Sarah Palin, apertamente critica di tutto questo ’sperare, cambiare le cose’ del periodo di Obama, sul Fox News di domenica, ha ammesso di non pensare che adesso sia il momento adatto per annullare il “Don’t Ask, Don’t tell“. Le era stato appunto chiesto se lei avrebbe modificato questa legge:
“Non credo, in questo momento esatto. Sono sorpresa che il presidente spenda tempo su questa cosa quando potrebbe dedicarsi alla sicurezza nazionale del Paese. E lo dico perché dovrebbero essere modificate altre cose nell’ambito militare. Utilizzare così tanto tempo, fatica e politica? Non necessario”
Anche queste sue parole, miss Palin, “non sono necessarie” da prendere in considerazione, per fortuna… Dopo il salto, il video:
John O’Reilly, gay dichiarato, è un detenuto del carcere inglese di Dovegate, nello Staffordshire. Quando è giunto in questo carcere da quello di Birmingham nel quale si trovava in precedenza, gli sono state le riviste porno gay che aveva con sé perché non è permesso il porno hard in quella prigione. Solo che O’Reilly ha notato che la restrizione valeva solo per lui, mentre gli altri reclusi eterosessuali usufruivano normalmente di materiale porno. Un portavoce del carcere ha affermato che il materiale porno è permesso solo dietro permesso mentre è vietato se il contenuto è inappropriato o se i carcerati stanno scontando pene per crimini di pedofilia o di violenza sessuale.
A quanto è dato di sapere, John O’Reilly non è condannato né per pedofilia, né per violenza sessuale. Secondo O’Really la motivazione di questo divieto nei suoi confronti (e nei confronti degli altri gay) va cercato altrove: pare che il direttore del carcere sia un “devoto cristiano” e quindi non concede il permesso per tenere materiale porno gay perché non va bene. Se invece si è etero, ci si può masturbare davanti a donne nude senza problemi.
In questi casi, secondo voi, si può parlare di discriminazione e/o omofobia oppure John O’Reilly ha esagerato?
Foto | Flickr

Conoscevamo già coppie di pinguini gay sia nella realtà sia nell’immaginazione letterario (Gus e Valdo). Ma stavolta le pagine dei giornali sono per una coppia di albatros femmine, che hanno fatto schiudere con successo un uovo nella colonia neozelandese del Royal Albatross Centre.
Non si conosce l’identità del padre, che sarà uno degli albatros reali della colonia: quel che è certo è che le due femmine adesso formano una famiglia e dopo aver incubato perfettamente l’uovo fino alla schiusa formeranno una famiglia esattamente come le coppie di sesso opposto.
Quel che è più insolito non è l’accoppiamento tra due femmine di albatross - il che era già successo in passato - ma il fatto che siano riuscite a incubare l’uovo e che questo fosse fertile. Evidentemente hanno trovato un “padre donatore”, ma nessuno lo dica al sottosegretario Roccella: potrebbe tuonare contro questo caso di fecondazione eterologa.

Letteralmente fist fucking vuol dire scopare con il pugno. Nella realtà, poi, si tratta della mano che viene inserita nell’ano. Si tratta di una pratica che vanta diversi fan ma, va detto subito, è un modo di fare sesso fra uomini che può essere pericoloso. Precisazione: non solo i gay praticano il fist fucking, ma anche gli etero e le lesbiche (all’inizio del XX secolo, come ci ricorda Ayzad, le lesbiche dell’alta società portavano le unghie lunghe e smaltate solo su una mano, per far capire che l’altra potevano agevolmente inserirla nel corpo della partner).
Non fate subito la faccia allibita o allupata: il fisting è una pratica sessuale che può piacere o meno. Quindi non imponetela a chi non vuole, ma nemmeno bollate come “malati” o “pervertiti” o “disgustosi” quanti la praticano. Altro consiglio: lasciate perdere i film porno che mostrano acrobazie circensi con mani che quasi si perdono nell’ano. Se volete conoscere e praticare il fisting cercate qualcuno esperto, conoscetevi di persona, fidatevi l’uno dell’altro e poi passate ai fatti, in maniera graduale.
Per conoscere meglio il fist fucking nel nostro kamasutra gay abbiamo rivolto alcune domande ad Eros Ampiotti, che ha praticato fisting per diverso tempo.

Credo sia utile che le associazioni glbtq nostrane incontrino altri associazionismi estere ed una politica di riferimento. Bene ha fatto il segretario nazionale di GayLib, l’associazione gay liberale di centrodestra, Daniele Priori a recarsi in Olanda questo fine settimana per un incontro con il leader della lista Leefbaar Rotterdam, Marco Pastors, già vicesindaco della città e primo consigliere del leader gay della destra olandese nel 2002 ad Amsterdam, Pim Fortuyn. L’Europa dei diritti e delle battaglie glbtq dovrebbe incontrarsi spesso; confrontarsi sui problemi che ogni Stato vive; rendersi disponibile ad aiutare concretamente e visibilmente quei paesi dove l’omofobia impera e i legislatori si rendono sordi alle iniquità verso le coppie di fatto o verso le violenze e l’odio verso gay, lesbiche, transessuali, bisessuali. Agire come l’Europa dovrebbe: coesi e con uno scopo comune per i diritti universali.
A Rotterdam, Daniele, accompagnato da Bruno Ambrosio, presidente della Pim Fortuyn Foundation ha incontrato Marco Pastors assieme ad Alexander Del Valle, editorialista del quotidiano France Soir, e il fratello di Pim, Simon Fortuyn. Tema dell’incontro: la violenta omofobia che ancora attanaglia la città olandese e una questione irrisolta e difficile come il rapporto con gli islamici che vivono in Olanda. Priori ha illustrato la campagna contro l’omofobia voluta dal nostro attuale governo, realizzata con la collaborazione delle associazioni glbt italiane e ha poi fatto dono a Marco Pastors di una copia del libro Dante e l’omosessualità, scritto da Aldo Onorati, eccellente professore e stimato conoscitore di Dante Alighieri.
Per ricordare che i problemi di omofobia e discriminazioni spesso accompagnate da gesti inconsulti e gravi, sono una questione che riguarda tutti, Pastors si è detto preoccupato per le violenze xenofobe con cui il suo paese deve fare i conti e ha deciso di aprire un dialogo, il più possibile proficuo, anche in termini di accettazione e di antidiscriminazione, con la comunità islamica che nella sola Rotterdam è il 30 per cento degli abitanti. Una bella sfida che ci auguriamo porti buoni risultati non solo in Olanda.
Continua a leggere: GayLib in Olanda, sulle tracce di Pim Fortuyn

Il cardinale, le trans e le suore. Non, non vi spaventate: non è il quadretto di un sordido incontro smascherato da Vittorio Feltri, ma una foto ricordo scattata a Genova, che ci restituisce il cardinale Bagnasco in una dimensione dolce di pastore, vicino anche alle persone omosessuali e trans. Niente di più distante dall’acrimonia di altri presuli, come monsignor Scatizzi.
Il presidente della Cei, che è anche vescovo di Genova, ha incontrato un gruppo di trans dei vicoli, dell’associazione Transgenere, durante una visita pastorale alla parrocchia di San Siro, grazie alle suore contemplative. E, secondo le parole di Regina Satariano, il cardinale
«è stato molto cordiale, ha stretto la mano a tutti. Sicuramente non ha condiviso la naturalezza del mio essere transessuale, ma siamo riusciti a dialogare. Vorrà dire che aspetteremo magari cent’anni, come secoli ha atteso Galileo prima che di essere accettato dalla Chiesa. Siamo convinte di essere nel giusto».
Un segnale di apertura e comunque di accoglienza da parte del massimo esponente dell’episcopato cattolico in Italia. Ai gay e alle trans credenti farà sicuramente piacere; anche se noialtri preferiremmo più incontri pastorali e meno ingerenze pubbliche da parte delle gerarchie cattoliche. In ogni caso, meglio un cardinale che incontra le trans e si fa fotografare con loro, piuttosto di uno che addita gay e trans come creature del demonio.

Aaron Carter, fratello minore del cantante Nick Carter dei Backstreet Boys, si è spogliato e ha posato per la Campagna contro l’omofobia, la scorsa settimana, come già aveva fatto tempo fa, la nota Cher. La campagna raccoglie testimonianze e denaro per i diritti gay. Carter, che ha postato le soto anche sul suo Twitter, ha scritto ai suoi fan: “Oh Yeeeeaaah! Sono un ragazzo single (single man, ndr)”
Il cantante, che spesso era sui giornali per problemi legali e di droga, prima di riuscire ad uscirne lo scorso anno, partecipando a Ballando con le stelle, ha confortato anche i suoi sostenitori, sulle sue condizioni di salute. Ora sta registrando il suo primo album da solista.
E diventare testimonial per queste campagne “benefiche”, oggi, non fa spesso politically correct per attirare attenzione e supporto mediatico?
Via | Advocate

Clamoroso scivolone di immagine per Vodafone, che in Gran Bretagna si è dovuta affrettare a chiedere scusa ai suoi utenti per un commento omofobico pubblicato sul Twitter della compagnia.
In Gran Bretagna Vodafone usa anche Twitter per tenersi in contatto con i clienti e rispondere in modo rapido ad alcune richieste tecniche. Qualche giorno fa, però, sui twitter di migliaia di utenti è comparsa una scritta omofoba e volgare: “Vodafone Uk is fed up of dirty homo’s and is going after beaver”. Qualcosa del tipo: “Vodafone è stufa di sporchi omosessuali e va a caccia di figa”.
Gli utenti si sono ribellati e hanno pensato a un hacker, ma la società ha dovuto ammettere che era stato un dipendente burlone a pubblicare sul sito quella frase: il lavoratore è stato sospeso e la compagnia ha pubblicato un messaggio di scuse.

Luigi De Magistris – che da queste parte piace molto anche perché è uno dei pochi politici belli – ha preso posizione a favore di noi gay e dei nostri diritti:
“I gay devono potersi sposare e adottare figli e vorrei che fosse chiaro che qui esprimo una mia posizione a titolo personale. Sono per l’allargamento dell’istituzione famiglia”.
Si tratta di una posizione a titolo personale ma è pur sempre un’opinione chiara e limpida. Almeno sappiamo chi ci troviamo davanti: le mezze parole sono quelle che danno più fastidio.
Foto | Polisblog
Mezza marcia indietro di Lorella Cuccarini, che ha approfittato di un’ospitata in un ambiente amichevole - la trasmissione Tatami di Camila Raznovich - insieme a un vecchio amico (gay) come Luca Tommasini, per correggere le affermazioni fatte a Vanity Fair e poi al Muccassassina. Come ricorderete per quelle parole la soubrette fu pesantemente criticata e contestata anche durante la serata al Qube.
La Cuccarini ribadisci che lei ha sempre sostenuto “le unioni gay” ed è sempre stata vicina alla comunità omosessuale; ma che aveva voluto aggiungere la propria idea personale di matrimonio, legata al fatto religioso. In questo ragionamento le dà man forte Tommasini, che ribadisce come il matrimonio sia religioso, mentre in quella sede si parla di diritti civili.
Continua a leggere: A Tatami la Cuccarini tenta la rettifica: sì alle unioni gay