stata neppure accolta la tesi che l’imputato possa aver scritto di getto, e senza pensarci, quella “contumelia”. Il tempo c’è stato per capire che si voleva intenzionalmente colpire l’offeso: nessuna immediatezza.

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